Palabras

Parole

-Cosa ti succede? Hai litigato con Gabriella?
-Litigato? Ora non sono così erotica…

-Ti ho detto che ti amo!
-Ma… è una ridondanza!

-Se ti sono utile, puoi contare su di me.
-Sono uno strumentista non un attrezzista.

-Potresti fare un po’ di meno?
-In quale senso? Credevo di non muovermi…
-Con l’immaginazione.

-Potremo provare a passare un fine settimana insieme.
-Facciamo il giro dell’isolato, un giorno in cui siamo molto stanchi, mangiando un gelato e sotto il sole… vediamo cosa ci viene da dire, poi decidiamo per quarantotto ore insieme.

-Tu non puoi permetterti di urlare in questo modo, ma chi sei? Non sembri un essere umano!
– Sono un essere “fumano” anche io! Ho quattro anni! Sono grandeeeeeeeeeeeee!
-Io ne ho quarantasei, sono più grande di te, sono anche io un essere fumano, e non ti permetto che urli come se ti stessero dando delle sberle!
-Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Non voglio le perle!
-Le sberle!
-Ahhhhhhhhhhhhhh!
-Smettila! Guarda che se continui così sentirai come urlo anch’io!
Subitamente si tranquillizza e con aria provocatoria dice:
-Tu non urli! Tu non sai urlare! Tu sei mia zia.

-E la parola sesso?
-Nesso. Annesso. Esso.

“Indemoniati dalla parola,
anche se non esistono da molto tempo i demoni.
Condannati dalle parole,
anche se non esistono neanche giudici validi.
Maledetti dalla parola,
anche se sono cessati le congiure e gli stregoni.
Mutilati dalla parola,
anche se hanno perfezionato le protesi
e altri linguaggi sembrano attenderci.
Silenziati dalla parola,
che consuma le sue ultime braci
come in un patto indissolubile.

La parola è una freccia ardente
che portiamo trafitti,
però fuori c’è il freddo senza limiti.”

Roberto Juarroz

Roma, quando il sole bagna le torri, il vento fa cantare i cristalli. 2011 – Maria A. Listur

Palabras
Words

-What happened? Did you have a fight with Gabriella?
-Fight? I am not that heroic…

-I told you I love you!
-But… it is redundant!

-If I am useful, you can count on me.
-I am a instrumentalist not a gymnast.

-Can you do a little less?
-In what way? I thought I wasn’t moving…
-With your imagination.

-We could try to spend a weekend together.
-Lets go around the block, in a day in which we are tired very, eating an ice cream and under the sun…let’s see what we have to say, then we decide for forty-eight hours together.

-You can’t afford to scream this way, who are you? You don’t seem a human being!
– I am a “yuman” being too! I am four! I am biiiiiiiiiiig!
-I am forty-six, bigger than you, I am also a yuman being, and I do not allow you to scream as somebody was slapping you!
-Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh! I don’t want flapping!
-Slapping!
-Ahhhhhhhhhhhhhh!
-Stop it! If you keep screaming you’ll hear how I scream!
Suddenly he calms down and provokingly says:
-You don’t scream! You can’t scream! You are my aunt.

-And the word sex?
-Next. Pretext. Vex.

“Possessed by the word,
even if demons have not existed for so long.
Condemned by word,
even if good judges do not even exist.
Damned by word,
even if conspiracies and wizards have ceased.
Mutilated by word,
even if prosthetics have been improved
and other languages seems to be waiting for us.
Silenced by word,
that burn its last embers
as in a indissoluble pact.

The word is a burning arrow
that we carry pierced,
though outside there is a limitless coldness.”

Roberto Juarroz

Rome, when the sun lights the towers, the wind makes the crystals sing. 2011 – Maria A. Listur

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