Dall’infanzia sostenuta/From the Sustained Childhood

-Tu non conosci i sentimenti! Come è possibile che tu non soffra la mia mancanza!!!? Urlò lui al telefono in una lingua che lei amava e che sentiva dolce anche nella voce arrabbiata.

Quando mio papà va via da casa tutto cambia io vivo con la mia mamma mio fratello la mia tata la nuova signora che fa da mangiare e Pedro l’autista che mi vuole tanto bene e mi regala tutti i giorni il panino al formaggio che la mamma mi ha proibito di mangiare e resto anche con delle cose che nessuno può vedere di mio papà che parla poco però quando parla mi fa sognare e piangere perché mio papà recita delle poesie bellissime che raccontano di una bambina con una voce d’oro che va per il mondo facendo ridere la gente e poi la bambina incontra un bambino che ha il potere di curare la tristezza e mi parla anche di un dio che si chiama Zeus e di una signorina che si chiama Afrodite dice che è molto bella poi mi racconta delle storie dove una specie di uomo si guarda nell’acqua e s’innamora di quello che vede nell’acqua mi racconta tante cose che mi fanno sentire che casco per terra e mi fanno tanto ridere che mia mamma si arrabbia con lui e gli dice che non mi deve far ridere tanto perché poi non dormo bene e per questo cammino nel sonno allora mio papà si ferma per un pochino e dopo mi chiede se può ricominciare e io dico sempre sì allora rincomincia con un’altra storia dicendo che non importa se le dimentico l’unica cosa importante è che io senta che i capelli ridono o che piangono quando lui racconta e io rido piango e l’abbraccio tanto perché mio papà mi ha detto che non resterà per molto tempo con noi perché mio papà è tanto vecchio molto molto allora quando finisce di raccontare mi dice sempre la stessa cosa ricordati come ridi e come piangi perché non importa dove io sto perché io sono in tutto quello che ti fa ridere e ti fa piangere e ci sarò sempre e io credo che mio papà dice la verità perché qualche volta quando guardo la mia gatta Minina che salta sul mio letto al mattino non so perché ma io sento che lei é anche mio papà che mi viene a svegliare e la guardo negli occhi e mi vedo dentro come mi vedo negli occhi di mio papà quando mi avvicina a lui per dirmi io non ti mancherò mai perché tu sai trovarmi dove nessuno mi vede.

Lo lasciò urlare per poi precisare:
-Amore, tu non mi manchi. Lo ripeto senza perdere niente del nostro amore. E se qualcosa mi manca è soltanto quello che io sono capace di essere mentre sono con l’altro, con te, in relazione. Non mi è mai mancata una persona, mi è sempre mancato lo spazio tra la persona e me. Non ho il diritto di farmi mancare le persone…
-Non ti capisco! Non sentire la mia mancanza è come dire che tu non mi ami! Buonanotte! Urlò lui ancora interrompendola e riattaccando il telefono.
-Buonanotte. Disse lei nella lingua del suo ultimo amore.
Mentre tornava ai suoi libri, ai suoi colori, ricordò una frase di Raffaele Morelli: “Eros, il dio senza volto, il dio che ci vuole catapultare nel buio, vuole toglierci la nostra identità di superficie, per farci rinascere: non sa che farsene di gente che ha paura della solitudine”.

Roma, grazie Roma, di memorie rassicuranti, marmorea e solare. 2010 – Maria A. Listur

From the Sustained Childhood

-You don’t understand my feelings! How is it possible that you don’t miss me!!!? He yelled in a language that she loved and felt sweet even in his upset voice.

When my dad goes away from home everything changes I live with my mom my brother my nanny the new lady who prepares the meals and Pedro the driver who really loves me and gives me everyday the panino with cheese that mom prohibited me to eat and I remained with some things of my father which nobody can see and he doesn’t speaks a lot but when he does he makes me dream and cry because my father declaims wonderful poems that tell about a girl with a golden voice who goes around the world making the people laugh and then she meets a boy who has the power to heal sadness and he also tells me about a god whose name is Zeus and of a miss whose name is Aphrodite who is very beautiful then he tells about some stories where a sort of a man sees himself in the water and falls in love with what he sees in the water he tells me many thing tat makes me feel like falling on the ground and makes me laugh so hard that mom gets upset with him and tells him that he shouldn’t make laugh like that because otherwise I can’t sleep well and for that I sleepwalk so my father stops for a while and then asks me if he can starts again and I always tell him yes and he begins with an other story saying that it is not important that I forget the only important thing is that I feel my hairs laughing or cries when he tells and I laugh and hug him a lot because he tells me that he won’t be here for long with us because he is very old very very so when he finishes telling me he always says the same thing, remember how you laugh and how you cry it doesn’t matter where I am because I am in whatever makes you laugh and makes you cry and I will be always there and I believe that my father speaks the truth because sometime when I look at my cat Minina who jumps on my bed in the morning I don’t know why but I feel that she is also my father who comes to wake me up and I look her in the eyes and I see myself inside like when I see myself in my father’s eyes when he gets me close to him to tell me that I will not miss him because I can see him where nobody can.

She let him yell to clarify afterwards:
-Love, I don’t miss you. I repeat it without losing anything of our love. And if I miss something it is only what I am capable of being when I am with the other, with you, in relationship. I have never missed a person; I have always missed the space between the person and myself. I don’t have the right to miss somebody…
-I don’t understand you! Not missing me is like saying that you don’t love me! Goodnight! He shouted interrupting her again and hanging up the phone.
-Goodnight. She said in the language of her last love.
While going back to her books, her colors, she remembered a sentence by Raffaele Morelli: “Eros, the god with no face, the god who wants to hurl us in to darkness, wants to take our superficial identity away, to make us revive: doesn’t know what to do with people who are afraid of solitude”.

Rome, thank you Rome, of reassuring memories, marbled and sunny. 2010 – Maria A. Listur

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