Nate/Born

A Francesca

-Mamma… ma chi era la mia mamma quando tu eri piccola?
La bambina disse questa frase dai suoi cinque anni, senza curiosità, come se avesse vissuto centinaia di vite. La mamma non rispose ma le strinse la mano guardando un orizzonte totalmente sconosciuto. Camminarono in silenzio fino alla scuola e quando la mamma la vide allontanarsi per andare incontro alle sue compagne, pensò: … chissà chi sei stata tu tesoro… mio amore, mia bambina più grande di me…

-Mamma, sei stata felice con papà?
-Ero la sua bambina…
-Felice?
-Spesso…
-… e cosa ti faceva non esserlo?
-L’assenza.
-… ma se sempre viaggiavi con lui …
-Non l’assenza quando viaggiava … L’assenza quando c’era!
-… io lo sento ancora presente… dopo vent’anni della morte …
-Anche io, infatti soltanto dopo morto è diventato mio marito.
-Allora sei felice?
-Sì, più che mai, e non perché lui è presente ma perché sono riuscita a diventare tua madre!
-… sei sempre stata mia madre …
-Sono stata la tua genitrice… La tua mamma è una volontà d’apprendimento, un accordo, un ascolto e una liberazione.

Quando la bambina uscì dalla scuola si fermò a guardare il cielo. La mamma interrupe lo sguardo chiamandola dalla macchina. Lei salì in macchina e disse:
-Mamma! sono tanto felice! … e non so perché! Si appoggiò comodamente sul sedile e chiuse gli occhi per tutto il tragitto fino a casa. La mamma, nel frattempo, ringraziò la figlia per la sua diversità e poi pensò alle parole di Antonio Porchia: “Ogni verità parte da ciò che è appena nato. Da ciò che non c’era”.

Roma, fresco autunno nel giorno degli angeli custodi. 2010 – Maria A. Listur

Born
To Francesca

-Mom… who was my mother when you were little?
The girl said this sentence from her five years old, without curiosity, as she had lived hundreds of lives. The mother didn’t answer but held her hand looking at the horizon totally unknown. They waked in silence until the school and when the mother saw her going away to go towards her classmates, she thought: … who knows whom have you been my treasure… my love, my child older than me…

-Mom, were you happy with dad?
-I was her child…
-Happy?
-Often…
-… and what made you so?
-The absence.
-… but you always travelled with him…
-Not the absence when he travelled… The absence when he was here!
-… I still feel his presence… even after twenty years from his death…
-Me too, as a matter of fact he became my husband after his death.
-So are you happy?
-Yes, more than ever, and it is not because he is present but because I could become your mother?
-… you have always been my mother…
-I have been the person who had you… your mother is a will of learning, an accord, a listening and a liberation.

When the child came out from the school stopped to look at the sky. The mother interrupted her glance calling her from the car. She got on the car and said:
-Mom! I am so happy! … and I don’t know why! She leaned comfortably on the seat and closed her eyes for the whole way to home. Her mother, in the meantime, thanked her daughter for the difference and than thought about the words of Antonio Porchia: “Every truth starts from what has just born. From what wasn’t there”.

Rome, fresh autumn in the day of the guardian angels. 2010 – Maria A. Listur

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