“Voglio far miracoli”/“I want to make miracles”

Leonardo da Vinci

-L’ambasciata le manderà un responsabile per il suo menù.
-Non posso comunicarlo a Lei?
-Non sono al corrente delle proposte gastronomiche.
-So già cosa desidero mangiare.
-Ah… Allora… Mi dica.
-Necessito ogni giorno cinque litri d’acqua minerale della zona, tre tazze di riso semi integrale alle ore 9, alle ore 13 e alle ore 17, quest’ultima tazza accompagnata da una tazza di verdure di stagione, anche questa, s’è possibile, della zona; altrimenti soltanto il riso.
-Niente altro?
-Due mele.
-Desidera dirmi a che ora dobbiamo svegliarla?
-Mi sveglio da sola.
-L’autista a che ora deve passare?
-Vado a piedi.
-Nevica.
-Ho delle buone scarpe.
-E la giacca?
-Leggera.
-Si può raffreddare.
-E la sicurezza?
-Nessuno mi riconosce. Mai. Buon lavoro. Ci vediamo domani, due ore prima della presentazione.
-Questa sera è stato organizzato, per Lei, un ricevimento…
-Avrebbero dovuto farle sapere che non partecipo ai ricevimenti che ospitano più di tre persone, me inclusa.
-Questo sarebbe il comunicato?
-Dica quello che Lei desidera. Sarò d’accordo, tranne che per una bugia.
-Dirò quello che Lei ha detto.
-Grazie, buon pomeriggio.
-Non ha bisogno di me? Credevo dovessimo lavorare.
-Stiamo lavorando.
-Io non avrei niente da fare se non sto con Lei.
-Lavori sul riposo.
-Sono abituato ad altri ritmi.
-Li modifichi.
-Come?
-Faccia quello che di costruttivo non ha mai fatto.
-E se lei dovesse avere bisogno di me?
-Non accadrà. A domani.
-A domani.

Mentre si chiudevano le porte dietro l’assistente, un sorriso si disegnava sul volto imponente e bianco ricordando le parole di Michael J. Gelb:

“Penso continuamente a quelli che furono veramente grandi.
Che, dal grembo materno, ricordavano la storia dell’anima
per i corridoi di luce dove le ore sono soli,
senza fine e melodiosi. Che la bella ambizione
avevano di far parlare le loro labbra, ancora impresse
dal fuoco, dello Spirito, vestiti da capo a piedi di canto.
E che accumularono dai rami di primavera
i desideri che cadevano attraverso i loro corpi come fiori.”

Roma, festeggiata ed infuocata. 2011 – Maria A. Listur

“I want to make miracles”
Leonardo da Vinci

-The embassy will send its person in charge for your menu
-Can’t I tell it to you?
-I am not aware of the gastronomical proposal.
-I know what I would like to eat.
-Ah… Then… Tell me.
-I need everyday five liters of mineral local water, three cups of rice light brown rice at 9 o’clock, at 1 o’clock at 5 o’clock, this last cup served with a cup of season’s vegetables, and this also, if it is possible local; otherwise only rice.
-Nothing else?
-Two apples.
-Would you like to tell at what time we have to wake you up?
-I wake alone.
-At what should the driver pick you up?
-I walk.
-It’s snowing.
-I have some good shoes.
-And the jacket?
-Light.
-You could catch a cold.
-And security wise?
-No one recognizes me. Ever. Good job. I will see you tomorrow, two hours before the presentation.
-Tonight it has been arranged, for you, a reception…
-They should have told you that I don’t attend receptions that host more than three persons, myself included.
-That is the release?
-Say what you will. I will agree, but not for a lie.
-I will say what you have said.
-Thank you, good afternoon.
-Don’t you need me? I thought we had to work.
-We are working.
-I have nothing to do if I am not with you.
-Work on resting.
-I am used to other rhythms.
-Change them.
-How?
-Do something constructive that you have never done.
-And if you should be in need of me?
-It won’t happen. See you tomorrow.
-See you tomorrow.

While the door were closing behind the assistant, a smile drew on the imposing and white face remembering the words of Michael J. Gelb:

“I think constantly to those who were really great.
Whom, from the mother’s womb, remembered the story of the soul
through the corridors of light where the hours are alone,
endless and melodious. What a beautiful ambition
they had to make their lips talk, yet burnt in
by the fire, of the Soul, dressed from head to toes by chant.
And that accumulated from the limbs of spring
the desires that fell off through their bodies like flowers.”

Rome, celebrated and burned. 2011 – Maria A. Listur

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...