Ascoltare/Listening

Ci incontravamo due volte al mese. Ci dicevamo delle cose bellissime. Facevamo l’amore. Usavamo segni per parlare. Io potevo ascoltare il rumore del letto, i colpi della pioggia sulla finestra, il vento quando spalancava le porte. Lui no.
Lui appoggiò la mano destra sulla mia schiena e mi strinse a sé, con la lingua disegnò un “ti amo” sul mio collo.

Conosco una donna che ascolta molto di più di quello che io posso ascoltare. La vado a trovare quando il peso della vita non mi lascia spazio per elaborare quello che non appartiene al quotidiano. La frequento da quando la lontananza da mio figlio era diventata impossibile. Lei, allora, nel presentarsi mi disse:
-Non voglio sapere nemmeno il suo nome. Non farò niente che la spaventerà. Ascolterò soltanto quello che lei non riesce ad ascoltare.
Parlò per venti minuti poi propose:
-Ora può chiedere.
Io chiesi dei perché del dolore della vita e lei mi raccontò di una mia vita futura che mi sembrò impossibile da realizzare. Oggi è la mia vita.
Qualche anno fa sono andata per chiederle se era possibile vedere delle persone morte come fossero vive. Lei mi disse:
-Chi? Suo padre?
-Sì, mio padre.
-Certo, diventa più presente nella misura in cui lei crede di non essere sostenuta dai suoi morti. Ha ragione, lui le è accanto.
L’ultima volta che la vidi, le dissi:
-Non vorrei offenderla ma vorrei sapere chi le parla e chi le dice delle cose su di me che non può sapere ne conoscere nessuno…
-La grande madre, la nostra. Rispose guardandomi agli occhi con una comprensione che non ho mai sentito da nessuno. E aggiunse:
-Lei è protetta, tutti siamo protetti, il libero arbitrio deve essere considerato in quanto libera scelta di richiesta d’aiuto o negazione delle forze creatrici. A lei decidere, a lei desiderare ciò che di costruttivo è venuta a “essere” in questo mondo.

Non ho potuto scrivere “anche io”. Mi lasciai stringere ancora nel suo calore che era indirettamente proporzionale alla sua sordità. Appoggiai la mia bocca sul suo orecchio e urlai:
-Stai esagerando!
Lui mi allontanò da sé senza accorgersi del mio grido. Sorrise e mi ripeté con i segni:
-Ti amo.
Io con i segni dissi:
-Devo andare… Invece di chiedergli:
-Perché mi dici qualcosa che non significa niente rispetto alle belle cose che ci diciamo e facciamo senza dichiarazioni, perché dobbiamo definire il piacere di stare insieme?
Lui si alzò dal letto di scatto come se lo avessero spinto dal materasso, incominciò ad alzare i vestiti, entrò con me in bagno, camminò innervosito da destra a sinistra. Io rallentai il mio solito ritmo mentre pensavo che nel silenzio riesco a gestire meglio ogni imbarazzo. Mi vestii e uscii dall’albergo mentre lui stava ancora sotto la doccia.
Sul tassi che mi faceva attraversare Londra arrivò un sms sul mio cellulare: “… sei più sorda di me… buonanotte”. Entrai in casa sostenuta da una frase di Antonio Porchia: “Chiunque potrebbe annichilire l’infinito in un istante”.

Roma, dopo due giorni di sole, 2010 – Maria A. Listur

Listening

We used to meet twice a month. We used to say to each other beautiful things. We made love. We used signs to talk. I could hear the sound of the bed, the pouring rain on the window, the wind when it opened the doors. He couldn’t.
He gently put his right hand on my back and held me, with his tongue he drew a “I love you” on my neck.

I know a woman who can listen much more than I can. I go visit her when the weight of my life doesn’t leave me any space to elaborate what it doesn’t belong to the every day. I have been seeing her since when the distance with my son became impossible. She, then, in introducing herself said:
-I don’t even want to know your name. I am not going to do anything that might scare you. I will listen only to what you can’t.
She talked for twenty minutes then proposed:
-Now you may ask.
I asked about the pain in my life and she told me about my future life that I thought impossible to realize. Now it’s real.
Some years ago I went to ask if it was possible to see dead people like they were alive. She told me:
-Who? Your father?
-Yes, my father.
-Of course, he becomes more present the more you believe that you are not helped by your dead. You are right, he is next to you.
Last time I saw her I told her:
-I don’t mean to offend you but I would like to know who tells you these things about me that nobody could know…
-The Big mother, our mother. She replied looking at me in the eyes with an understanding that I’ve never felt from anybody. And added:
-You are protected, we all are, free will has to be considered as free choice to ask for help or denial of the creative forces. It is up to you to decide, to desire what you’ve come to be fruitfully in this world.

I couldn’t write “me too”. I let myself being held for some more time in his warmth that was inversely proportional to his deaf. I gently put my mouth on his ear and shouted:
-You are exaggerating!
He moved me away without noticing my shouting. He smiled and said with signs:
-I love you.
I said with signs:
-I’ve got to go… Instead of asking:
-Why do you say something so meaningless compared to the beautiful things that we say to each other or that we do without any declaration, why do we have to define the pleasure of being together?
He snapped up from the bed like somebody had pushed him from the mattress, started to sort out the clothes, went to the toilet, walked back and forth nervously. I slowed my usual rhythm while thinking that in silence I can better manage any embarrassment. I got dressed and left the hotel while he was under the shower.
On the taxi that was taking me across London I received a short message on my mobile. “…you are more deaf than I am… Goodnight”. I entered my house sustained by a phrase of Antonio Porchia: “Anybody could annihilate the infinite in one moment”.

Rome, after two days of sun, 2010 – Maria A. Listur

One thought on “Ascoltare/Listening

  1. Anonymous ha detto:

    Non finisce mai di stupirmi….e sento il Suo richiamo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...