Stimare/Estimate

-La misura non ha nessuna importanza!
-Ecco la misura della tua ignoranza!
-Sei tu l’ignorante… Tu ignori il calore, lo spazio…
-Invece proprio perché conosco molto bene il calore e lo scivolamento nello spazio ti dico che la misura ha la sua importanza!
-Mi deludi … Tanto profonda, tanto calorosa e ti perdi in un dettaglio…
-Io non mi perdo … Utilizzo certe minuzie soltanto per non offendere, anche per compassione!
-Ora rischi la crudeltà! Come puoi dire per compassione?
-E sì… qualche volta uno non può più ritirarsi…
-Ma chi sei? Oltre ad avere dei pregiudizi, sei disonesta?
-Disonesta?
-E sì! Ora non mi dirai che la tua compassione la confessi?
-No! Certo che no. Che bisogno c’è? Tacere non significa che uno sia disonesta…
-Invece sì perché anche se le misure non sono quelle che rientrano nella tua prospettiva, tu resti lì facendo credere all’altro che tutto va bene, che ti trovi bene!
-Senti! Non condivido. Io resto lì ma senza far credere niente a nessuno; resto semplicemente perché sono lì!
-Che generosità!
-Scusa ma, non mi piace per niente la tua modalità… Se senti che, per te, uno piccolo, va bene e ti risulta anche bello, io non ho niente in contrario ma, permetti che io preferisca quello di misure più consone alla mia altezza.
-Ah! Allora tu credi che sia la tua altezza quella che ti fa apprezzare certe dimensioni?
-No, no no no! Che hai? Ti sto dicendo soltanto quello che gradisco…
-Invece stavi dicendo che la misura ha la sua importanza. Non parlavi soltanto di te! Io so che stai pensando che difendo le misure piccole perché sicuramente non ho l’esperienza necessaria per apprezzare le misure grandi.
-E’ vero. Lo penso. No, scusa. Lo so.
-Tutto perché io sono bassa?
-No, perché non hai avuto la necessità fisica delle grandi misure.
-E secondo te, come si fa a sapere se effettivamente non ho la necessità fisica della grandezza?
-Facile. Vieni da me, te lo faccio provare.
-Per quanto tempo?
-Una notte, ti sembra sufficiente?
-Non lo so. Proviamo…
-So che poi t’innamorerai…
-Perché?
-Perché è fatto veramente bene: in lattice, anallergico, senza le molle e poi… ti metterò delle lenzuola di seta.

Avrei voluto ascoltare ancora, avevo la sensazione che fossero consapevoli del mio ascolto e che godessero dello spettatore ma, dovevo andare via. Uscii dal negozio accompagnata dal ricordo di Francesco Burdin: “I cantanti che prolungano arbitrariamente gli acuti per guadagnare l’applauso, i maschi che protraggono per vanità l’acme sessuale, tolgono alla musica e al sesso la qualità essenziale: la misura.”

Roma, che quando perde il sorriso, lo si ritrova nelle voci degli altri. 2011 – Maria A. Listur

 

Estimate

The size is not important!
-This is the size of your ignorance!
-You are the ignorant… You ignore warmness, the space…
-It is because I know well warmness and the sliding in space instead that I tell you that size has its importance!
-You disappoint me… So profound, so warm and you get lost in a detail…
-I don’t get lost… I use some expedients not to offend, even for compassion!
-Now you sound cruel! How can you say for compassion?
-Well yes… sometime one cannot draw back…
-Who are you? Besides having some prejudices, you are dishonest?
-Dishonest?
-Well yes! Now you are not going tell me that you do confess your compassion?
-No! Of course not. What for? To be silent doesn’t mean to be dishonest…
-Yes it does because even if the measures are not those that belong to your perspective, you remain there making the other believe that everything is fine, that you are all right!
-Look! I don’t agree. I stay there but I don’t make anybody believe anything; I simply stay because I am there!
-How generous!
-Excuse me but I don’t like your attitude at all… If you feel that, for you, a small one, is all right and also looks good to you, I have nothing against it but, allow me to prefer the one with measurements more appropriate to my height.
-Aha! So you think that it’s your height that makes you appreciate certain dimensions?
-No, no no no! What’s wrong with you? I am just telling you what I prefer…
-You were saying that the size has its importance. You weren’t talking about yourself only! I know that you are thinking that I am defending small sizes because I surely don’t have the necessary experience to appreciate bigger sizes.
-It’s true. I think so. No, sorry. I know so.
-All this because I am short?
-No, because you have never had the physical necessity of big sizes.
-And according to you, how is it possible to know if I really have no physical necessities for greatness?
-Easy. Come to my place, I’ll let you try it.
-For how long?
-A night, is it enough for you?
-I don’t know. Let’s try…
-I know you’ll love it…
-Why?
-Because it’s really well done: in latex, anti allergic, with no springs and then… I’ll put on some silk sheets.

I wanted to listen more, I had the sensation that they were aware of my listening and that they were enjoying the audience but, I had to go. I left the shop accompanied by the memory of Francesco Burdin: “Singers that arbitrarily extend the high pitch to earn the applause, males that prolong the sexual acme for vanity, subtract from music and sex the essential quality: the measure ”

Roma, when the smile gets lost, it is found in other’s voices. 2011 – Maria A. Listur

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