“Loro sono due che per errore la notte corregge”/“They are two and the night mistakenly resolves them”

Eduardo Galeano

-Pronto.
-Buongiorno Signora.
-Buongiorno.
-Una persona ha lasciato un regalo per Lei.
-Le ha detto chi è?
-No Signora.
-Glielo faccio arrivare ora o preferisce più tardi?
-Ora.

-Ancora non riesci a sapere chi è che te li regala?
-Sono trent’anni che me l’invia e non riesco ad avere neanche un sospettato…
-Il fioraio!
-No! Quale fioraio? Poi… il ragazzo che li porta sta invecchiando senza aprire bocca! Si vede che lo pagano molto bene…
-Lo zio non si è mai arrabbiato?
-Figurati! Mi detesta… Quando entra in casa e li vede, dice: Ancora credi che queste cazzate mi facciano diventare geloso…? E si chiude in studio.
Una lettera arrivò dalle mani del fioraio con un ultimo mazzo di fiori dopo quindici giorni dalla morte dello zio:
“Amore, unico, mia Signora:
Vero che i fiori ti mancano più di me?
Beh, siamo stati la stessa cosa…
Ti aspetto tesoro.
Il tuo fiore preferito,
Santiago, tuo Signore”.

Lei visse per altri cinque anni.
Tutte le settimane comprava dei fiori identici a quelli che le inviò lo zio Santiago per quarant’anni. Le chiesi:
-Ti fanno sentire un po’ meno l’assenza?
-No! No! Recupero quello che non ho saputo svelare, recupero un uomo. Nuovo.

Bussano. Sono curiosa del regalo, apro velocemente. Davanti a me un uomo orientale con un enorme zaino. Non mi attraggono gli uomini con gli occhi a mandorla, i capelli nerissimi e lisci, la pelle vitrea ed i vestiti bianchi, penso. Mi chiedo perché sto pensando questo. Non confondo mai un giapponese con un cinese, mi dico. Mi rendo conto che si tratta di un giapponese stranamente alto! Questo si che è una novità, aggiunge la mia mente famelica. Ci guardiamo per un po’. M’impongo di tacere. Mi sento più zen di lui ma in realtà si tratta soltanto di superbia. Lui interrompe il mio flusso di falso silenzio e dice:
-Il regalo sono io.
Gli chiudo la porta in faccia. Ribussa. Riapro.
-Sono un massaggiatore artistico.
-Ed io una geisha in pensione! Mi faccia il piacere! Richiudo. Ribussa. Riapro.
-Signora, chi mi manda, non mi perdonerà che perlomeno non le abbia spiegato.
-Si spieghi. Mi appoggio sgarbatamente sullo stipite della porta.
-Glielo posso spiegare in camera?
-Prego. Lo faccio entrare e lo invito a sedersi sul divano di fronte alla finestra da dove si vede il mare dietro una delicata pioggia invernale. Ma perché sono così gentile? Mi chiedo col mio solito spirito di ricerca ossessiva. Lui interrompe il mio pensiero:
-Il mio massaggio consiste in un tatuaggio di tutto il corpo con dei piccoli pennelli di seta ma, al posto dell’inchiostro uso l’olio. La persona che mi ha inviato lo ha provato e desidera farvene dono, è un mio cliente da anni… Ho il suo biglietto.
-Me lo faccia vedere. Chiedo ancora, in piena cavalcata di curiosità.
-Non posso, glielo devo scrivere sul corpo.
Il silenzio della parola da spazio al fuoco del “sapere con il corpo” che guida ogni mio gesto. Brucio viva! Da dentro. Decido:
-Va bene. Mi massaggi.
-Gradisco che prima della scrittura lei passi sotto l’acqua calda e non si asciughi.
Mi sveglio dopo due ore. Il signore giapponese si riposa accanto a me.
Sotto un velo di seta – che contiene la mia pelle bagnata con l’olio al gelsomino – sorrido nella gratitudine, mi sento una grande pagina di chi mi conosce appena e mi conosce comunque molto bene.
Quando anche lui riapre gli occhi, dice:
-Si giri, devo firmare il biglietto.

Ascoli Piceno, gli archi ed il vino fanno sorridere il marmo. 2011 – Maria A. Listur

They are two and the night mistakenly resolves them

Eduardo Galeno

-Good morning madam.
-Good morning.
-A person has left a present for you.
-Did he tell you who he was?
-No Madame.
-Would you like to have it now or would you prefer later?
-Now.

You still have no idea of who sends them to you?
-It’s been thirty years since he sends them to me and I can’t know who this is?
-The florist!
-No! What florist? they don’t come with a reference card and the boy who brings them is getting older without opening his mouth. It’s probably because he’s well paid…
-And Uncle never got upset!
-In the beginning, then… imagine! He hates me… When he comes home and sees the flowers he says to me: “Do you think that these bullshits make me jealous…?” And closes himself in the studio.
A small letter arrived from the florist hands with a last bouquet after fifteen days from uncle’s death:
“Love, Unique, my lady:
Is it true that you miss the flowers more than me?
Well, we have been the same thing…
I will be waiting for you.
Your favourite flower,
Santiago”
She lived for five years more. Every week she bought flowers identical to the one that Santiago had sent her for forty years. I asked:
-Why do you keep buying them? To feel the absence less?
-No… To retrieve what of him I never believed he was.

Somebody knocks on the door of the hotel. I am curious about the present. At the door an oriental man with a huge backpack. I don’t feel attracted by men with almond-shaped eyes, the hairs black and straight, the skin like glass and white clothes, I am thinking. Then, I think why am I thinking about this. In the end I realize that he is a Japanese man (I never mistake a Japanese from a Chinese, I am telling myself) tall! That is indeed something new, my mind adds willing to know what goods he brought. We look at each other for a while. I am shutting up forcing myself. I feel more Zen than him but in reality it is just pride, and it is mine. He interrupts my stream of fake quietness and says:
-I am the present.
I slam the door on his face. He knocks again. I open.
-I am an artistic masseuse.
-And I am retired geisha. I slam the door again. He knocks again.
-Madame, who sends me will not forgive me if I don’t at least explain to you.
-Explain yourself. I lean rudely on the doorjamb.
-I can explain to you in the room.
-Please. I let him in and invite him to sit on the sofa in front of the window where the sea can be seen behind a delicate winter rain.
-My massage consists on a tattoo of the whole body using small silk brushes and instead of ink I use oil. The person who has sent me tried it and desires to present it to you, he has been my client since long… I also have a card.
-Show it to me. I asked all bursting with curiosity.
-I can’t, I have to write it on your body.
-Very well. Massage me.
-I would like you to get wet with hot water before writing and do not dry yourself.
I woke up two hours later. The Japanese man was sleeping next to me. I was under a silk veil that contained the jasmine oil of my skin I was smiling of gratitude for being a page of a person who knew me little and knew me so well nevertheless. When he also opened his eyes, he said:
-Turn around, I have to sign the card.

Ascoli Piceno, the arches and the wine make the marble smile. 2011 – Maria A. Listur

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