La gioia dei fuori tempo/The Joy of The Out of Times

Si sono incontrati quando per lei tutto era già fatto, marito, figli e anche prestigio accompagnato da denaro. Lui incominciava la strada che lei aveva percorso qualche decade prima. Lei sostenne il salto di lui come lo può fare soltanto chi sa quanto costa andarsene quando il cuore guarda indietro. Lei disse piangendo:
-Ricordati del profumo.
Lui aveva gli occhi tristi di chi ha salutato tante volte altre persone care, ma riuscì a trovare le parole solide dell’uomo generoso che era diventato:
-Tu ci sarai. Ovunque. Sei sempre la donna dei fiori.

Alla morte del padre, le figlie, andarono nel loro ufficio a pulire e riordinare tutto. Tra le sue cose trovarono un bellissimo reggiseno. Sobbalzarono. Impaurite lo portarono a casa della loro madre e lo tennero nascosto fino al tempo in cui la madre smise di piangere ogni mattina.
Finalmente un giorno glielo mostrarono, spiegandole con dolore, che non potevano nasconderlo. Anche per loro, il ritrovamento, era stato molto sgradevole.
La madre rispose ridendo, rise fragorosamente, poi spiegò:
-E’ mio, quello della prima uscita al cinematografo con vostro padre. Guardate bene nell’imbottitura. Troverete un biglietto.
Era vero. Il biglietto c’era, proprio tra la seta esterna ed il cotone.
Lei continuò:
-Al cinematografo si andava con la madre e le madri controllavano, non ci potevamo toccare, nemmeno guardare troppo, quindi, in un momento andai in bagno mi tolsi il reggiseno e glielo misi dentro la tasca della giacca. Come vedete, l’ha conservato per tutta la vita. Siete nate voi, i nipoti, i pronipoti e lui ha tenuto il mio reggiseno…
La madre riprese il reggiseno e uscì dalla stanza, sentì nel cuore la gioia dei suoi diciotto anni e nei seni la mancanza di chi non li accarezzerà mai più. Andò in camera, annusò il suo reggiseno, sorrise ricordando il passaggio alla tasca del giovane avvocato che sarebbe diventato il suo sposo e in quel preciso istante scoprì che l’amore si riconosce soltanto alla fine.

Lui partì. Lei rimase nella città dove vissero d’ombra. Lui si portò per sempre l’ombra degli occhi di lei nella tasca interna d’ogni giacca.
Quando penso a loro, al loro incontro, risuonano in me le parole di Marcel Proust:
“Gli unici paradisi possibili, sono quelli che abbiamo perduto”.

Roma, notte profonda di primavera, 2010-Maria A. Listur

The Joy of the Out of Times

They met when everything was already achieved, a husband, kids and a certain prestige accompanied by money. He was starting to walk the path that she had already gone a decade before. She supported his leap like only one person who knows how much it costs when your heart looks back can.
She said crying:
-Remember the perfume.
He had the sad eyes of a person who had to say goodbye many times before to other beloved persons, but he could find the solid words of the generous man he had become:
-You will be there. Everywhere. You will always be the woman of the flowers.

When their father died, the daughters went to his office to clean and sort everything out. Among his belongings they found a beautiful brassiere. Their heart leapt. Scared, they brought it to their mother’s house and they hid it until the time in which their mother ceased crying every morning.
One day they finally showed it to her, explaining with sorrow that they could not hide it anymore. The discovery had been very unpleasant for them too.
The mother answered laughing, very loudly, then explained:
-It’s mine; it’s the one of my first date at the movies with your dad. Look inside the padding, you’ll find a note.
It was true. The note was there, right between the outside silk and the cotton.
She continued:
-We were used to go at the movies with our own mothers and they were there to control us, we could not touch or look at each other too much, therefore, once I went to the toilet took off my brassiere and hid it in the pocket of his jacket. As you can see he conserved it for his whole life. You were born; the nephews, the grandnephews and he always kept the bra…
The mother took the brassiere and left the room, she felt the heart full of the joy of her eighteen years and in her breasts the lack of not being touched ever again. She went to her room, sniffed her brassiere, smiled remembering the passage in the pocket of that young lawyer who was going to be her spouse and in that precise moment she understood that love is revealed only in the end.

He left. She remained in the city where they had lived of their shadow. He always brought with him the shadow of her eyes in each inside pocket of his jackets.
When I think about them, about their encounter, the words of Marcel Proust resound in me:
“The only possible paradises are the one we’ve lost”.

Rome, a deep night of spring, 2010-Maria A. Listur

3 thoughts on “La gioia dei fuori tempo/The Joy of The Out of Times

  1. Anonymous ha detto:

    Lei tocca sempre delle corde del cui suono mi innamoro.

  2. Anonymous ha detto:

    Rimani, non andare lontano, quello che cerchi è qui davanti.

  3. Anonymous ha detto:

    L'uomo è nato dopo aver perso per sempre e in anticipo, il paradiso. Non so cosa sia, ciò che non, di ciò che è stato privato e sentirsi come se fossimo condannati a non trovarlo. Tuttavia, raramente, quando possiamo liberarci dei nostri dolori, le convenzioni, l'egoismo, e sono disposto a dare senza chiedere nulla, di amare senza trattenere, per essere felice nella realizzazioni degli altri, ad accompagnare le loro parole, i loro silenzi o loro passi, troviamo attraverso il diritto la libertà ¿Non? Vi è alcun bisogno di vivere come le altre cose che credono di essere vissuta, nor incatenato ad amare. Sempre stato chiaro che i fiori sono effimeri, e non ho mai preteso altro. Grazie della sua immissione nelle tue parole. Ci sono un sacco di te … un amore … un grande coraggio.Sarà così

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