Sposo trasparente/Transparent Spouse

Dorme fuori casa tutti i mercoledì, giorno della settimana in cui suo marito “desapareció” (sparì). Dorme in una casa vicino al parco dove andavano a passeggiare.
Un giorno all’alba mentre s’incamminava verso la loro casa lasciandosi alle spalle la casa del mercoledì e passando di fronte alla strada che prendevano per andare al parco, rivide se stessa, insieme al marito. Camminavano mano nella mano, guardavano avanti mentre lui parlava. Erano sereni, come sempre. Girarono l’angolo della strada per poi scomparire nei giardini dietro i cipressi mentre lei rimase ferma a guardare il loro svanire.

Quando morì mio padre non potevo sopportare l’idea di non ascoltare più la sua voce. Sapevo che era la prima memoria dell’altro che si perde. Per questo non ho mai smesso di cantare qualche tango in spagnolo, sento che nella mia voce risuona la sua dicendo “Mi Buenos Aires querido, cuando yo te vuelva a ver…”
Col tempo capii che si perde anche l’odore dell’altro e per questo per qualche mese dopo la sua morte mi recavo nella casa della mia infanzia, entravo nello spogliatoio della sua camera, aprivo l’armadio e m’appoggiavo ai suoi vestiti odorandoli. La lavanda usciva dai tessuti.
A occhi chiusi e mentre annusavo i capi, mi dicevo: “… adesso andrò in camera senza aprire gli occhi, arriverò ai piedi del letto e lui sarà lì che dorme…” Di seguito, facevo tutti i passaggi e quando aprivo gli occhi per costatare la realizzazione della mia magia, mi si stringeva tutta la vita colpita dall’assenza.
In sogno invece lo ritrovavo e riuscivo a salutarlo prima di morire. Riuscivo a stringergli le mani dicendogli “grazie papà ma che fai qui ora che sei morto…?” Lui non rispondeva mai, m’abbracciava più di quanto l’avesse fatto in vita.
Un giorno, su un autobus che mi portava al parco dell’Università, mi girai di scatto perché sentii arrivare il profumo di lavanda inglese di mio padre. Era il suo, se lo faceva fare da un profumiere argentino. L’autobus era quasi vuoto e vicino a me non c’era nessuno. In una delle fermate guardai fuori e vidi un uomo che somigliava a mio padre. L’autobus partì mentre mi attaccavo al finestrino per vedere meglio l’uomo. Lo persi di vista, anche il profumo sparì. Lo rividi un’altra volta, in sogno. Lui disse:
-Se vuoi ascoltare la sua voce, canta. Se vuoi sentire il suo profumo, ringrazia.

Tornava volentieri alla casa del mercoledì e anche se l’aspettavano lo champagne che amava, la cioccolata bianca del prima dell’amore e una notte di fuochi maturi, il suo scopo fondamentale era l’alba. Si alzava e se ne andava, come immagino possano fare soltanto i fantasmi. Usciva sempre all’ora in cui sapeva avrebbe rincontrato il suo passato di fronte a lei perdersi tra i cipressi. Un giorno, arrivata l’alba, decise di non alzarsi. Ebbe un po’ di compassione e pudore per quei due che erano stati il suo amore e lei quando ancora non sapeva che c’erano spazi dell’amore in cui si continua a vivere, dimensioni diverse da quelle che chiamiamo “qui e ora”.
E nel qui e ora, chiuse gli occhi e si addormentò ricordando i versi di Amelia Rosselli: “Sposo nel cielo ti ho tutto circondato ma sei tu che comandi e sono tua sposa d’infanzia sposa trasparente.”

Roma, nuvolo e caldo 36°, 2010 – Maria A. Listur

Transparent Spouse

She sleeps out every Wednesday, it’s the day of the week in which her husband “desapareció” (disappeared). She sleeps in a house near the park where they used to go for a stroll.
One day at dawn while walking towards their house leaving behind the Wednesday’s house and passing in front at the road that they used to take to go to the park, she saw herself with her husband. They were walking hand in hand; they were looking ahead while he talked. They were serene, as usual. They turned at the corner of the street to disappear in the gardens behind the cypresses while she stayed still to watch their disappearing.

When my father died I couldn’t stand the idea of not listening to his voice anymore. I knew that it was the first memory of the other that gets lost. For that reason I have never stopped singing some tangos in Spanish, I feel that in my voice his voice resounds, saying “Mi Buenos Aires querido, cuando yo te vuelva a ver…”
In time I learned that also the scent of the other gets lost and because of that, few months after his death, I would go in the house of my childhood, enter in the dressing room of his space, open the closet and lean on his clothes smelling them. Lavender would come out of the fabric.
With my eyes closed and while smelling the clothes, I would say to myself: “… now I will go to his room without opening my eyes, I will reach the foot of his bed and he is going to be there sleeping…” After that, I would do all the passages and when I would open my eyes to ascertain the fulfillment of my magic, my whole life would shrink struck by the absence.
In my dream instead, I would rejoin him and salute him before his death. I could hold his hands telling him “Thank you dad but what are you doing here now that you are dead…?” He would never replied, he just held me more than he ever did in life.
One day, on a bus that was bringing me to the park of the University, I suddenly turned around because I smelled the scent of my father’s English lavender coming. It was his; he had it made by an Argentinean perfumer. The bus was almost empty and next to me there wasn’t anybody. In one of the stops I looked outside and I saw a man that seemed like my father. The bus left while I was holding to the window to have a better look of the man. I lost sight of him, also the scent disappeared. I saw him another time, in a dream. He said:
-If you want to listen to his voice, sing. If you want to feel his scent, be thankful.

She enjoyed going back to the Wednesday’s house and even if the champagne she loved was waiting for her, so was the white chocolate of before love and also a night of mature fires, her main reason was the dawn. She would get up and leave, as I imagine only a ghost could do. She would always leave at the time that she knew she would meet her past in front of her disappearing in the cypresses. One day, when the dawn arrived, she decided not to get up. She felt a bit of compassion and embarrassment for those two who had been her lover and her when she didn’t know that there were spaces of love in which it’s possible to continue to live, different dimensions from what we call “here and now”.
And in that here and now, closed her eyes and fell asleep remembering the verses of Amelia Rosselli: “Spouse in the sky I have got you all surrounded but you are in charge and I am your childhood bride transparent bride.”

Rome, cloudy and hot 36°, 2010 – Maria A. Listur

2 thoughts on “Sposo trasparente/Transparent Spouse

  1. Anonymous ha detto:

    Sincero e profondo è il suo lavoro.Altrimenti non avrebbe queste parole per esprimersi. Ed ogni volta, ogni Santa e Benedetta volta toccano l'anima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...