Humedades:

spagnolo, plurale di umidità.

Mentre cerca di aprire la bottiglia racconta del venditore di vino che si trova vicino al suo ufficio; dei consigli che gli ha dato, della sua ignoranza sulle qualità dello champagne. Lei guarda i suoi movimenti. Lui non riesce ad aprirla, ha le unghie cortissime. Gliela porge dicendo:
-Mi devi aiutare.
Lei lo guarda agli occhi per un po’ prima di prenderla in mano. Lui chiede:
-Cosa guardi?
-Ascolto.
-E cosa ascolti?

1973. Buenos Aires. Primavera. Il Patio di mia zia Z. Faccio i compiti. L’orecchio viaggia verso la cucina a quattro metri dalle mie spalle. Mio cugino N. mi riporta al patio provocandomi col solletico. Sono tentata di saltare dalla sedia per fare una delle nostre lotte che ci fanno sembrare dei gatti. Vince l’orecchio. Mia zia racconta a mio zio della sua giornata mentre prepara la merenda per noi; parla con tono preoccupato. Mio zio “seba” mate: tisana o thé da hierba mate che si serve in un contenitore con una cannuccia dalla quale beviamo tutti. Un mio amico francese dice che sembra una “Pipa della Pace” liquida. “Sebar” è l’atto di versare l’acqua dentro il contenitore insieme al gesto di offerta.
Ascolto.
-… e allora cosa faccio? Io non so più come trattarla, è sempre il mio capo…
-Mmm… Si sente che lui sta succhiando dalla cannuccia del mate, fa un rumore simile ad un trenino lontano.
-… ci tengo ai vestiti, che abbiano una linea…
-… L’acqua ti sembra troppo calda? Chiede lui riferendosi al mate.
-… Non so, non so cosa fare… Come propormi? Mi sento persa…
-E’ dolce abbastanza?
-Cosa?
-Il mate.
-Ma tu mi stai ascoltando?
-Certo.
-Non mi sembra… Risponde lei con tono provocatorio.
-Il mate ed io stiamo ascoltando, stiamo cercando di trovare un modo per comunicarti che ti sosteniamo, che se vuoi andare via da un posto che non ti piace più, sei al sicuro, che alle tue spalle ci sono sempre io, che puoi contare su di me, che sei talmente brava che puoi continuare a creare da sola e che se non vuoi fare niente e riposarti tutta la giornata, io ci sono. Manca o non manca lo zucchero?
Ascolto.
Silenzio. Poi, il rumore che fa la bocca quando si mangiano quelle caramelle rosse spugnose e morbide, profumate e dolci.
Con gli anni ho potuto scoprire che quel suono era la musica di un bacio, profondo e intimo, di gratitudine.

Cenano insieme, ridono grazie alle storie d’amore e di lavoro che lui racconta. Lei ascolta.
-E di te non mi dici niente… Chiede lui mentre si avvicina per morderla in un bacio.
Tutto diventa umido, scivoloso e argentato. Le mani fanno domande a cui risponde il respiro.
Un breve sonno prima del congedo.
-Vorrei leggere i tuoi racconti. Commenta lui chiudendosi la giacca.
Lei sorride porgendogli la sciarpa. Lo bacia e accompagna con la mano la schiena che attraversa la soglia. Chiude la porta e spegne le luci. Torna al letto ancora caldo. La voce di Raffaele Morelli la porta nel sonno: “Percepire significa portare l’attenzione sull’interno, accorgersi di quello che proviamo, sentire l’attrazione, il desiderio, il perdere la testa e… non avere niente da dire”.

Roma, si alza l’alba insieme a me, delicatamente. 2010 – Maria A. Listur

Humedades:
Spanish, plural for humidity

While he tries to open a bottle he tells her about the wine seller who is next to his office; about the suggestions he has given him, about his ignorance concerning the quality of champagne. She looks at his gestures. He cannot open it, he has very short nails. He pass her the bottle saying:
-You have got to help me.
She looks at him in the eyes for a while before taking it in her hands. He asks her:
-What are you looking at?
-I am listening.
-What do you listen to?

1973 Buenos Aires. Spring. The patio of my aunt Z. I am doing my homework. The ear travels toward the kitchen four meters behind my shoulders. My cousin N. brings me back to the patio tickling me. I am tempted in jumping from my chair to have one of our fights that make us look like cats. The ear wins. My aunt is telling my uncle about her day while preparing our snack; She is talking in a worried tone. My uncle ‘seba’ mate: herbal tea made of hierba mate which is served in a bowl with a straw from which we all drink. A French friend says that it looks like a liquid “peace pipe”. “Sebar” is the act of pouring water in the bowl together with the gesture of offering.
I am listening.
-… what do you think I should do? I don’t know how to threat her, she is my boss…
-Mmm… I can hear him sucking from the straw, it makes a sound similar to a faraway little train.
-… I care about those dresses, they should have stile…
-… Do you think the water is too hot? He asks referring to the mate.
-… I don’t know, I don’t know what to do… How should I propose myself? I feel lost…
-Is it sweet enough?
-What?
-The mate.
-Are you listening to me?
-Of course.
-It doesn’t seems like… She replies in a provoking tone.
-The mate and I are listening, we are trying to find a way to communicate to you that we support you, that if you want to go away from a place that you don’t like anymore, you are safe, that I have got your back, you can count on me, that you are so good that you could keep creating by yourself and that if you don’t want to do anything and rest for the whole day, I am here. Is it the sugar enough or not?
I am listening.
Silence. Then, the sound that the mouth does when those red spongy and soft, smelly and sweet candy are eaten.
In time I discovered that the sound was the music of a kiss, profound and intimate, of gratitude.

They dine together, laugh thanks to the love stories and work stories that he tells. She listens.
-You don’t want to say anything about yourself… He asks while approaching to bite her in a kiss.
Everything becomes humid, slippery and silvery. The hands make questions to which the breath answers. A brief nap before the departing.
-I would like to read your stories. He says closing his jacket.
She smiles handing him the scarf. She kisses him and accompany him with the hand his back that is crossing the entrance. She closes the door and turns off the light. She goes back to the still warm bed. The voice of Raffaele Morelli carries her to the sleep: “To perceive means to bring attention to the inside, to realize what we are feeling, feel the attraction, the desire, the losing of the head and… have nothing to say”.

Rome, The dawn is waking with me, delicately. 2010 – Maria A. Listur

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