“La mia anima non è solo colmata, ma sommersa”/ “My Soul is not only filled, but overwhelmed”

Ruysbroeck

-La tua gentilezza mi perturba. Anzi, credo tu non sia sincera.

-Come faccio?
-Lascia ogni cosa.
-Papà! Perché?
-Perché sei ricca in ogni senso.
-Non lo trovo giusto.
-Vuoi essere serena, tranquilla, vuoi accrescere la tua creatività?
-Certo!
-Allora non lottare, in nessun modo, per nessun sentimento o cosa… Se vuoi pace, sii molto gentile, dagli tutto ciò che desidera anzi, dagli molto di più di quello che dice di volere.
-Questo serve per adesso o lo devo prendere come regola di vita?
-Ora è sempre. Un giorno diventerà un tuo modo di essere.
-In ogni luogo, con ogni persona?
“Ti appartiene soltanto ciò che hai già dato…” Lo diceva D’Annunzio?
-Ma… dove metto il mio desiderio, la mia rabbia?
-Nella forza che necessita la pratica del silenzio. Non dico che sarà facile, dico che puoi provare.
-Dove metto la mia volontà?
-Usala soltanto per agire ciò che vorresti il mondo fosse, con tutte le contraddizioni che ti provocherà. Un giorno somiglierai a quello che desideravi fossero gli altri. E non avrai problemi ad essere gentile.
-Gentile?
-Sì, con te stessa. Gentile è anche generosa.
-Suona servile.
-Al servizio. Ogni ricchezza deve essere passata. Non ci sono rischi. Devi soltanto abituarti alle lontananze di quelli che non sopportano l’obbligo che genera il disinteresse.
-Si può confondere con indifferenza?
-Disinteresse, come intendo io, vuol dire senza aspettative materiali paritarie. Soltanto gentilezza.
-Buone maniere, educazione?
-Silenzio. Saper partire quando hai dato tutto quello che sei. E ancora rinascere.

-Non mi senti sincera? In cosa?
-Non credo alla tua educazione.
-Neanche io ci credo. Io pratico l’educazione, anche nelle difficoltà e nelle dissociazioni emotive che spesso mi procura.
-Ahhh! allora ti fa incazzare il mio atteggiamento, la mia assenza, il mio linguaggio meno colto del tuo… ma non dici niente… rispondi sempre bene… ti trattieni!
-Allora devo praticare di più…
-Ma vai a cagare!
Una frase di Freud, del “Al di là del principio di piacere” mi sollevò dalla sedia, illuminò il mio sguardo e mi segnalò la via d’uscita:
“Sono “una massa di sostanza irritabile”. Non ho pelle (tranne che per le carezze). Per parodiare Socrate del “Fedro”, parlando d’amore bisognerebbe dire lo Scorticato o non l’Impiumato”.

Roma, sotto una pioggia costante, con l’umidità che risuona tango. 2010 – Maria A. Listur

“My Soul is not only filled, but overwhelmed”

Ruysbroeck

-Your kindness perturbs me. Better, I believe that you are not sincere

-How do I do it?
-Leave everything.
-But why dad?
-Because you are rich in every sense.
-I don’t think it’s fair.
-Do you want to be serene, calm, do you want to grow your creativity?
-Sure!
-Then do not fight, in any way, for no feeling or thing… If you want peace, be very gentle, give him whatever he needs better yet, give him more than he claims he wants.
-Is this for now or do I have to take it as rule for life?
-Now is life. One day it’ll become a way of your being.
-Everywhere with everybody?
-“You owe only what you have already given…” Wasn’t D’Annunzio who said it?
-But… where do I put my desire, my anger?
-In the strength that the practice of silence requires. I am not saying that it will be easy, I think you can try.
-Where do I put my will?
-Use it only to act what you think the world should be, including all the contradictions that this will provoke in you. One day you will look like what you wanted the others to be. And you will not have any problem in being gentle.
-Gentle?
-Yes, with yourself. Gentle and even generous.
-Sounds servile.
-At service. Each richness has to be passed. There are no risks. You only have to get used to distance of those who cannot bear the commitment that unconcern generates.
-Can’t it be confused with disregard?
-Unconcern as I intend it, means with no equal material expectations. Only kindness.
-Good manners, education?
-Silence. To be able to leave when you have given the whole that you are. And reborn again.

-You don’t think I am sincere? In what?
-I don’t believe in your education.
-I don’t believe it either. I practice education, even in difficulties and in emotional dissociations that it often generates.
-Ahhhh! Then my behaving drives you mad, my absence, my language less educated than yours…but you don’t say a thing…You always reply… You are refraining!
-It means I have to practice more…
-Go fuck yourself!
A sentence of Freud, from “Beyond the Principle of Pleasure” lifted me from the chair, illuminated my glance and showed me the exit path:
I am “a mass of irritable mass”. I have no skin (all but for caresses). Parodying Socrates’s Phaedrus, talking about love it should be said the Excoriated or unfeathered”.

Rome, under a constant rain, with the humidity that resounds as tango. 2010 – Maria A. Listur

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