“Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.”/“Everything is relative. Take an ultra centenary who breaks a mirror: he will be quite happy to know that he has still seven years of misfortune.”

Albert Einstein

-Il suo flan è meraviglioso!
-Grazie.
-Cavoli e carciofi! Un’unione eccellente!
-Mais e piselli.
-Avrei giurato che erano cavoli e carciofi…
-Mais, piselli, chiare d’uovo, fontina, erbe di stagione, coriandolo…
-Come ho fatto a non rintracciare il pisello… je… je…
-E pensi che stato un omaggio a voi tutti!
-Che battutina…
-L’omaggio?
-Ah… Impunita la ragazza! Je… je…
-Ridente il signore!
-Il ragazzo vorrà dire.
-Ora l’età dei ragazzi si è allungata fino ai sessanta anni?
-Mi avevano descritto lei in un altro modo.
-Invece io non ho avuto nessuna descrizione di nessuno, neanche della festa; abbiamo soltanto condiviso il menù.
-Una volta dicevano che ero un piatto prelibato… Je… Je…
-Una volta.
-E di lei cosa dicevano cara ragazza?
-Dicevano che ero una signora anche quando avevo diciassette anni.
-Che pena…
-Dipende.
-Da cosa?
-Da chi assaggia i propri piatti.
-Ha fatto altro per questa cena?
-Sì. Un flan di funghi e una torta di lime.
-Strane pietanze per una festa di capodanno…
-Può darsi.
-Lei non festeggia? Credevo fossimo un gruppo di gente invitata a festeggiare.
-Io festeggio ogni giorno.
-Le hanno mai detto che è antipatica?
-Sì.
-Ma nessuno le ha mai detto che lei è “naturalmente” antipatica… Je… je…
-Secondo Christian Boiron “il naturale” è un concetto obsoleto che non trova più riscontro in alcuna realtà scientifica o filosofica.
-Lei condivide questa scemenza?
-Sì.
-Allora lei è antipatica e basta?
-Sì, quanto lei è ingrato.
-Ingrato? Di cosa?
-Delle cose che invece di mangiare sta ingurgitando…
Appoggia il piatto sulla piccola tavola davanti a noi. Mi guarda dritto negli occhi e avvicinandosi frontalmente al mio viso, articola lentamente e con certa fatica (il mio interlocutore soffre di una forte disfonia dovuta all’asportazione delle corde vocali):
-Lei è scortese.
-E lei è riuscito a sussurrare.
-Lei sa che io parlo perché mi sono incaponito? Quando avevo le corde non parlavo così tanto? Ora mi prendo una rivalsa!
-Che intelligente… Provi a prendersi una rivalsa rimanendo in silenzio, vedrà quante ragazze della sua età le faranno dei flan ai carciofi…
Mi alzo per andare a prendere del vino.
-Dove va?
-Mi prendo una pausa.
-Mi porta l’altro flan?
-No.

Arriva mezzanotte e la gente si abbraccia come se prima di quel momento fossimo stati a condividere più dell’aria. Sorrido dalla semplicità con cui spesso l’umano abbia necessità di darsi “ragioni” per festeggiare e come perde l’occasione di festeggiarsi ogni giorno. Ricordo ancora C. Boiron mentre – ridendo del mio gusto di essere profondamente fastidiosa – torno a casa: “Quando si è felici non si ha paura del giudizio dell’altro perché non si ha paura del proprio giudizio.”

Roma, grata del passaggio, dell’attraversamento, dei fuochi che non si vedono. 2012 – Maria A. Listur

 

“Everything is relative. Take an ultra centenary who breaks a mirror: he will be quite happy to know that he has still seven years of misfortune.”
Albert Einstein

-Your flan is wonderful!
-Thanks.
-Cabbage and artichokes! A perfect union!
-Corn and green peas.
-I would have swore it was cabbage and artichokes …
-Corn, green peas, albumen, fontina cheese, season’s herbs, coriander…
-How could I not notice the peas…he…he…
-Think that it was homage to all you men!
-What a joke…
-The homage?
-Ah… Bad girl! He… he…
-What a laughing man!
-Boy you wanted to say.
-Now boy’s ages has been stretched up to sixty years old?
-They have described you differently.
-I on the contrary didn’t have any description of nobody, not even of the party; we have just shared the menu.
-Once they used to say I was a quite delicious meal… He… He…
-Once.
-What they used to say about you dear girl?
-They used to say that I was a lady even when I was seventeen.
-How bad…
-It depends.
-On what?
-On who tastes its own meals.
-Have you cooked anything else for tonight?
-Yes. A flan of mushrooms and a lime cake.
-Strange food for a new year’s dinner…
-Could be.
-You don’t celebrate? I thought we were a group of people invited to celebrate.
-I celebrate every day.
-Has anyone ever told you that you are unlikeable?
-Yes.
-But nobody has ever told you that you are “naturally” unlikeable… He… he…
-According to Christian Boiron “natural” it is an obsolete concept that has not anymore confirmation in any scientific or philosophical reality.
-And you agree with this foolishness?
-Yes.
-Then you are simply unlikeable?
-Yes, as much as you are ungrateful.
-Ungrateful? Of what?
-Of things that instead of eating you are gulping down…
He lays his dish on the small table in front of us. Looks straight in the eyes and getting frontally closer to my face, he articulates slowly and with a bit of fatigue (my interlocutor is suffering of a strong dysphonia due to the removal of the vocal cords):
-You are rude.
-And you have managed to whisper.
-You know that I speak because I am bashing on it? When I had the cords I didn’t talk so much? Now it’s revenge time!
-How smart… Try to take revenge being silent, you’ll see how many girls of your age will make you a flan of artichokes…
I stand up to go get some wine.
-Where are you going?
-I am taking a break.
-Can you bring me the other flan?
-No.
Midnight arrives and people hugs each other as before of that moment we where being sharing more than air. I smile of the simplicity by which often the human has the necessity of having “reasons” to celebrate and how he loses the occasion to celebrate every day. I remember again C. Boiron while – laughing of my taste of being deeply unlikeable – go home: “When we are happy we are not afraid of the other’s judgment because we are not afraid of our own judgment.”

Rome, grateful of the passage, of the crossing, of the fires that are not seen. 2012 – Maria A. Listur

One thought on ““Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.”/“Everything is relative. Take an ultra centenary who breaks a mirror: he will be quite happy to know that he has still seven years of misfortune.”

  1. Marcela Rocha ha detto:

    Toccante….
    Grazie,
    MR

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