Specchio e Labirinto/Mirror and Labyrinth

A tutte le persone che sono parte attiva o memorie del gruppo relazion@rte.

-I teatri sono tutti in deficit, non ci possono produrre…
-Pensiamo ad uno spazio altro.
-Lo paghiamo noi?
-Cerchiamo aiuto, altrimenti, lo paghiamo noi…
-Ed i diritti?
-Lo scriviamo noi o prendiamo un classico.
-Anche se trovi risposta a tutti le difficoltà non mi rallegri!
-Lo so. Non ti voglio rallegrare, ho intenzione di resistere!
-Chi te lo fa fare?
-Non lo so. Se non resisto esplodo.
-Come mai non te ne vai? Non sei nemmeno italiana!
-Non ho bisogno d’andarmene, sono in viaggio.
-Proprio perché sei sempre in viaggio, cerca di non darmi risposte come se la situazione in Italia non ti pesasse! Non ti credo!
-Non mi pesa? Mi duole! Profondamente.
-Allora non parlare di “spazi altri”, anche quelli sono viziati dalle “regole all’italiana”!
-Lo spazio altro possiamo essere io, tu, la resistenza, la modalità con cui proviamo a relazionare anche nel disagio, nel tradimento, nell’impotenza.
-Io mi occupo di cultura! Non mi pagano per resistere!
-Mi ricordi qualcuno che poco fa mi ha detto che si sentiva “in trincea”… Ma quale trincea? Cosa dovrebbero dire le persone della cultura che sono stati imprigionati da diversi regimi, anche uccisi? Io non devo essere pagata per resistere! Io resisto e basta!
-Visto che parli di morte allora che mi dici del giornalista precario morto suicida?
-Per favore! Lascia quell’uomo in pace! Non conosco la sua storia ma m’intimorisce l’associazione del suo atto finale con la parola “precario”… Sembra quasi un invito, un’alternativa ad un cambiamento che ci dà la sensazione di essere schiacciati.
-E allora? Se riconosci lo schiacciamento, come puoi invitare a resistere?
-Non invito! Sento di avere il piacere di resistere! Ti propongo di fare qualcosa di intimo! Accetti oppure no!
-Ho già accettato! Ma mi devi dire la tua ragione profonda, non me l’hai mai detta!
-Quale ragione?
-Ciò che si trova sotto la tua resistenza. Altrimenti non mi sento in una posizione di parità.
-Non conosco ragioni, sragiono. E ogni giorno sragiono con chi prima di me ha nominato il cammino che sembra ricrearsi ma che non è altro che infinite memorie ripetute. Oggi ho trovato il mio pezzo di strada tra il 1943 ed il 1944, quando Roma era occupata e Giuseppe Ungaretti scriveva “Accadrà?”:

“Tesa sempre in angoscia
E al limite di morte:
Terribile ventura;
Ma, anelante di grazia,
in tanta Tua agonia
Ritornavi a scoprire,
Senza darti mai pace,
Che, nel principio e nei sospiri sommi
Da una stessa speranza consolati,
Gli uomini sono uguali,
Figli d’un solo, eterno Soffio.

Tragica Patria, l’insegnasti prodiga
A ogni favella libera,
E ne ebbero purezza dell’origine
Le immagini remote,
Le nuove, immemorabile radice.

Ma nella mente ora avverrà dei popoli
Che non più torni fertile
La parola ispirata,
E che Tu nel Tuo cuore,
Più generosa quanto più patisci,
Non la ritrovi ancora, più incantevole
Quanto più ascosa bruci?

Da venti secoli T’uccide l’uomo
Che incessante vivifichi rinata,
Umile interprete del Dio di tutti.

Patria stanca delle anime,
Succederà, universale fonte,
Che tu non più rifulga?

Sogno, grido, miracolo spezzante,
Seme d’amore nell’umana notte,
Speranza, fiore, canto,
Ora accadrà che cenere prevalga?”

Roma, in alto alle Mura Aureliane, col vento a favore della forza. 2011 – Maria A. Listur

 

Mirror and Labyrinth

To all those persons who are active part or memory of the relazion@rte group.

-Theatres are all in deficit, they cannot produce us
-Let’s think about another space.
-Do we pay for it?
-Let’s look for help, otherwise, we pay for it…
-And copyright?
-We even write it or can take a classic.
-Even if you find the answers to all the difficulties you don’t make me feel better!
-I know. I don’t want to make you feel better, I want to resist!
-Who makes you do it?
-I don’t know. I f I don’t resist I am going to explode.
-Why don’t you go away? You are not even Italian!
-I don’t need to go away, I am travelling.
-Well since you are travelling all the time, try not to give me answers like the situation in Italy doesn’t bother you! I don’t believe you!
-It doesn’t bother me? It hurts me! Profoundly.
-Then stop talking about “other places”, even those are spoiled by “rules in the Italians way”!
-The other space could be me, you, the resistance, the ways we try to relate even in the uneasiness, in the betrayal, in the impotence.
-I deal with culture! No one pays me to resist!
-You remind me of somebody who just a while ago said that he felt “under attack”… What attack?
What should all those persons of the culture who have been imprisoned, even killed, by different regimes say? I don’t have to get pay to resist! I resist and that is it!
-Since you talk about death what do you have to say about that freelance journalist who died suicidal?
-Please! Let that man alone! I don’t know his story but I am afraid of the association of the word “freelance”… It seems like an invitation, an alternative to a change that gives us the sensation to be crushed.
-Well then? If you recognize the crushing, how can you invite to resist?
-I do not invite! I feel I have the pleasure of resisting! I am proposing to do something intimate! It’s up to you!
-I have already accepted! But you have to tell me the real reason, you have never told me!
-What reason?
-What it is beneath your resistance. Otherwise I don’t feel to be leveled with you.
-I don’t know reasons, I go mad. And everyday I get mad with those before me who have named the path that seems to recreate itself but it is nothing but repeated infinite memories. Today I have found my piece of path between 1943 and 1944, when Rome was invaded and Giuseppe Ungaretti wrote “Accadrà?”:

“Tense always in agony
and on the limit of death:
Terrible fortune;
But, yearning for grace,
in such agony of Yours
Would come back to discover,
Ever giving yourself no peace,
That, in the principle and in the greatest sigh
Consolidated by the same hope,
Men are equal,
Sons of a unique, eternal Breathe.

Tragic Motherland, you taught prodigally
To every free language,
And they had purity of origin
Distant images,
The new, unmemorable roots.

But in the mind it will happen of the people
That you will never be fertile again
The inspired word,
And that You in Your heart,
More generous the more you suffer,
Won’t find it again, more enchanting
The more you burn hidden?

Since twenty centuries before man is killing you
Who you ceaselessly reinvigorate reborn,
Humble interpreter of everybody’s God.

Motherland tired of the souls,
Will it happen, universal spring,
That you will never be bright again?

I dream, scream, broken miracle,
Seed of love in the humanly night,
Hope, flower, chant,
Will it happen that the ash will prevail?”

Rome, high in the Aurelian’s Walls, with the tailwind of strength. 2011 – Maria A. Listur

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