DALL’ALTRO LATO…

… di quello sguardo di frantumata gioia
trovai la pena di chi per vivere finge vita,
o si accontenta di quel che a sé racconta
o sembra soddisfarsi quando vien creduto.
Vorrei riportati tutta la tua infanzia; e accartocciata
o spiegazzata nella quiete e nel suo rovescio
rifare insieme a te ogni tuo passo. Salvo, libero
e sollevato dalla storia che ti divide, che deperisce
il dolcissimo e nascosto altro tuo lato.

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Kate Maldonado ph

Nel dolmen degli amici.
2020 – Maria A. Listur

“El tiempo circular de los estoicos…”

Jorge L. Borges

Al mio amico Alfonso Buonanno, elfo personale.

Dono regalo presente
omaggio offerta e altro…
Ho tanto altro:
tutto quello che della vita mi è corpo
quello che si sono portati gli assenti
le fragranze di chi rimane
anche quando partire è vocazione
infinite storie dentro la memoria
mia, degli altri, a bordo strada… Futura.
E poi, arriva ancora un altro
oltre le meraviglie già vissute
mani d’oro, occhi in tempesta
che nel dimenticare tutti i miei secoli
ogni pace e tutte le guerre, silenzioso
certo, costruisce per me, un’altalena.

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Gabriele del Papa ph

Nel mondo, senza maschere.
2020 – Maria A. Listur

GIOIELLI

Incarnati tra quelle volontà dette emozioni,
tra quei gesti volutamente involontari,
incastrati nella religione del consueto, del facile,
immediati alla maniera delle svendite,
sbarcano i diamanti di memorie
a riaffermare i paleolitici del qui e ora,
sconosciuta stirpe di lingue arcaiche
tutta mia e mai incontrata. Ora ti sveli?
A rimarcare tutti i preteriti, tutte le strade
d’allora percorse quando io ero nulla
o per dirlo in lingua madre, tra tutte la più vicina:
Nada.
E potrei pensare di poter annientarti
o almeno negarti, ma la brillantezza nera,
quasi carbone che mi fa specchio,
in una risata sorprende al pensiero. Fatta!

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Merci/Thank You T. R. ph – 2020 Teletravail/Webwork

Parigi, de-confiniamo? Non sembra mascherata.
2020, Covid-19 – Maria A. Listur

 

JEWELS

Embodied among those determinations known as emotions,
among those intentionally involuntary gestures,
stuck in the religion of the usual, of the easy,
immediate like the sales,
the diamonds of the memories disembark
to underline those Paleolithic of the here now,
unknown heritage of archaic languages
all mine and never encountered. You unveil now?
To remark upon all the preterits, all the roads
travelled then when I was nothing
or to say it in the mother tongue, among all the closest one:
Nada.
And I could thing about annihilating you
or at least deny you, but the black brilliance,
almost coal like that reflects me,
in a laugh surprises to the thought. Done!

Paris, shall we de-confine? It doesn’t seem masked.
2020, Covid-19 – Maria A. Listur

SILENZI/SILENCES

Cosa saremmo senza le lettere?
Di noi specchio, tastiera sfocata…
Ogni riconoscenza,
inconsapevole trasparenza,
immanente inchino
a ogni frase,
a quel cammino a mo’ di racconto
che a te mi porta,
a bordo pagina.

Manuele Geromini

Manuele Geromini art

Parigi, al tuo silenzio, oramai nascosto.
2020 – Maria A. Listur

 

SILENCES

What would we be without letters?
Mirror of us, blurred keyboard…
Each gratitude,
unaware transparence,
immanent bow
to each sentence,
to that path like a story
that brings me to you,
to the page border.

Paris, to your silence, by now hidden.
2020 – Maria A. Listur

Oltre e grazie al Muro/Beyond and Thanks to the Wall

– Paura?
– Di cosa?
– Del contagio…
– Mi conosci, sai cosa penso…
– E la paura del controllo?
– Era già in atto…
– E come gestisci la mancanza di contatto?
– Mi fa ridere che tutto avviene “avanti”…
– Avanti?
– Lo diceva Jean Paul Sartre nella voce di Erostrato:
“nessuno cura ciò che avviene alle sue spalle…”
Da dietro tutti si avvicinano, e non soltanto a me.

Lui ride con la sua risata argentina
e mi regala un bacio internautico,
io devolvo senza distanza.

Parigi-Montreal, quando l’amicizia sa di poter saltare ogni limitatezza.
2020 – Maria A. Listur

 

Beyond and Thanks to the Wall

– Scared?
– Of what?
– Of the infection…
– You know me, you know what I think…
– And the fear of control?
– It was already ongoing…
– And how do you manage the lack of contact?
– It makes me laugh that everything happens “in front”…
– In front?
–Jean Paul Sartre used to say it in the voice of Herostratus:
“nobody cares of what happen in the back…”
From behind everybody come closer, and not only to me.

He laughs with his Argentinean laugh
and blows me a net surfer kiss,
I devolve with no distance.

Parigi-Montreal, when friendship knows that it can skip every limitation.
2020 – Maria A. Listur

A DOMANI/UNTIL TOMORROW

Oltre lo spazio, oltre la carne
finalmente il nulla ti disgrega
specchio delle tue note
irreversibili
ambidestre
amor di dio qui presente.
Buoni sogni e a domani
quando all’ombra di qualche ala
ti riascolterò dettarmi ritmi.

SC2-Flavio-Ianniello

Grazie/Thank you Flavio Ianniello ph

Parigi, tutta per te, M° Ezio Bosso
2020 – Maria A. Listur

 

UNTIL TOMORROW

Beyond the space, beyond the flesh
at last the nothingness disrupts you
mirror of your notes
irreversible
ambidextrous
love of God present.
Good dreams and see you tomorrow
when at the shade of some wing
I will hear you again articulating rhythms to me.

Paris, all for you, MA Ezio Bosso
2020 – Maria A. Listur

ATTRAVERSAMENTI/CROSSINGS

Regna indiscussa la familiarità, la fratellanza, il potere
di questa variazione del silenzio che è il suono,
della lingua genitore, della musica suo letto.
Muri attraversa, riunisce senza permesso, senza premessa;
a rendere presente e perenne la volontà di prevalenza,
liberata dai sentimenti, scevra di appartenenza.
Sia musica, rumore o anche urlo
lui irrompe, grava, calpesta.
Qualche volta, accarezza…

857-MASBEDO.jpg

Masbedo ART

Parigi, nel suono, anche degli altri.
2020 – Maria A. Listur

 

CROSSINGS

It rules the undisputed familiarity, the brotherhood, the power
of this variation of the silence that is the sound,
parent of the tongue, bed of the music.
It passes through walls, gathers without permission, without premise;
to make present and perennial the will of predominance,
freed from emotions, liberated from sense of belonging.
Be it music, noise or even scream
it barges in, weighs on, stomps.
Sometime, it caresses…

Paris, in the sound, of the others as well.
2020 – Maria A. Listur

10 ANNI QUI/10 YEARS HERE

E se un giorno…
ciò che è scritto nel movimento
di questo spazio, non ancora foglio
ma visioni,
dovesse -come di Nazca il deserto-
mantenere vive le figure, le parole,
gli appuntamenti,
-più che racconti;
un senso si sarà svelato
alle vite storiche
oltre le congiunture,
deliziose e anche miserevoli
di questi reperti,
-più, molto di più che incontri.

Nazca-1.jpgNazca, Perú

Parigi, mentre festeggiamo 10 anni di scritti.
2020, grazie caro Gabriele del Papa, squisito traduttore.

 

10 YEARS HERE

And if one day…
what it is written in the movement
of this space, not yet paper
but visions,
should -like Nazca desert-
keep alive the personages, the words,
the appointments,
-more than stories;
a sense will be unveiled
to the historical lives
beyond the conjunctures,
delicious and also pitiful
of these finds,
-more, much more than encounters.

Paris, while we celebrate 10 years of writings.
2020, thank you dear Gabriele del Papa, exquisite translator.

A TRA POCO/SEE YOU SOON

Laddove non ero ancora
e tu già c’eri, là t’immagino
avvolta nel tuo blu preferito,
vergine dello sguardo di me
creatura ambulante e unica
inscritta e sospesa tra tuoi Sé
tra te e lui, tra te e il tempo
tra te e ogni addio.

“Hasta siempre” dunque,
ti rivedrò nelle curvature
delle palpebre riflesse allo specchio:
anteriori al mio sguardo
sciolte in generazioni, precise
mai sfaldate dall’abisso dell’eterno
indistruttibili come un colpo
amorevoli, accanite, nostre.

Montserrat Gudiol 1933 barcelona.jpg

Montserrat Gudiol, 1933
A mia madre/to my mother, 14 03 1933 – 01 04 2020

Parigi, quando aprile sa di nuovo.
2020 – Maria A. Listur

 

SEE YOU SOON

There where I wasn’t yet
and you were there, there I picture you
wrapped in your favorite blue,
virgin of the glance of me
unique and itinerant creature
inscribed and suspended in yourself
between you and him, between you and the time
between you and each farewell.

Therefore “Hasta siempre”,
I will see you in the arching
of the eyelids reflected in the mirror:
previous to my glance
diluted in generations, precise
never shattered from the abyss of the eternal
indestructible like a blow
loving, stubborn, ours.

Paris, when April tastes like new.
2020 – Maria A. Listur