TOILÉES

Il faut avoir 

le regard transperçant 

se laisser percer l’âme

sans s’évanouir 

pour pouvoir observer

encore 

le temps que l’on vit

sans périr 

dans la dentelle

de l’effroi.

Steve Evans – W. Commons

Deux femmes nord Afghanistan

Paris, à l’écoute  

2022 – Maria A. Listur

 

RICOPERTE di TESSUTO

Si deve avere

lo sguardo penetrante

lasciarsi trafiggere l’anima

senza svenire

per poter osservare

ancora

il tempo che viviamo

senza perire

nel pizzo

del terrore.

 

Parigi, in ascolto

2022 – Maria A. Listur

PRIÈRE

Se reproduire dans chaque création

personnelle

des autres

et se laisser pénétrer par la liberté 

intérieure

extérieure

potentiellement infinie.

1880 – Museo de la Ceramica, Sevilla

Paris, chez le soleil.

2022 – Maria A. Listur

PREGARE

Riprodursi in ogni creazione

personale

altrui

e lasciarsi penetrare dalla libertà

interna

esterna

potenzialmente infinita.

1880 – Museo de la Ceramica, Sevilla

Parigi, nella casa del/al sole.

2022 – Maria A. Listur

CONQUISTA

En cuanto tiempo de algunos tiempos

es luz de mediodía en cada encuentro !

Cuando tus ojos se posicionan en mis ojos

y te veo

y me ves

como en esos pasajes de fronteras

– aéreas, acuáticas o terrenas – 

durante un viaje que viaja adentro

con aduana 

o sin

y se sabe que no hay nada para declarar,

aunque todo lo que se lleva es de un mundo nuevo

conquistado sin otra sangre que la propia

y se ve

y es

y lleva a otra tierra, como siempre

como si fuésemos carabelas con alas

o con ruedas, diferentes y adaptables

solas

o en compañía

y partimos de nuevo hacia otro mundo

donde tus ojos y los míos acumulan huellas

y visiones, corredores y azulejos, espejos

de todos

y nuestros.

Santa María de los Buenos Ayres

Casa de la Contratación – Real Alcazar de Sevilla

Sevilla, cuando la luz es centro.

2022 – Maria A. Listur

 

CONQUISTA

In quanto tempo di alcuni tempi

è luce di mezzogiorno ad ogni incontro !

Quando i tuoi occhi sono posizionati nei miei occhi

e ti vedo

e mi vedi

come in quei valichi di frontiera

– aeree, acquatiche o terrene –

durante un viaggio che viaggia dentro

con dogana

o senza

ed è noto che non c’è nulla da dichiarare,

anche se tutto ciò che si porta viene da un nuovo mondo

conquistato senza altro sangue che il proprio

e si vede

ed è

e porta in un’altra terra, come sempre

come se fossimo caravelle con le ali

o con le ruote, diverse e adattabili

sole

o in compagnia

e si riparte ancora per un altro mondo

dove i tuoi occhi e i miei accumulano tracce

e visioni, corridoi e piastrelle, specchi

di tutti

e nostri.

 

Santa Maria di Buenos Ayres

Casa della Contrattazione – Alcazar reale di Siviglia

Siviglia, quando la luce è il centro.

2022 – Maria A. Listur  

OCCHI NUOVI

Per vederti meglio, e per fare qualcosa

per intrattenere il lupo in agguato

non soltanto nel bosco

per sfamarlo senza sangue

e per ritornarti tutte le farfalle

arrivate dal tuo sguardo :

occhi nuovi si necessitano 

e chissà che capitolerà la distanza

tra l’immagine e te

tra il sorriso e il pianto.

SourYs Charity – Syria

Parigi, bambini e Pasqua. Si spera.

2022 – Maria A. Listur

IN TRASPARENZA

Come i panni al sole

mi estendo, appesa senza fili

affare di mollette, i ricordi 

quelli migliori, a luce piena.

Intrisa di vento 

tutta tessuto, asciugata da lacrime

che a lavar son venute

perfetto il tempo, i temporali.

A raccogliermi, 

mani sapienti e crepuscolari

mi sfiorano nella luce fiocca

mi proteggono nel cader della notte

e notturna m’inchino, al domani.

Roma, nella luce della primavera.

2022 – Maria A. Listur

PUREZZA

A quella sovranità che è carne e soffio

festeggio quelle onde che chiamiamo scelte.

Sollevata e dialogante

con e in ogni imposizioni

da prima di me, e oltre.

Pronta sempre a carezzare

aria e ossa di questo esistere

chiamato io

per limitatezza umana.

La “me” bambina guarda, allerta,

sa scorgere zone non franche

da salvaguardare : 

preziose creature

specchi del tutto, e non soltanto.

Teatro con la Giovane Compagnia di Attori di Verona.

Gabriele del Papa ph

2022, Parigi. Profondamente grata.

Maria A. Listur

ALGO QUE NO TE DIJE

Te escribo porque tengo vergüenza 

de ese último “no” que te dije,

como si hubieras sido eterno o como

si esa eternidad que anidas en mi cuerpo

fuese la eternidad de los vivos.

Casi que no he podido vivir 

antes de escribir estas letras. Ahora puedo,

ahora las palabras escritas me conducen

a esa piel que has sido ! Qué va !

Qué eres ! Dentro. Y te encuentro siempre

dispuesto, siempre ahí, protegiendo

cada desencanto. Te encuentro.

Y te escribo para eso, más allá 

de la pena de esa última negación, 

para que si por las dudas, del otro lado

de éstas brumas que llamamos vida

tuvieras tiempo de acercarte en mis sueños

– y sin distraerte de la fidelidad 

de todos tus ángeles, esos merecidos –

vengas a darme ese toque de carne

que despierta de tanta ausencia

de tu nada ; de ese todo tuyo que vive

en cada letra que dije, en éstas,

en todas las de mañana.

Rossella Carocci Ph

Paris, visitada por la falta. 2022 – Maria A. Listur

 

QUALCOSA CHE NON TI HO DETTO

Ti scrivo perché mi vergogno

di quell’ultimo “no” che ti ho detto,

come se fosse stato eterno o come

se quell’eternità che annidi nel mio corpo

fosse l’eternità dei viventi.

Quasi che non ho potuto vivere

fino a scrivere queste lettere. Ora posso,

ora le parole scritte mi guidano

verso quella pelle che sei stato ! Ma che dico !

Che sei ! Dentro. E ti trovo sempre

disposto, sempre lì, a proteggere

ogni disincanto. Ti trovo.

E ti scrivo per questo, oltre

il dolore di quell’ultima negazione,

perché se per caso, dall’altra parte

di queste nebbie che chiamiamo vita

avessi il tempo di avvicinarti nei miei sogni

– e senza distoglierti dalla fedeltà

di tutti i tuoi angeli, quelli meritati –

tu venga a darmi quel tocco di carne

per svegliarmi da tanta assenza

del tuo nulla ; di quel tutto te, che sei e vive

in ogni lettera detta, in queste,

in tutte quelle di domani.

 

Parigi, visitata per vuoto.

L’INCOMMENSURABILE

M’incollo a Te per smettere di piegare ancora le ginocchia ancestrali quelle dei dimenticati e sospesi alle colonne del nulla sopraffatto di addii e tirchio d’arrivi. 

Aderisco a Te per sollevarmi dai radicamenti collaterali e immaginari senza la fantasia di mantenermi in piedi quando invento la Tua assenza mai avvenuta. 

M’appoggio a Te come una pervinca fedele alla sua natura capace di valicare ogni muro.

E scrivo camminando danze da fiumi nascosti quasi mari.

de Profundis – Tracer l’éphémère® X/21

Gabriele del Papa ph

Parigi, si prega tacendo.

2022 – Maria A. Listur

DALL’ALTO

Tentare uno sguardo dall’alto

– come le nuvole verso la terra –

tra il tempo della vita 

e i nostri anni, 

tra la Tua creazione 

e la tempestività 

della nostra distruzione.

Avrà l’Eterno, ancora

una grazia infinita, 

salvifica

– come la gratitudine dell’aria –

per risparmiarci da noi stessi,

da quel che tentiamo di essere

noi stessi ?

Gabriele del Papa ph

De Profundis, Tracer l’Éphémère® X/21

Parigi, quasi non Paris. 2022, Maria A. Listur