Sorpresa/Surprise

-Vieni in camera. Me lo chiese con una tale autorevolezza che mi fece perdere in un secondo tutti i dubbi sul fare o non fare l’amore.
-Sdraiati.

Quando era piccola non era piccola, non si ricorda quando fu piccola. Lei ricorda che era già grande quando tutti i suoi coetanei erano piccoli. Lei era una bambina dentro le frontiere d’un corpo desiderabile e desiderato ma non pronto. Ha sofferto di malattie della pelle per tanti anni. E’ stata la sua difesa dal timore d’essere toccata a sorpresa. Palpata da dietro oppure con dei pizzicotti che alcune persone amano dare per mostrare il gusto di ciò che stanno toccando. Ora, da adulta si ricorda con imbarazzo gli amici della sua famiglia ed in particolare un cugino. La toccavano sempre.
-Ti faccio male amore? Chiese il suo atletico marito, sopra di lei, la prima notte della luna di miele dopo il bagno insieme e dopo averla massaggiata a lungo con degli oli speciali, dono intimo di matrimonio.
-Non mi fai male… sento che mi tremano le ossa… Sospirando rispose la vergine adolescente mentre si scioglieva in un orgasmo che diventò sangue, risate, baci, l’alba.
Lui le sussurrò al orecchio:
-Ti morderei…
-Ti prego no, non mi mordere ti prego… Chiese lei liberandosi nelle lacrime.
Lui prese tra le sue braccia il corpo lungo, esile ed impaurito della sposa ed incominciò a darle dei morsi delicati ovunque arrivasse la sua bocca, fino a farla piangere dalle risate.
Da allora, le basta ridere tra le braccia di chi bacia per tornare a sorprendersi felicemente, dell’amore.

Mentre mi sdraiavo sul letto vidi lui di schiena che prendeva un grande quaderno dalla libreria accanto a noi. Lo aprì sfiorando il mio corpo. Disse:
-Adesso siediti e guarda.
-Francobolli? Domandai io.
-Sì, la mia collezione di francobolli. Rispose lui fiero.
-Scusa ma non credevo tu mi avessi invitato sul letto per vedere la tua collezione di francobolli. Provai a dire con un tono suadente.
Lui prese di scatto il grande quaderno lo chiuse ed in piedi accanto al letto disse prima d’andarsene:
-A me le bionde mi piacciono da lontano!
Mentre mi alzavo e mi mettevo le scarpe per andare via mi venne in salvo una frase di Groucho Marx: “Credevo l’Acropoli fosse una rovina ma poi ho incontrato te”.

Roma verso Forte dei Marmi, piove e la valigia è leggera, 2010 – Maria A. Listur

Surprise

-Come to the room. He asked me with such authoritativeness that he made me lost in a second all my doubts on making love or not.
-Lay down

When she was little she wasn’t little, She doesn’t remember when she was little. She remembers that she was already grown when all her coetaneous where small. She was a child in the boundaries of a desirable and desired body but not ready. She suffered from skin diseases for many years. It has been her defense from the fear of being touched by surprise. Fondled from the back or pinched by some persons who love to show the flavor of what they are touching. Now, as an adult she remembers with embarrassment her family’s friend and particularly a cousin. They always touched her.
-Am I hurting you my love? Asked her athletic husband, over her, the first night of the honeymoon after bathing together and after massaging her for long with some special oils, an intimate gift of the wedding.
-You are not…I feel my bone shaking… Answered sighing the adolescent virgin while melting in an orgasm that became blood, laughs, kisses, dawn.
He whispered in the ear:
-I’d bite you…
-Please no, don’t bite me please…She asked freeing herself in tears.
He held in his arms the long, slender and frightened body of the bride and started to nibble delicately everywhere his mouth could reach, until she started to cry from laughing.
From that time, it’s enough for her to laugh in the arms of whom she kisses to happily remain surprised by love.

While lying down on the bed I saw him taking a big notebook from the library next to us. He opened it gently touching my body. He said:
-Now sit and watch.
-Stamps? I asked.
Yes, my collection of stamps. He answered proudly.
I am sorry but I didn’t think you invited me on the bed to see your stamp collection.
I tried to say in a persuasive tone.
He took haltingly the big notebook closed it and standing next to the bed said before going away:
-I like blonds but only from far away!
While standing and putting my shoes on to leave a sentence by Groucho Marx came to rescue me: “I thought that the Acropolis were ruins but then I met you”.

Rome towards Forte dei Marmi, it rains and the luggage is light, 2010 – Maria A. Listur

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