Fuochi & Intenzioni/Fire & Intentions

A Ugo A. e alla mia cara Claudia G.

-Ti prego di aiutare tuo padre fino alla morte.
Glielo chiese con dolcezza e rigore, come aveva vissuto. Morì poco dopo.
Negli occhi azzurri del figlio cinquantenne si ripetevano le scintille che l’avevano innamorata. Fu fedele fino alla fine a quel mare che le cambiò la vita facendola diventare una vita.

-Ma quale strumento è facile da suonare? Domandò in lacrime.
-Quello che ti piace, quello che ti fa dimenticare che devi mangiare, quello che ti fa tornare a te e riscoprirti dentro una ragione di vivere diversa da quella che hanno tutti gli altri.
-Allora non credo sia lo strumento che sto suonando. Rispose continuando a piangere, disperatamente.
-Questo non lo so ma posso intuire che prima di decidere se questo è o non è lo strumento potresti provare a recuperare il desiderio di suonare qualcosa, di avvicinarti a quel sapere che ti fa presentire che tu puoi.
-E tu credi che io possa?
-Io sono sicura che tu puoi ogni cosa.
-E perché?
-Perché sei la sintesi di due persone forti e sensibili, due strumenti che la natura ha guidato per fare di loro una totalità unica: te.
Incominciò a calmarsi e grazie a una serie di aneddoti sulle famiglie e sulle coppie risero fino a tardi, bevettero del vino rosso toscano e trovarono un modo per tornare a quella casa che ha come frontiera la propria pelle. Lei è una piccola amica o un’amica piccola che mentre cerca di suonare uno strumento che trova difficile vive in bilico tra quella persona piena di limiti che le hanno raccontato che lei è e quella che tra qualche tempo scoprirà di essere: una donna.

Lui sostenne suo padre come aveva chiesto sua madre.
Lui che aveva recuperato il nome del padre da grande e che negli occhi conserva la luce di chi è la sintesi d’una trasgressione felice, armonia tra gli aspetti considerati corretti e non della società, ora, davanti a un gruppo di persone chiede:
-Come mai nessuna persona che sogna di vincere il super enalotto pensa di creare un’orchestra?
Alcuni criticano la sua posizione altri la sostengono. Io resto in silenzio e appena posso m’informo sulla sua vita.
-Come mai mi chiedi di lui? Mi domanda la nostra amica in comune.
-Lo trovo particolare, risorto, rinato e da quello che racconti mi nasce “rinominato”.

Esco per ultima dalla casa nella pineta per andare verso il mare, oggi ci sono dei fuochi nella città che mi accoglie. Mentre cammino verso la spiaggia lascio che il mio sguardo si posi sui limiti d’ogni corpo e che il mio cuore festeggi il pensiero di Elèmire Zolla: “Non è facendo leva su ciò che ti proponi principalmente che otterrai un effetto, come il pittore non ribadisce quest’ombra, ma schiarisce quella luce; non incupisce questo verde, ma stempra quel giallo all’angolo opposto del quadro. Così non ti illuderai che quando provi disagio, insofferenza di un aspetto della tua o altrui vita, basti modificare quel sintomo, ma saprai di dover spezzare tutta una costellazione occultamente maligna, perché non sarà un lavoro che ti tedierà, ma tutto l’insieme della tua esistenza che ti ha orientato ad accettare quel lavoro; non sarà mai quella donna o quell’amico che ti riusciranno dannosi e che basterà allontanare, ma l’errore, la falsa persuasione con cui hai giustificato l’accostarsi a loro…”

Forte dei Marmi, umida e solare, serena e limpida, un’anima. 2010 – Maria A. Listur

Fire & Intentions

To Ugo A. and to my dear Claudia G.

-I beg you to help your father ‘till his death.
She asked with sweetness and severity, as she lived. He died few days later.
In the blue eyes of the fifty-year-old son the sparks that made her fall in love repeated. She was faithful until the end to that sea that changed her life making it becomes a life.

Which instrument is the easiest to play? She asked in tears.
-The one you like, the one that makes you forget that you have to eat, the one that brings you back to yourself and makes you discover a reason to live different from the one that everybody else has.
-Then I don’t think it is the instrument that I am playing. She replied crying, desperately.
-I don’t know that, but I feel that before deciding if this one is or not the instrument you could try to regain the desire of playing something, to get closer to that knowledge that makes you feel that you can.
-And do you think that I can?
-I think you can everything.
-And why is that?
-Because you are the synthesis of two strong and sensible persons, two instruments that nature has guided to make of them a unique totality: you.
She started to calm down and thanks to some stories about families and couples the laughed until late, drank some red Tuscan wine and found a way to go back to that house whose border is its own skin. She is a small friend or a friend small who while trying to play an instrument which she finds difficult lives balancing between that person full of limits that others have told her she is and that one that few years ahead she will discover to be: a woman.

He did help his father as her mother had asked.
He, who had retrieved the name of his father as an adult and that now preserve in his eyes the light of who is the synthesis of a happy transgression, harmony between the aspects that are considered proper and not in society, now, in front of a group of people asks:
-How come no person who dreams about winning the lottery thinks of creating an orchestra? Some do criticize his position others support it. I remain quiet and when its possible I inquire about his life.
-How come you ask about him? Our common friend asked.
-I find him particular, resurrected, rebirth and from what you are telling me it inspires the word “renamed”.

I leave last from the house in the pine forest to go toward the sea; today there will be a fire festival in the city that is hosting me. While walking towards the beach I let my glance gently touch the limits of each body and let my heart celebrate the thought of Elèmire Zolla: “It is not appealing to what you set your mind to do that will give you a result, like the painter does not emphasize this shadow, but instead he lightens that light; it doesn’t darken this green, but he lights that yellow on the opposite side of the painting. Therefore you will not deceive yourself when you feel uneasiness, intolerance of your own or of another’ s life or that it’s enough to change the symptom, but you will know that you will have to break a whole constellation maliciously hidden, because it will not be a job that will annoy you, but the whole existence of yours that has oriented you to accept that job; it will never be that friend or that woman who will result harmful, but the mistake, the false persuasion with which you have justified getting close to them…”

Forte dei Marmi, moist and solar, serene and plain, a soul. 2010 – Maria A. Listur

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