“Niente è nero, veramente niente”/“Nothing is black, nothing really”

Frida Kahlo

-Si guardi intorno.
Mi guardo.
-Adesso rifletta su cosa le risulta veramente necessario.
Chiudo gli occhi.
-Cosa considera fondamentale?
-Ho conservato soltanto cose fondamentali.
-Ritorno tra una settimana.

Ballava sulle punte come fosse nata con le scarpette.
Un giorno, di fronte allo specchio della scuola di danza, scoprì la sua testa sorgere tra tutte le altre teste, come spinta dal basso; tutte le sue compagne si erano decisamente ristrette.
Poco dopo la sua scoperta, fu chiamata dalla maestra in direzione.
Suo padre e sua madre l’attendevano. L’insegnante spiegò loro che l’altezza delle ballerine classiche era determinante per evitare dei problemi alle articolazioni; la loro bambina era troppo alta per la danza classica. Commentò quanto fosse strano vedere una tale forza nelle articolazioni, questa la ragione per cui avrebbe deciso di farla finire l’anno di studio.
La ballerina-adolescente non capiva, stare sulle punte era come volare, lei non sentiva lo sforzo, godeva invece. Arrivata a casa, si chiuse nella sua stanza e non riuscì a parlare né a mangiare per due giorni. Al terzo giorno la madre le offrì una tazza di tè. Lei accettò. Il padre le domandò:
-Come stai?
-Bene. Rispose con il peso di milioni di centimetri sul suo desiderio.
-Non sembra.
-Invece sì. Sto bene. Oggi porterò in studio tutte le mie scarpette, serviranno a qualcuna, no?
-Certo… Ma non le vuoi tenere come ricordo?
La madre, da dietro la piramide di dolci che coloravano il tavolo, alzò la voce dicendo:
-Quale ricordo! Allora risulta che si può soltanto ballare sulle punte! E’ troppo alta per le punte? Bene! Danzerà anche coi talloni… Una danzatrice non è soltanto una tecnica! Buttiamo quelle coglionissime scarpe e andiamo a cercare nuovi maestri!
In quel momento, e per sempre, ogni centimetro del suo corpo continuò a danzare per sé, per la madre, per onorare i centimetri che con gli anni sarebbero diventati tanti in più.

Dopo sette giorni, due ore e quaranta minuti.
-Si guardi intorno.
Mi guardo.
-Continua a credere che tutto quello che ha è fondamentale?
-Non tutto.
-Scelga le cose fondamentali e calcoli che saranno messe in uno spazio dieci volte più grande di questa casa.
-Perché mi fa scegliere? Mi sta dicendo che avrò più spazio di quello che ora occupo…
-Perché la dilatazione interiore avviene soltanto quando ci fidiamo di quello che incontreremo, senza bisogno di portare con noi quello che è proprietà del nostro passato.
Chiudendo la porta, di quella che fu la mia casa, piegai la testa verso il pavimento di marmo, poi la rialzai verso la luce che entrava dalle finestre del corridoio. Vidi davanti a me il vuoto, dietro di me sentivo cadere, in una fontana siderale, ogni oggetto del mio passato. Mentre facevo il primo passo verso il nuovo spazio, sentii di spiccare il volo. M’accompagnarono le parole di A. Gide: “Non si scoprono terre nuove senza accettare di perdere di vista, 
prima, e per molto tempo, ogni terra conosciuta”.

Roma, mia dorata Signora Danzante che sanguini nel rumore. 2011 – Maria A. Listur

“Nothing is black, nothing really”

Frida Kahlo

-Look around you.
I look.
-Now think about what really is fundamental for you.
I close my eyes.
-What do you find fundamental?
-I have preserved only fundamental things.
-I will be back in a week.

She danced on her toes like if she was born with ballet shoes.
One day, In front of the mirror of the ballet school, she discovered her head sticking up among the other heads, like if it was pushed from the bottom; all her classmates had definitely shrunk.
After a while from her discover, she was called by her teacher in her office.
Her father and her mother were waiting. The teacher explained them that the height of the ballet dancers was determinant to avoid problems with the articulations; their girl was too tall far classic ballet. She commented how strange it was to see such strength in the articulations, this was the reason for which she was going to let her finish the class for that year.
The adolescent-dancer didn’t understand, to stand on the tips was like flying, she didn’t feel any strain, she enjoyed it. When she arrived home, she locked herself in her room and could neither speak nor eat for two days. The third day her mother offered her a cup of tea. She accepted. Her father asked her:
-How are you?
-Well. She replied with the weight of millions of centimetres on her desire.
-It doesn’t look like.
-It is so. I am fine. Today I am bringing all my shoes to the dancing room, somebody might need them, don’t you think?
-Sure… but don’t you want to keep them as a souvenir?
The mother, from behind a pyramid of cakes that were colouring the table, raised her voice saying:
-What souvenir! So you are saying that it is only possible to dance on the tips! Is she too tall for the tips? Very well! She will dance even on her heels… A dancer is not only made of a technique! Let’s dispose these dumb ass shoes and go look for new teachers!
In that moment, and forever, every centimetre of her body kept dancing for herself, for her mother, to honour the centimetres that in years to come would have become many more.

After seven days, two hours and forty minutes.
-Look around you.
I look.
-You still think that what you have is fundamental for you?
-Not everything.
-Please choose the fundamental things and imagine that they will be placed in a space ten times bigger than this house.
-Why do you want me to choose? You are telling me that I will have more space than the one that I occupied now…
-Because internal expansion occurs only when we trust what we are going to meet, with no necessity of bringing with us what belongs to the past.
Closing the door, of the place that had been my house, I leaned forward my head towards the marble of the floor, then I raised my head towards the light that entered from the windows of the corridor. I saw in front of me emptiness, behind me I could feel falling in an sidereal fountain, each object of my past. While taking the first step towards the new space, I felt taking flight. The words of A. Gide accompanying me: “New lands cannot be discovered if it is not accepted to loose sight, before, and for long, each known land”.

Rome, my beloved Dancing Lady that bleeds in the rumour. 2011 – Maria A. Listur


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