Approssimazioni perfette/Perfect Approximations

-… allora te la detterò al telefono, scrivi: devi tagliare quattro o cinque patate medie sottilmente, poi friggerle in una padella larga con un olio che non bruci a 100°, poi…
-E che vuol dire che non bruci ?
-Mamma! che non faccia fumo! Tipo quello per friggere, che è una porcheria, oppure quello di sesamo. Continuo…?
-Sì sì continua.
-Aggiungi un po’ di sale alle erbe e anche un battuto d’aglio senza l’anima, poi…
-L’anima?
-Il centro, quella specie di colonna vertebrale dell’aglio.
-Ah sì sì… continua…
-Poi, quando sono dorate e un po’ spappolate, le togli dalla padella; sbatti quattro o cinque uova con un po’ di sale sempre alle erbe e unisci tutto umidificando profondamente le patate. Pulisci la padella dall’olio in eccesso e fai cadere delicatamente tutto l’intingo cercando di lasciare i lati risalire come fossero delle onde.
-Delle onde?
-Sì… delle onde gialle che vogliono scappare dal limitato continente della padella…
-Bene… Faccio credere alle onde di uovo che possono scappare e poi?
-Poi la giri con l’aiuto d’un coperchio piatto oppure in aria, questo se sei capace, altrimenti, cadrà a terra la luna nuova di patate…!
-Come la servo?
-Con garbo! Tagliata a cerchio e accompagnata da un vino rosso, meglio se di Montalcino, di 13,5°, che illumini il profumo delle erbe!

-Stella, taglia le fettine di petto di pollo a strisce lunghe quattro centimetri e larghe cinque, passale nell’olio d’oliva caldo ma non bollente, falle rumoreggiare mentre si dorano, poi…
-Rumoreggiare?
-Sì, devono fare quel suono un po’ percussivo che fa il cibo quando lo cuoci nell’olio…
-Faccio cantare il pollo, va bene, e poi…
-No tesoro, il pollo non canta! E’ l’olio che canta, ma non importa… Poi, aggiungi sale al profumo di cipolla bianca, scorza di limone grattugiato, zucca gialla a fettine, fagiolini tagliati a pezzetti di due centimetri, un cucchiaino di zucchero grezzo di canna e fai cuocere per venti minuti a fuoco lento con il coperchio. Infine, lascia asciugare il tutto sempre a fuoco lento ma con la pentola scoperchiata. Si serve insieme ad una ciotola di riso bianco basmati condito con semi di sesamo ma il tocco finale sul pollo è una rugiada di tabasco e una grandinata di Garam Masala.
-Garam Masala?
-La mia amica Nori dice che questo piatto senza l’aggiunta di Garam Masala è come condividere del tempo con un’amica di cui non si ha fiducia!

-Papà… come spalmo il burro?
-Come se tu volessi lasciare la traccia delle tue lacrime su un fazzoletto di seta.
-Non riesco a immaginarlo senza piangere…
-Se piangerai grazie alle risate allora provaci altrimenti estendi il burro soltanto dopo che è stato appena ammorbidito dal calore ambientale e con un coltello di legno di sandalo.

“L’immortalità fisica è qualità di vita, non quantità”. Jasmuheen

Roma, la pioggia porta ai fornelli del cuore. 2010 – Maria A. Listur

Perfect Approximations

-… so I will tell you by phone, write down: You have to cut four or five medium size potatoes thin, then you have to fry them on a large pan with an oil that doesn’t burn at 100° , then…
-What does it mean that doesn’t burn?
-Mom! That it doesn’t smoke! Like that one you use to fry, that is rubbish, or the sesame oil. Can I continue…?
-Yes, go on.
-Add some herb salt and one chopped garlic with no soul
-The soul?
-The center stem, that sort of backbone of the garlic.
-Oh yes… keep going…
-Then, when they turn golden and a bit mashed, you take them from the fry pan; you beat four or five eggs again with a bit of herb salt and then you mix everything humidifying deeply the potatoes. Clean the fry pan from the excessive oil and let the whole gravy delicately trying letting the borders rise, as they were waves.
-Waves?
-Yes… some yellow waves that want to escape from the limited continent of the pan…
-Good… I let the egg wave believe they can escape and then?
-Then you turn it helping yourself with a flat lid or in the air, only if you are capable of it, otherwise, the potatoes new moon will fall on the ground…!
-How do I serve it?
-With gentleness! Cut it in a circle and with a red wine, better if it is a Montalcino, of 13,5°, it will light up the herb scent!

Honey, cut the slices of chicken breast four centimeters long by five wide, pass them in the heated but not burning hot olive oil, let them grumble while they turn golden, then…
-Grumble?
-Yes, they have to make that sound a bit percussive that food does when it is cooked in the oil…
-I let the chicken sing, all right, then…
-No dear, the chicken doesn’t sing! It is the oil that does it, but don’t worry…Then you add salt scented with white onion, grated lemon peel, sliced yellow cabbage, green beans cut in two centimeters pieces, a soup spoon of raw brown sugar and let it cooked for twenty minutes on a low flame with the lid on. Finally, let the whole thing dry always on a low flame but with the casserole with no lid. It is served with a bowl of basmati rice spiced with sesame seeds, but the final touch is a dew of Tabasco and a storm of Garam Masala.
– Garam Masala?
-My friend Nori says that this recipe without Garam Masala is like sharing time with a friend that you don’t trust!

-Dad… how do I spread the butter?
-As if you want to leave the trace of your tears on a silk handkerchief.
-I cannot imagine it without crying…
-If you cry thanks to the laughs then try otherwise extend the butter only after it has been slightly softened from the ambient warmness and with a knife of sandalwood.

Physic immortality is the quality of life, not quantity”. Jasmuheen

Rome, rain brings to the heart’s kitchen range. 2010 – Maria A. Listur

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