La funzione della bellezza, soltanto la mia./The Function of Beauty, Only Mine.

Alle mani dei miei genitori.

-Ti manca qualcosa?
-… La verità?
-Preferisco.
-… Bagno di perle grigie, sali d’Okinawa, spugna marina, lo shampoo al limone, l’olio d’Argan, il balsamo alla menta, l’olio essenziale di rosmarino, il borotalco di polvere di riso, il…
-Stai scherzando…

Fu mia madre dopo il ventre di mia madre,
quando ancora non sapevo che si potesse elaborare una sensazione a parole.
Soave.
Poi fu il tempo in cui la interposi tra me e la pesantezza necessaria al freddo.
Abita con me da sempre, tra me e il mondo.
E’ stata l’altro mio imene la prima notte della luna di miele;
la prima sacca del mondo – dopo l’aria – per il mio bambino.
E’ uno dei miei segni, la mia maestra della grazia, la mia metafora, la mia guida,
la curva fisica del suono, la mia gioia, il mio raccoglitore di lacrime.
E’ lo spazio dove amo scrivere e dipingere, dove dormo, sulla quale mi sveglio.
E’ il mio inconsapevole ricordo d’arrivo nel/al mondo, anche meritato: seta.

-Non sto scherzando, trovi tutto nel mio bagno…
-Ma il tuo bagno si trova a due ore d’aereo!
-Mi hai chiesto se mi manca qualcosa non se posso comunque fare il bagno.
-Mi correggo: manca qualcosa da mettere nella vasca?
-Sì.
-Cosa?
-Noi due.
Facciamo l’idromassaggio con il sale da cucina. Mentre mi rilasso nell’acqua calda, che mi protegge dai sottozero di fuori, ricordo che la pratica della bellezza è un’arte che mi hanno insegnato mia madre e mio padre. Senza parole. Li ho semplicemente visti, tutti i giorni della loro vita, curare il corpo come curavano un piatto, il giardino, il vestito. Li ho scoperti tenere in considerazione un libro quanto la levigatezza delle loro bellissime mani; un bacio quanto l’odio.
Insieme al suono dell’acqua rimembro un detto, arriva con la memoria della voce di mio padre. Lo ripeteva sussurrando quando si trovava davanti qualcuno che non solo era ingrato verso la bellezza ma che neanche riconosceva il lavoro e la dedizione che la sua pratica implicano: “Un maiale cresciuto nella merda, quando vede del mais, non mangia, semplicemente si spaventa…”

Roma, eclisse di luna, luna rossa. La mia luna. 2010 – Maria A. Listur

The Function of Beauty, Only Mine.

To my parents’ hands

-Do you need anything?
-… The truth?
-Please.
-… A bath of grey pearls, Okinawa’s salt, a sea sponge, the lemon shampoo, the Argan oil, the mint conditioner, the essential rosemary oil, the rice powder talcum, the…
-You are joking…

It has been my mother after my mother’s belly,
When I didn’t know that it was possible to elaborate a sensation in words.
Suave.
Then there was a time in which I interposed it between me and the necessary heaviness to cold.
It lives with me since ever, between the world and me.
It has been my other hymen the first night of the honey moon;
The first sack of the world – after the air – for my son.
It is one of my signs, my master of grace, my metaphor, my guide,
The physic curb of sound, my joy, my gatherer of tears.
It is the space where I like to write and paint, where I sleep, on which I wake.
It is my unconscious memory of arrival in/to the world, even if earned: silk.

-I am not kidding, you can find everything in my bathroom…
-But your bathroom is two hours flight from here!
-You have asked me if I needed something not if I could have nevertheless a bath.
-I’ll rephrase: Do you need anything to put in the bathtub?
-Yes.
-What?
-Us two.
We have the hydro massage with kitchen salt. While relaxing in the hot water, which is protecting me from the below-zero of outside, I remembered that the practice of beauty is an art that my mother and my father have taught me. With no words. I have simply seen them, everyday of their life, caring the body as they took care of a plate, the garden, the dressing. I have seen them taking care of a book as much as the smoothness of their beautiful hands; a kiss as well as hatred. Together with the sound of water I remember a saying, it arrives with the memory of the voice of my father. He used to repeat it when he found himself in front of somebody who was not only ungrateful to beauty but didn’t even recognize the work and devotion that its practice requires: “A pig raised in shit, when he sees corn, doesn’t eat, simply gets scared…

Roma, lunar eclipse, red moon. My moon. 2010 – Maria A. Listur

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