Canti Orfici/Orphean Chants

A Dino Campana
Alla voce che lo legge in eterno, Carmelo Bene.

Sulla soglia. Mi abbraccia da dietro, il petto poggiato sulla mia schiena, il riflesso sullo specchio mi fa rivedere gli occhi che un tempo mi spaventarono. Lui sposta il mio viso per evitare che guardi. L’attenzione scivola verso la presa, non è più quella dell’uomo che sembrava la mia custodia perfetta. Le braccia non sono più possenti. Dice:
-Scusami.
Rimango in silenzio. Lo guardo svuotata, come senza sentimenti.
-Ti volevo lasciare una lettera, poi ho visto la luce e mi sono detto: suono, tu hai aperto, allora… meglio se ti do la lettera.
Non riesco a parlare.
-Posso rimanere per un po’?
-Sono occupata. No.
Prendo la lettera. Verso sera leggo.
E’ il finale di una poesia di Dino Campana insieme ad una richiesta:
“ (…)
E me ne andavo errando senz’amore
Lasciando il cuore mio di porta in porta:
Con Lei che non è nata eppure è morta
E mi ha lasciato il cuore senz’amore:
Eppure il cuore porta nel dolore:
Lasciando il cuore mio di porta in porta.”

Dammi un cenno, dimmi cosa fare, una risposta.
Io.

Mi sposto col pensiero verso l’uomo delle braccia, ora magre, e mentre volo, rispondo alla lettera con un altro testo di Dino Campana:

“In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lacrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose”

Apro gli occhi, davanti a me la mia ultima tela, il colore ambrato dell’alba, il vento alle finestre. Ringrazio le mie origini. Ringrazio mio padre per aver posato sulle mie ginocchia un libro di poesie quando avevo quattro anni. Ringrazio l’intangibile. Ringrazio che la mia poesia sia spesso un sogno e che il mio sogno sia anche poesia.

Roma, il cielo si apre come nei fuochi di J.M.W. Turner. 2010 – Maria A. Listur

Orphean Chants

To Dino Campana
To the voice that reads it in eternity, Carmelo Bene.

On the doorway. He hugs me from behind, his chest on my back, the reflection on the mirror allows me to see those eyes that sometime ago frightened me. He moves my face to avoid me from watching him. The attention slips to his hold, it isn’t anymore of the man who looked like my perfect container. His arms aren’t mighty any more. He says:
-Forgive me.
I remain silent. I look at him emptied, with no feelings.
I wanted to leave you a letter, then I saw the light and I said to myself: I’ll ring, you opened, so… it’s better if I give you the letter.
I cannot talk.
-Can I stay for a little?
-I’m busy. No.
I take the letter. When it’s evening I read it.
It’s the ending of a poem by Dino Campana together with a request:
(…)
And I was wandering with no love
Leaving the heart of mine from door to door:
With Her who is not born neither dead
And left me with the heart with no love:
Nevertheless the heart bares the sorrow:
Leaving the heart of mine from door to door.

Give me a sign, tell me what to do, an answer.
Me.

I move with my thought towards the man of the arms, now meager, and while flying, I reply to the letter with another text by Dino Campana:

In a moment
The roses have withered
The leaves have fallen
Because I could not forget the roses
We looked for them together
We found the roses
They were her roses they were my roses
This journey we called it love
With our blood and with our tears we made the roses
Which shined for a moment in the morning sunlight
We have withered the roses under the sun between the briars
The roses that were not our roses
My roses her roses

P.S. And so we forgot the roses

I open my eyes and in front of me my last painting, the amber color of the daylight, the wind on the windows. I thank my origins. I thank my father to have laid on my knees a book of poems when I was four. I thank the intangible. I thank that my poem is often a dream and that my dream is also a poem.

Rome, the sky opens as in the fires of J.M.W.Turner. 2010 – Maria A. Listur

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