“Ci sono sguardi che aiutano il crepuscolo a divenire notte” / “There are some glances that help the twilight to become night”

Roberto Juarroz

Gli occhi sono diventati cielo.
La pelle è tornata bambina.
Il passo è irrimediabilmente pieno.
La risata risuona lontano.
Le dico al suo petto aperto e unico:

-Sei innamorata.
-Non lo dire. Risponde scoperta.
-Tu sei in-na-mo-ra-ta!
-Zitta zitta zitta!

La sollevo in un abbraccio che vuole festeggiare un’età in cui non ci conoscevamo, l’adolescenza. Ho abbracciato il tempo che non abbiamo condiviso stringendola in una risata. Mi sono rallegrata di tanta vulnerabilità, della vita capace di retrocedere in un istante.

-Promettimi che non lo dici a nessuno.
-Non avrò desiderio di dirlo visto che lo stai dicendo tu.
-Io non lo dirò a nessuno.
-Tu lo dici nel silenzio.
-Promettimi che se divento ridicola me lo dici.
-Certo che non te lo prometto.
-Allora lo sono già diventata!
-No, sei semplicemente leggera. Leggera e bellissima.

Quando esce dal nostro “baretto preferito” la guardo dietro il vetro. Leggiadra e sollevata. Il mio pensiero viaggia verso l’uomo che ogni notte da qualche notte le dorme accanto, penso a cosa potrebbe pensare di lei mentre lei perde del tempo loro a chiacchierare con me; vengono alla mia mente del cuore due immagini. La prima è un verso de Roberto Juarroz: “Guardo passare le donne/ sulla cresta della strada/ di qualsiasi angolo del mondo/ e dietro la loro forma e la mia schiuma/ ritrovo sempre la tua forma e la mia marea”. La seconda sono i miei genitori, durante le loro sieste, quando impedivano le vicinanze di chiunque nelle loro stanze, ad un punto tale che, anche quando mio fratello inventava delle scuse per entrare nelle loro alcove, lo si ammoniva: “Suo padre ha detto che non deve disturbarli, loro non hanno tempo da perdere…”
Allora non si sapeva né s’intuiva quale tipo di tempo mio padre e mia madre non potessero perdere ma, guardando mia amica, condivisi l’urgenza dei miei genitori e mi lasciai prendere da un pensiero che avrei voluto fosse grido: “Corri corri amica mia! Non perdere un secondo del tempo dei baci!”

Roma, odora di primavera, il sole si affaccia delicatamente, la vita paventa fedeltà alla gioia. 2011 – Maria A. Listur

“There are some glances that help the twilight to become night”
Roberto Juarroz

The eyes have turned in to sky.
The skin has returned to be of a baby.
The step is irreparably full.
The laughter resounds far away.
I tell her to her unique and opened chest:

-You are in love.
-Don’t say that. She replies unveiled.
-You-are-in-lo-ve!
-Hush hush hush!

I lift her in an embrace that wants to celebrate an age in which we didn’t know each other, the adolescence. I have hugged the time that we haven’t shared holding her in laughter. I was delighted of so much vulnerability, of life being able of retreating in a moment.

-Promise me you won’t tell anybody.
-I will not have the desire of telling it since you are saying it.
-I won’t tell anybody.
-You are saying it in silence.
-Promise me that if I act silly you will tell me.
-Of course I am not going to promise.
-It means that I am already acting so!
-No, you are simply light. Light and magnificent.

When she leaves from our “favourite spot” I see her from behind the glass. Lighten and lifted. My thought travels towards the man that each night since few nights is sleeping next to her, I think what he could think of her while she wastes some of their time chatting with me; Two images come to my mind of the heart. The first one is a thought of Roberto Juarroz: “I see women passing by/ on the side of the street/ of every corner of the world/ and behind their shape and my foam/ I always find your shape and my tide again ”. The second one is my parents, during their naps, when they prevented the proximity of anybody from their rooms, in such a way that, even when my brother invented excuses to enter their alcoves, he was admonished: “Your father said that you must not disturb them, they have no time to waste…”
At that time it wasn’t known neither was deducible what type of time my father and my mother couldn’t waste, looking at my friend, I shared the urgency of my parents and I let my self be taken by a thought that I would want it to be a scream: “Run run my friend! Don’t you waste a moment of the time for kisses!”

Roma, scent of spring, the sun is showing delicately, life dreads fidelity to happiness. 2011 – Maria A. Listur

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