“Quello che vi è di più profondo nell’uomo, è la pelle.”/“What is mostly profound in man, is the skin.”

Valéry, L’Idea fissa

L’occhio segue il suono della foglia mentre cade. La foglia percorre del tempo per arrivare al pavimento. Il tempo di caduta sarà determinato dal vento? Si chiede la bambina mentre sente il cammino della foglia.
La bambina si alza e si lascia accarezzare dal vento, spera che il vento la sollevi con la stessa semplicità che ha fatto cadere la foglia. Attende inutilmente. Soltanto i capelli ed il vestito si spostano per volontà della brezza.
Il profumo della bambina arriva al cane che dorme sotto il roseto. Il cane s’alza e corre verso un vestito in movimento. Abbaia. Ride come soltanto sanno fare i cani.
Gli occhi della bambina si aprono per guardare il cane. Lei sorride come fanno le bambine sole.
Una voce interrompe gli incontri:
-Mia, la merenda è pronta.
La bambina chiude gli occhi ancora sperando di essere sollevata ma la voce insiste:
-Smetti il giochino del non vedo quindi non sento e vieni immediatamente a fare merenda!
Il cane si è seduto accanto alla bambina, attende. Mia non si muove e ascolta i suoni del giardino. Chiede che qualcuno la sollevi da tanto rumore:
-Mia, se non sei qui in due minuti, ti viene a prendere Clara!
La bambina non risponde. Resta prigioniera del vento. Dopo poco, una ragazza la prende per mano per portarla via ma lei non apre gli occhi, neanche per guardare se il cane la segue. Il cane la segue. Tutto lentamente.
Mentre camminano verso la casa, Clara chiede a Mia:
-Perché fai così? Apri gli occhi amore… Sono tre ore che sei lì… Non puoi stare tutto il tempo a fare questo gioco… Mia, ti prego, mi parli?
La bambina apre gli occhi, si gira verso il suono del cane che scodinzola, la ragazza prega:
-Guardami. Mi puoi guardare?
Mia butta la testa indietro con gli occhi aperti, verso Clara, poi dice:
-Stai zitta… Se tu parli, il vento si ferma, zitta, fammi vedere il vento.
Dice questa frase mentre la sorella la trascina quasi di peso per il giardino mentre la bambina alza la mano libera come se volesse trattenere l’aria tra le dita.
La mia prospettiva dall’alto mi consente di scoprire che, la bambina senza vista, ha occhi nelle dita. Clara e Mia entrano nella loro casa, io mi ritiro dalla finestra. Sento:
“Orecchio, porta della mia voce che ti ha sedotto.
Ti amo, tu che hai dato un senso all’immagine
Grazie all’Idea.”

Apollinaire, Le nove porte del tuo corpo

Roma, risuona lontano il tuo dorato autunno. 2011 – Maria A. Listur

 

“What is mostly profound in man, is the skin.”
Valéry, The fixed idea

The eye follows the sound of the leaf while it falls. The leaf takes some time to arrive to the floor. The time of the falling is it determined? The girl asks herself while she hears the path of the leaf.
The girl stands up and let herself be caressed by the wind, she hopes that the wind lifts her up with the same easiness that made the leaf fall. She waits in vain. Only the hairs and the dress are moved by the breeze’s force.
The perfume of the girl reaches the dog that is sleeping under the rose garden. The dog stands up and runs towards a moving dress. Barks. Laughs as only dogs can do.
The eyes of the girl get opened to watch the dog. She laughs as only lonely girls do.
A voice interrupts the encounters:
-Mia, the snack is ready.
The girl closes her eyes again hoping to be lifted but the voice insists:
-Stop that game of I don’t see therefore I don’t hear and come immediately to eat your snack!
The dog is sitting next to the girl, he waits. Mia is not moving and listens to the sounds of the garden. She asks that somebody lift her up from so much noise:
-Mia, if you don’t come in two minutes, Clara will come and get you!
The girl doesn’t answers. She remains trapped by the wind. After a while, a girl takes her by the hand to take her away but she doesn’t open her eyes, not even to watch if the dog is following her. The dog follows her. Everything slowly
While walking towards the house, Clara asks Mia:
-Why you do like that? Open your eyes my love… You have been there three hours… You can’t stay there all the time doing this game… Mia, I beg you, would you talk to me?
The girl opens her eyes, turns towards the sound of the dog that is wagging, the girls asks:
-Look at me. Would you look at me?
Mia turns her head back with her eyes opened, towards Clara, then she says:
-Be quiet… If you talk, the wind stops, hush, let me see the wind.
She says the phrase while her sister almost drags her through the garden while the girl raises her free hand as she wants to hold the air between her fingers.
My perspective from above allows me to discover that, the girl with no sight, has eyes in her fingers.
Clara and Mia go inside their house, I draw back from the window. I feel:
“Ear, door of my voice that has seduced you.
I love you, you have given sense to the image
Thanks to the Idea.”

Apollinaire, The nine doors of your body

Rome, your golden autumn resounds afar. 2011 – Maria A. Listur

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