Jean-Paul Sartre

“Lo sguardo altrui forma il mio corpo nella sua nudità”.

Rispondo sempre, quando nel cuore della notte, un telefono suona.
Rispondo dalla profondità che ogni frontiera crea.
Rispondo come canto, semplicemente perché suona.
Non arrivo a parlare, dall’altro lato del telefono dice:
-Scusa l’ora…
-Non dormivo.
-Cosa facevi?
-Sto riadattando un testo teatrale. E tu?
-Non riesco a dormire.

Rimbomba il suono della chiave della porta di casa.
Poi la musica dei passi felpati.
Un piccolo scatto dell’interruttore della luce sembra un accordo.
Un’eco parte dalla porta della sua camera.
Poi il saltellare dell’acqua della doccia.
Arriva il profumo di lavanda e pompelmo prima dei passi.
Infine, la voce di mio padre dice:
-So che non dormi…
-E come lo sai?
-Per come respiri.
Si siede sulla poltrona di fronte al letto, al buio offre:
-Un racconto?
-Una storia.
Racconta di quando era piccolo, di quando scappava da casa per vedere il Río de la Plata (Fiume d’Argento, Buenos Aires, Argentina), delle strade che percorreva a piedi per raggiungere l’acqua che lo separava dal suo vecchio continente. M’addormento velocemente. Sempre. Quando mi sveglio trovo la traccia del suo corpo sul cuscino della poltrona. Ricordo la sua voce tutte le volte in cui una poltrona conserva l’impronta di qualcuno. E la sua voce dice:
-Un giorno, quando racconterai di me, crederanno che mi hai inventato tu. Che sei tu che mi hai creato.

-Soffri d’insonnia?
-Da quando non sono solo.
-Sei solo.
-No. Sono con te.
Dopo un lungo silenzio:
-Non so cosa dire.
-Di cosa?
-Della semplicità.
-Linearità non è meglio?
-Certo.
-Grazie allora.
-Di cosa?
-Della serenità che la tua accettazione, tanto simile alla distanza, mi regala.
-Non ho capito.
-Ora potrò dormire. Prima però, fammi dirti qualcosa che conosco soltanto in francese, me lo insegnerai in spagnolo, lo desidero. E’ di J. L. Borges, un tuo poeta:
“Tu
che ieri soltanto eri tutta la bellezza
sei anche tutto l’amore, adesso”.
Buonanotte.
-Buonanotte.

Parigi, i ponti illuminano. 2011 – Maria A. Listur

Jean-Paul Sartre

“The other’s glance shapes my body in its nudity”

I always answer when, in the heart of the night, a phone rings. I answer from the deepness that each border creates. I answer as I sing, simply because it rings.
I don’t get to talk, from the other side of the phone it says:
-Sorry for the hour…
-I wasn’t sleeping.
-What were you doing?
-I am readapting a theatrical play. And you?
-I can’t sleep.

The sound of the key in the house door is reverberating.
Then the sound of the soft-footed steps.
A small click of the switch of its room seems like an accord.
An echo comes from the door of his room.
Then the springing of the water in the shower.
The scent of lavender and grape arrives before his steps.
Finally the voice:
-I know you are not sleeping…
-How do you know?
-For the way you breath.
He sits on the sofa in front of the bed, in the darkness says:
-A tale?
-A story.
He tells me of when he was small, when he escaped form the house to see the Rio de la Plata (the Silver River, Buenos Aires, Argentina), of the streets he would walk along to reach the water that separated him from his old continent. I rapidly fell asleep. Always. When I wake I find the trace of his body on the pillow of the sofa. I remember his voice every time in which a sofa preserves the shape of someone. His voice says:
-One day when you will tell about me, they will think that you have invented me. That you are who created me.

-Do you suffer from insomnia?
-Since when I am not alone.
-You are alone.
-No. I am with you.
After a long silence:
-I don’t know what to say.
-About what?
-About simplicity.
-Isn’t linearity better?
-Of course.
-Thanks then.
-About what?
-About the serenity that your acceptation, very similar to distance, gives me.
-I don’t understand.
-Now I will be able to sleep. Before that though, let me tell you something that I know only in French, you will teach me in Spanish, It’s my wish. It’s by J.L.Borges, one of your poets:
“You,
who yesterday were just the whole beauty
you are also the whole love, now”
. Goodnight.
-Goodnight.

Paris, the bridges enlighten. 2011 – Maria A. Listur

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