L’arte d’immaginare/The Art of Imagination

Stavo prendendo il tè in un luogo di Roma che prediligo accanto a delle grandi scale che tanti turisti visitano. Preferii guardare dalla finestra che continuare a leggere “Vita liquida” di Z. Bauman. Il mio sguardo fu attraversato da un uomo che ammiro e che mi piace. Risi tra me e me, poi pensai:
“…entrerà nella sala e si siederà accanto a me…”. In quel momento sparì dal mio campo visivo, in alcuni secondi riapparse dalla porta, si sedette accanto a me, mi guardò, mi sorrise e mi disse con un lieve accento straniero: “Buongiorno”. Io risposi come se invece di rispondere a questo personaggio che tutta la sala aveva riconosciuto e che le cameriere guardavano estasiate, avessi risposto a mio fratello. Lui nacque in Argentina, studiò tra l’Europa del Nord e gli Stati Uniti, porta in sé qualcosa di latino nei movimenti e qualcosa del freddo nordico negli occhi. Un po’ come me. Dopo aver scelto lo stesso tè bianco imperiale che preferisco prese dal suo zaino “El Arte de la Vida” di Z. Bauman in spagnolo. Io ripresi la lettura del mio Bauman per non farmi prendere dall’immaginazione più elementare che cercava di esplodermi in testa e anche più in basso dicendo: “Sincronismo!!!”. Stavo per lasciare al caso la scelta di commentare la coincidenza quando pensai che potevo far diventare la coincidenza un incontro: decisi di appoggiare il mio libro sul suo tavolo. Lui mi guardò e disse in “castigliano argentino” con un po’ di cadenza popolare:
-Entré en este lugar porque la vi desde afuera leyendo Bauman… Luego se puso a mirar por la ventana y aquí estoy… (Sono entrato in questo posto perché l’ho vista da fuori leggere Bauman… Dopo lei si è messa a guardare dalla finestra e quindi sono qui…) Poi mi chiese:
-Posso offrirle un altro bianco imperiale?

Mio nonno paterno era un europeo che aveva sposato una ”indios”. Ebbero otto figli rimasti orfani per la morte prematura di tutti e due. Mia madre era una delle tre sorelle di mezzo che fece crescere suo fratello di quattro anni quando lei aveva soltanto quindici. Era tra tutti i suoi fratelli e le sue sorelle quella che raccoglieva le verdure dall’orto. Fu raccogliendo le patate dall’orto di mio nonno che sentì un aereo volare nel cielo, alzò lo sguardo, si sedette sui talloni con le ginocchia piantate nella terra morbida e lo guardò incantata. La sua contemplazione fu interrotta da suo fratello maggiore che le disse:
-Qué miras? (Che guardi?)
-El avión… Vas a ver cuanto voy a viajar en mi vida… (L’aereo… Vedrai quanto viaggerò nella mia vita) Rispose lei sempre affascinata.
-Si claro y vas a encontrar un principe azul que te saque de las papas… (Si certo e incontrerai anche un principe azzurro che ti leverà dalle patate…)
Lei tornò alle patate senza preoccuparsi per il giudizio del fratello. Dopo un anno entrò a lavorare come assistente infermiera nell’ospedale pubblico della piccola città dove abitava, ai piedi delle Ande, nelle recondite piste di sci. Tre anni dopo, assistette il medico che curò la mano di uno dei responsabili della creazione del nuovo albergo per l’elite dello sci. Lui era mio padre. Il suo principe le fece conoscere il mondo e in volo mi hanno passato la vita.
Lei, tra le patate, l’aveva sentito.

Abbiamo discusso di Z. Bauman per tutto il pomeriggio. Abbiamo passato del tempo insieme tanto intimo da potergli confessare anche se con grande imbarazzo la mia ammirazione. Lui mi disse che voleva rispondere alla mia gentilezza con un gesto, dopo la sua dipartita.
Dopo cinque giorni dalla sua partenza, ricevetti un biglietto aereo per Londra insieme ad un invito per ascoltare una conferenza di Z. Bauman, con una nota: “Grazie per la discrezione, grazie per la fiducia”. Sull’aereo per Londra, pensando al nostro pomeriggio bagnato da tè bianco imperiale ricordai W. Goethe: “Qualsiasi cosa tu voglia o sogni di fare, lo puoi. L’audacia porta in sé genio, potere e magia.”

Roma, arriva il caldo della primavera, 2010 – Maria A. Listur

The Art of Imagination

I was having tea in a place of Rome that I like best, next to some steps that many tourists come to watch. I felt like watching outside instead of keep reading “Liquid Life” by Z. Bauman. A man whom I admire and like crossed my sight. I laughed to myself then thought:
“…He is going to walk in the room and sit next to me…” In that moment he disappeared from my visual field, in few seconds he reappeared on the door, sat next to me, looked at me, smiled and then said, with a slight foreigner accent: “Good morning.” I replied like, instead of answering to that personality whom everybody had recognized and that the waitresses were looking ecstatic at, I would answer to my brother. He was born in Argentina, studied between north Europe and the States, had something Latin in his moves and something Nordic-cold in his eyes. A little bit like me. After choosing the same White Imperial Tea that I did, took from his backpack “El Arte de la Vida” by Z. Bauman in Spanish. I started to read again my Bauman in order to avoid that my most elemental imagination, which was trying to explode in my head and even in a lower part, saying: “Synchronism!!!” I was about to leave to fate the comments about the coincidence, when I thought that I could make that coincidence become an encounter: I decided to lay my book on his table. He looked at me and said in “Argentinean castellan” with a slight working-class’ cadence:
-Entré en este lugar porque la vi desde afuera leyendo Bauman… Luego se puso a mirar por la ventana y aquí estoy… (I came in this place because I saw you from outside reading Bauman… Afterwards you looked outside of the window and here I am now…) Then asked:
-Can I buy you another cup of Imperial White?

My paternal grandfather was a European who had married an “Indio”. They had eight children who became orphans due to the premature death of both of them. My mother was one of the three sisters in between who raised her brother of four years when she was only fifteen. Among her brothers and sisters she was the only one who picked the vegetables from the garden. It was while picking up the potatoes from my grandfather’s house garden that she heard an airplane soaring in the sky, she looked up, sat on her heels with her knees in the soft soil and stared enchanted. Her contemplation was interrupted by her elder brother who said:
Qué miras? (What are you looking at?)
-El avión… Vas a ver cuanto voy a viajar en mi vida… (The plane… You’ll see how much I am going to travel in my life) She replied still fascinated.
-Si claro y vas a encontrar un principe azul que te saque de las papas… (Yeah right and you’ll meet a Prince Charming who’ll get you out from the potatoes…)
She went back to the potatoes without worrying about her brother’s judgment. A year later she started to work as assisting nurse at the public hospital in the little town where she lived, at the foot of the Andes, next to the secluded ski slopes. Three years later assisted a doctor who cured the hand of one of the persons in charge of the creation of the new selected hotel for skiing. That was my father. Her Prince Charming brought her around the world and through flying they passed me life.
She felt that, back in the house garden.

We talked about Z. Bauman for the entire afternoon. We spent sometime together so intimate that I could confess him my admiration for him even tough I was very embarrassed. He said he wanted to answer to my kindness with a gesture, after his departure.
Five days after he left, I received an air ticket for London and an invitation to listen to a conference of Z. Bauman, with a note:”Thanks for being so discreet, thanks for the trust.” On the plane to London, thinking about our afternoon drinking Imperial White Tea, I remembered of W. Goethe: “Whatever you want to do or dream, you can. The Audacity brings in itself genius, power and magic.”

Rome, the spring’s warmth is coming, 2010 – Maria A. Listur

5 thoughts on “L’arte d’immaginare/The Art of Imagination

  1. wwayne ha detto:

    Visto che condividiamo la passione per la lettura, spero che questo mio post ti dia degli spunti per le tue letture future: http://wwayne.wordpress.com/2013/04/27/la-fine-di-un-era/. : )

  2. Santiago ha detto:

    Ho deciso che leggerò tutto il tuo blog

    Non è un favore a te e a me stesso
    Questo primo post è stratosferico .
    Ci sono un sacco di cose che vorrei dire che vorrei chiedere … chi era? Sei davvero andata a una conferenza di Bauman?

    Sei una scrittrice ..

    Sei un anima antica

    Sincronismo dicevi qua sopra
    Io lo sento molto adesso

    Ho letto la vita liquida che mi fu regalata dall allora mia moglie americana e lo ricordo come momento catartico e anche molto impegnativo
    Ho deciso da poco di imparare lo spagnolo e ho potuto apprezzare cose nel tuo testo che solo qualche mese fa non avrei potuto

    Accidenti a te …ecco

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