Jurgen Habermas

“È la necessità di un agire coordinato che induce, nella società, il bisogno della comunicazione.”

-Buonanotte.
-Buonanotte.
-Dove sta andando?
-A casa.
-Vicino?
-Molto.
-Non ha paura?
-Di cosa.
-Sono le due.
-Non porto l’orologio.
-Esce sempre da sola.
-Spesso.
-Conosce il quartiere?
-E lei?
-Cosa?
-Lo conosce?
-Sì. Io ci abito.
-Allora è lei che ha paura.
-Sono un uomo.
-Io sono tranquilla.
-Ma è sempre una donna.
-Impaurita abbastanza da farmi accompagnare.
-Io la vedo da sola.
-Invece e lei che mi sta accompagnando.
-E non le faccio paura?
-Ha bisogno d’impaurirmi?
-E la terza volta che la vedo attraversare la piazza a questa ora. Sono curioso. Cosa fa?
-Vado a casa.
-Dove abita?
-Sono arrivata.
-Si è veramente fatta accompagnare.
-Eh sì. Buonanotte.
-Buonanotte.
I gradini della scala che mi porta a casa scricchiolano dando musica al pensiero, accompagna le poesie scritte in prosa da Roland Dubillard: “La notte, quando s’incontra qualcuno, ci si domanda se sia noi stessi. (Nella notte è sempre me che rincontro.)”

Parigi, una luna che sa di sole, una pioggia che sa di sete. 2011 – Maria A. Listur

 

Jurgen Habermas
“It is the necessity of a coordinated action that induces, in society, the need of communication.”

-Goodnight.
-Goodnight.
-Where are you going?
-Home
-Near?
-Very.
-Aren’t you afraid?
-Of what.
-It’s two.
-I don’t have a watch.
-Do you often go out alone?
-Often.
-Do you know this neighborhood?
-And you?
-What?
-Do you know it?
-Yes. I live here.
-Then it’s you who is afraid.
-I am a man.
-I am serene.
-But you still are a woman.
-Afraid enough to let myself be escorted.
-I see you alone.
-In fact it’s you who is escorting me.
-Don’t I make you scared?
-Do you need to scare me?
-It’s the third time I see you crossing the square at this hour. I am curious. What are you doing?
-Going home.
-Where do you live?
-I have arrived.
-You really made me escort you.
-Well yes. Goodnight.
-Goodnight.
The steps of the stairs that brings me home are creaking giving music to the thought, it accompanies the poems written in prose by Roland Dubillard: “At night, when we meet someone, we ask ourselves if it is us. (At night it is always me who I encounter.)”

Paris, a moon that feels like sun, a rain that feels like thirst. 2011 – Maria A. Listur

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