MEMORABILE

Accetto l’invito di vederti

senza la pretesa d’incontrarti, ora.

In quegli occhi sconosciuti risiedi

e fai ridere, come sempre…

E ogni ricordo in disaccordo

si precipita alla vista di quel colore

marrone e indio. Tuo, madre.

Ora suo, irripetibile e memorabile.

R. C. web archives

Parigi… mentre si guarda attentamente.

2021 – Maria A. Listur

CLOWN

Lasciar essere le fragilità 

che sembrano ossa

e pur il buio tutto intorno

tremolante. Condotti dalla luce

che respira inesorabile

durante questo itinerario che c’è 

e che finisce; ora o più tardi

e da qualche parte, ieri.

Clown perfetto o perfettibile

colui che sembra separarci

colui venuto anche ad educare

nuove forme d’abbracciare.

Ivan Solyaev ART

Parigi, sensualmente fredda.

2021 – Maria A. Listur

IDENTITÀ

Sotto gli strati di pelle

oltre le profondità dell’acqua

risiede una pudica esuberanza

del compiere, quel che si dice

dell’ascoltare, ciò che si osserva

del toccare, senza pretendere

del guardare, proteggere. E dare.

Tutta sentire dell’altro e all’altra.

Anonima, sempre…

L’anima.

Filip Arickx ART

Parigi, quando il lusso è vivere.

2021 – Maria A. Listur

OLTRE

Clandestine sembrano le giornate

vestite d’appropriate distanze

mute, promettenti

inadeguate, sospese

sciocche, galvanizzate.

Sembrano le mani sollevate di alcune statue

o torri inghiottite dalla nebbia

o il buio abissale di qualche pozzo 

o di qualche sguardo di qualche mondo.

Sembra che ci sono. E ci sono. Da ricordare…

Moonassi ART

 

Parigi, dove si scorge l’inatteso.

2021 – Maria A. Listur

MEMORIE

A fior di pelle

sospese nell’invisibile

vengono quando vogliono

congedandosi a piacere.

Animi gentili coloro che 

per non sommergerle

le sospendono 

quotidianamente

nei paesaggi mai netti

delle proprie abitudini.

Chez moi/At my place. © 

Parigi, nel ricordo di ogni presente.

2021 – Maria A. Listur 

 

MEMORIES

On edge
suspended in the invisible
they come when they want
discharging at will.
Gentle souls those that
not to submerge them
suspend them
daily
in the never sharp landscapes
of their own habits.

Paris, in the memory of each present.
2021 – Maria A. Listur

PRIVILEGIOS

Hubo un tiempo

donde dos manitas sanadoras 

me acariciaban desde adentro.

Mi forma repetida a huesos

a carne y aire! Nuevos mundos.

Prodigiosos 

y no sólo míos!

Ahora… En estos tiempos

hay manitas que se encuentran

como torrentes se entrecruzan

parecidas a goletas que el desamparo abrigan

iluminan ontologías sigilosas

inesperadas 

y no sólo mías.

JDSCE ph

En el mundo, mientras se festeja in silencio.

2021 – Maria A. Listur

 

PRIVILEGI

C’è stato un tempo

dove due manine curative

mi carezzarono dall’interno.

La mia forma ripetuta in ossa

in carne e aria! Nuovi mondi.

Prodigiosi

e non soltanto miei!

Adesso… In questi tempi

ci sono manine che s’incontrano

come i torrenti si incrociano 

sembrano golette che l’abbandono riparano

illuminano caute ontologie

inaspettate

e non soltanto mie.

 

Nel mondo, mentre si festeggia in silenzio.

2021 – Maria A. Listur

 

PRIVILEGES

There was a time
where two little healing hands
were caressing me from the inside
My form repeated in bones
in flesh and air! New worlds.
Prodigious
and not mine only!
Now… In these times
there are little hands that meet each other
like torrents that cross each other
they seem like schooners that repair the abandonment
they light up cautious ontologies
unexpected
and not mine only.

In the world, while celebrating in silence.
2021 – Maria A. Listur

BORDADORA

En ese vacío de entonces que está vacío

cumplo la intención de bordar sus costados

y sus extremos, sus puntas y sus redondeces

para determinarlo, para que no lo llenemos

ni vos ni yo, de lo que pueda consolarnos. 

Podemos separarnos de la idea de repararnos

podemos desde la frescura de ese espacio

hacer de la falta una interminable mesa de juego

donde se juegue por el gusto ancestral del gesto

donde no se pierda jamás, donde nos se gane

y donde quede enmarañado de consciencia

el tiempo que nos quitaron las viejas costumbres,

la ignorancia, las fragilidades, las negaciones,

la idea que el amor debía ser de una sola medida.

Sì, recamo ese vacío porque soy también sombra

o casi siempre sombra… Porque puedo refrescar.

©Alan_Guichaoua ph, Le Vide 5

Paris, antes de las Navidades… Tantas. 

2020 – Maria A. Listur

RICAMATRICE

In quel vuoto di allora che rimane vuoto

realizzo l’intenzione di ricamarne i costati

e le sue estremità, le sue punte e le sue rotondità

per determinarlo, in modo di non riempirlo

né tu né io, di ciò che ci può consolare.

Possiamo separarci dall’idea di ripararci

possiamo, dalla freschezza di quello spazio

fare della mancanza un tavolo da gioco senza fine

dove si giochi per il gusto ancestrale del gesto

dove non si perda mai, dove non si vinca

e dove si intrecci con la coscienza

il tempo che ci hanno tolto le vecchie usanze,

l’ignoranza, la fragilità, le negazioni,

l’idea che l’amore doveva essere di un’unica misura.

Sì, trapunto quel vuoto perché sono anche un’ombra

o quasi sempre ombra … Perché posso rinfrescare.


Parigi, prima dei Natali … Tanti.

 

EMBROIDERER

In that emptiness of then that remains empty
I accomplish the intention of embellishing the rib cage
and its extremities, its spikes and its rotundities
to determine it, not to fill it
neither you nor me, of what can comfort us.
We can distance ourselves from the idea of fixing ourselves
we can, from the freshness of the space
make of the absence a game table with no ends
where it can be played for the ancestral sake of the gesture
when it is never lost, where it is never won
and where time that old habits have taken away from us,
the ignorance, the fragility, the negations,
the idea that love had to be of a unique measurement,
is woven to the conscience.
Yes, I do quilt that emptiness because I am also a shadow
or almost all the time shadow… Because I can refresh

Paris, before the Christmases … Many.

COME?/HOW?

Dietro le maschere della paura

come nascondere alla tristezza

lo sguardo allerta e le manine pronte

di chi va spazzando sotto le sedie?

Sembra non ci si accorga

dello spazzino la solitudine,

l’urlo sordo all’indifferenza.

Enfants du monde.com

Parigi, alberi, luci e assenza.

2020 – Maria A. Listur

HOW?

Behind the mask of fear
how to hide to sadness
the glance on alert and the little hands ready
of those who go swiping under the chairs?
It seems no one notices
the aloneness of the sweeper,
the deaf scream to the indifference.

Paris, trees, lights and absence.
2020 – Maria A. Listur

DIEZ / DIECI / TEN

Pétalos negros para tu piel argentina

para el lado oblicuo de las cosas

para esa pena que se te caía en las puteadas

hacia la mano tierna que se regalaba al mundo

y un pétalo de agua que se deshace de risa

que se sabe potente come el agua lo sabe

y que no quiso ser como nosotros

y que es nosotros dondequiera que andamos.

Gracias entonces carne tierna de macho

gracias por darme una patria que es goleadora

allí y aquí, donde soy extranjera.


Wallpaper.com

Paris, lunar y brillante.

2020 – Maria A. Listur


Petali neri per la tua pelle argentina

per il lato obliquo delle cose

per quel dolore che cadeva dai tuoi vaffanculismi

verso la mano tenera che al mondo si regalava

e un petalo d’acqua che si disfà nella risata

che si sa potente quanto l’acqua lo sa

e che non voleva essere come noi

e che è noi ovunque noi ci rechiamo.

Grazie allora, tenera carne di maschio

grazie per avermi dato una patria che è vincitrice

là e qui, dove sono straniera.

Parigi, lunare e brillante.

Black petals for your Argentinean skin
for the oblique side of things
for that pain that would fall from your fuck-yous
towards the soft hand that gave itself to the world
and a water petal that crumbles in the laugh
that it knows to be powerful as much as the water knows
and that didn’t want to be like us
and that it is us everywhere we go.
Thank you then, tender flesh of male
thank you for giving me a homeland that is winner
there and here, where I am foreigner.

Paris, lunar and brilliant.
2020 – Maria A. Listur

IL FAUT / BISOGNA / WE HAVE TO

Il faut vivre 

pour ramasser les ombres

pour s’accorder avec la lumière

pour danser dans l’angle vide

Il faut vivre 

pour s’autoriser à bien vivre

pour laisser aller et sourire 

pour t’aimer sans te connaitre

Il faut.

Gabriele del Papa ph

Tracer l’éphémère  IX/21: DISTANCES IMPOSSIBLES

Paris, à Paul Verlaine. 2020 – Maria A. Listur

Dobbiamo vivere

per raccogliere le ombre

per accordarsi con la luce

per danzare nell’angolo vuoto

Dobbiamo vivere

per permettersi di vivere bene

per lasciar andare e sorridere

per amarti senza conoscerti

Bisogna.

We have to live
to gather the shadows
to harmonise with the light
to dance in the empty corner
to allow ourselves to live well
to let go and smile
to love without knowing you
We have to.

Paris, to Paul Verlaine. 2020 – Maria A. Listur