“La verità non è ciò che è dimostrabile, ma ciò che è ineluttabile”/“Truth it is not what is demonstrable, but what is ineluctable ”

Antoine de Saint-Exupéry

-Grazie.
-Grazie a Lei.
-Sono B., collaboro con M.
-Piacere.
-Immaginavo un altro tipo di lavoro. Mi ha sorpreso.
-Per favore, non mi dica se nel bene o nel male.
-Nel…
Interrompe le parole permettendosi un gesto intimo. Si abbracciano con un’intensità che potrebbe essere indelicata se non fosse perché ogni spazio concavo coincide con una convessità altrui e lì dove sembra mancare contatto è l’anima a darsi da fare!. Si separano, si guardano, si baciano le mani. Addio.
Dopo qualche ora, le strade s’incontrano ancora, lo stesso incrocio ma in direzioni diverse. Si salutano alzando le mani, in silenzio.
Continuano la traiettoria prefissata.
Chi guarda dall’alto, si chiede: “Come si fa? Si può fare più di questo?”. Le forze che guardano intenerite, si rimettono a disposizione appena appare la concessione.
L’intensità dello sguardo e la traccia dell’abbraccio invita un bicchiere di vino in profonda solitudine, una sigaretta, un pensiero.
Chi andava verso est si ferma nella vineria vicino a casa – ancora aperta! pensa – chi andava verso nord cambia percorso verso est e decide di comperare il vino per il pranzo della domenica, non può rientrare a casa con lo spirito così illuminato, rischia di infuocare il taxi.
-Buonasera. Ha per caso un vino bianco di Terracina che si chiama O…
Prima di finire la frase vede da lontano, nel giardino interno, una mano con una sigaretta illuminata da una candela. La riconosce. Va verso il giardino, fissa la mano.
-Non ci posso credere! Siamo venuti nello stesso posto.
-Io ci posso credere…
-Posso sedermi?
-Con piacere.
-Cosa ha preso?
-Un Chardonnay.
-Prendo lo stesso.
-Mangia qualcosa?
-Sì. Scelga per me.
-Non potrei. Non lo farei neanche se la conoscessi.
-Giochiamo a che mi conosce.
-Non so giocare.
-Fa sempre sul serio?
-In ogni istante. Anche quando sembra che gioco.
-Allora gioca.
-Interpretazione altrui.
-Si butta seriamente in tutto?
-Sì.
-Boutès dietro il canto della sirena!
-Sì. Lei preferisce legarsi al palo?
-Diciamo che non so cosa sia slegarsi.
-Le consiglio un fiore di formaggi stagionati.
-Sta pensando ad altro e vuole scappare.
-Non c’è bisogno di scappare da chi è legato. Semplicemente ricordo una frase d’uno scrittore che proprio di Boutès ha scritto: “Quando Boutès lascia il suo remo, lui si innalza. Quando Boutès sale sul ponte, lui salta. Boutès danza”. Si chiama Pascal Quignard.

Roma, sa di essere tutto: una nave eterna, un canto infinito, anche salto. 2012  – Maria A. Listur

 

“Truth it is not what is demonstrable, but what is ineluctable ”
Antoine de Saint Exupéry

-Thank you.
-Thank you Madam.
-I am B., I work with M.
-It’s a pleasure.
-I was expecting another kind of work. You have surprised me.
-Please don’t tell me if it was positively or else.
-In a…
Interrupts the words allowing himself on an intimate act. They hug with an intensity that could be indelicate if it wouldn’t be that each concave space matches with the other’s convex space and where it seems to be lacking contact it is the soul that gets busy! They part, they look at each other, they kiss each other’s hands. Goodbye.
Some hours later, their path cross again, the same crossing but different directions. They wave at each other, silently.
They keep on their prefixed trajectory.
Who watches from above, asks: “How is it possible? Could it be done more than this?”. The forces that look tenderly at them, put themselves at disposition as soon as the concession appears.
The intensity of the glance and the trace of the embrace invites for a glass of wine in a profound solitude, a cigarette, a thought.
Who was going east stops at the winery near the house – still open! thinks – who was going north changes its path towards east and decides to buy wine for Sunday’s lunch, the person cannot go back home with the spirit so enlightened, that person risks to burn out the cab.
-Good evening. Do you have by chance a white wine from Terracina that goes by the name of…
Before finishing the sentence the person sees from far, in the inner garden, a hand with a cigarette illuminated by a candle. The person recognizes it. Goes towards the garden, stares at the hand.
-I can’t believe it! We came in the same place…
-I can believe it…
-May I seat?
-With pleasure.
-What are you having?
-A Chardonnay.
-I’ll take the same.
-Eating something?
-Yes. Choose for me.
-I couldn’t. I wouldn’t do it even if I knew you.
-Let’s pretend you know me.
-I don’t know how to play.
-Do you always act seriously?
-In each moment. Even if it seems a game.
-So you do play.
-Other’s interpretation.
-Do you always get in to everything seriously?
-Yes.
-Boutès after the mermaid’s chant!
-Yes. Would you rather tie yourself to the shaft?
-Let’s say I don’t know what it is to untie.
-I suggest a choice of ripe cheeses.
-You are thinking about something else and want to run away.
-It isn’t necessary to run from who is tied. I am simply remembering a sentence of a writer who wrote about Boutès: “When Boutès leaves the oar, he raises himself. When Boutès goes to the bridge, he jumps. Boutès dances”. His name is Pascal Quignard.

Rome, it knows to be everything: An eternal boat, an infinite chant, and a leap. 2012 – Maria A. Listur

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