Protagonismo/Self-promotion

A Mimmo Liquori

Quasi mezzanotte. Arrivo a casa.
Salgo le scale cercando le chiavi che capricciosamente si sono innamorate del fondo della mia borsa. Le trovo.
Salgo l’ultimo piano di scale alzando la testa. Lo vedo piazzato sull’androne di casa mia.
Non saluta.
Sorrido.
Si sposta per lasciarmi passare.
Ha un’aria aristocratica e un po’ sprezzante.

Seconda sera.
Stessa scena.
Da aggiungere che è appoggiato sulla ringhiera che non chiudo mai.

Terza sera.
Non esco ma, verso mezzanotte, mi affaccio sull’androne per vederlo attendermi.
Arriva lento, silenzioso.
S’appoggia ancora alla ringhiera.
Chiudo la porta rassicurata.
Non riesco ad avvicinarmi.

La mattina seguente chiedo al mio vicino di casa:
-Conosci quello che si piazza tutte le sere sull’androne di casa mia?
-Certo. Si chiama Panda.
-Si è fissato con me.
-Non vorrei deluderti ma… la mia gatta è in calore…

Nella notte sogno una specie di Batman che è gatto invece che pipistrello.
Mi sveglio ridendo.
Mi riaddormento ricordando l’inizio d’una poesia:
“E’ ingiusto, cuore mio felino, che le nostre rispettive vite
salgano scale diverse.
Io in una delle stagioni della mia vita, pur breve,
ti avrò visto nascere, crescere, divenire maturo, invecchiare
e poi morire. Per te sarò esistito da sempre,
e per sempre esisterò e il nostro sarà un amore eterno.
(…)

Al mio gatto
Gabriele Policardo

Roma, che ospiti i miei sogni e le mie intenzioni. 2011 – Maria A. Listur

 

Self-promotion
To Mimmo Liquori

Almost midnight. I arrive at home.
I climb the stairs looking for the keys that fancifully have fallen in love for the bottom of my bag. I find them.
I climb the last floor rising up my head. I see him placed on the entrance of my house.
He doesn’t greet me
I smile.
He moves away to let me in.
He is a bit aristocratic and a bit overconfident.

Second night.
Same scene.
Have to add that he is leaning on the door that I never close.

Third night.
I don’t go out but, at midnight, I take a look at the entrance to see him waiting for me.
He arrives slowly, quietly.
He leans on the gate.
I close the door self-assured.
I can’t go closer.

The next day I ask to my house neighbor:
-Do you know that one who places himself every night to the entrance of my house?
-Of course. His name is Panda.
-He has a crush on me.
-I wouldn’t want to break your heart but… my cat is rutting…

In the night I dream a sort of Batman who is a cat more than bat.
I wake up laughing.
I fall asleep remembering the beginning of a poem:
“It is unfair, feline heart of mine, that our respective lives
climb on different scales.
Me in one of my seasons of my life, indeed short,
will see you born, raise, become more mature, get old
and then die. For you I will have always existed,
and forever will and ours will be eternal love.
(…)
To my cat
Gabriele Policardo

Rome, you who host my dreams and my intentions. 2011 – Maria A. Listur

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