Mascolinità/Masculinity

“L’uomo comincia con l’amare l’amore e finisce con l’amare una donna.
La donna comincia con l’amare un uomo e finisce con l’amare l’amore.”

Rémy de Gourmont

Ogni volta che li guardo riposare nel mio letto sento che
il tempo passato insieme potrebbe sfilacciarsi, in un attimo.
Le loro qualità, fedeltà e forza mi hanno protetta in inverno,
carezzato in estate.
Le primavere e gli autunni sono sempre stati conservati per dei viaggi,
senza di loro sarebbero stati meno preziosi o accoglienti.
Alcune persone dicono che mi sono abituata a loro,
troppo presto nella vita;
altre commentano che è responsabilità di mio padre
se ne sono diventata dipendente;
qualche studioso dei comportamenti umani mi ha invitato a riflettere
sui sensi e sulla volontà – di mia madre – ad averne più di uno.
Penso che se avessi avuto una figlia,
anche lei sarebbe diventata dipendente.
Carezzare le loro morbidezze e le loro pieghe
è un modo di ringraziare la generosità con cui mi hanno sempre trattata.
Indubbiamente non sono in grado di farne a meno.
Tutto quello che abbiamo condiviso è stato un rito di piacere, sempre.
Mio padre diceva:
“Ti renderai conto se ti appartiene soltanto dopo qualche notte…”
Mia madre preferiva rinnovare spesso l’esperienza
e anche se non lo dichiarava, lo mostrava.
Io sono una via di mezzo tra tutti e due.
Con gioia dico che ognuno ha fatto il meglio che poteva.
Con soddisfazione corroboro che tutti sono durati il tempo migliore per me.
Mia nonna paterna mi chiedeva perché li preferivo sempre così slavati,
ne aveva visto alcuni e non giustificava i miei gusti.
Anche se queste parole possono essere troppo limitanti
(poi… cosa non lo è?):
io preferisco i bianchi!
Incontrarli mi ha insegnato il senso della compagnia, il candore, la delicatezza; ha materializzato la leggerezza, la freschezza,
il senso di spazio, la soavità.
Ora, con gli anni, ho compreso che anch’io li ho abitati
per tempi indimenticabili, li ho fatti rivivere
nel mio essere all’altezza di tanta prodigalità.
I miei bianchi pigiami di seta ed io,
nella squisitezza,
siamo pari.

Roma, solletichi le mie pulsioni nel fiorire del vento, nella brezza dei fiori. 2012 – Maria A. Listur

 

Masculinity

“Man begins to love love and ends up loving a woman.
The woman begins to love the man and ends up loving love.”

Rémy de Gourmont

Every time I see them rest in my bed I feel that
the time spent together could unravel, in a moment.
Their quality, fidelity and strength have protected me in winter,
caress me in summer.
In springs and falls they have been preserved for some journeys,
without them they would have been less precious or welcoming.
Some persons say that I have become accustomed to them,
too early in life;
others say that it is my father’s responsibility
if I have become dependent on them;
some human behavior scholar have invited me to reflect
upon the senses and the will – of my mother – to have more than one.
I think that if I would have had a daughter,
she as well would have become dependent.
To caress their smoothness and their creases
is a way to thank the generosity with which they have always threated me.
Undoubtedly I cannot do without them.
All that we have shared it has been a ritual of pleasure, always.
My father used to say:
“You will realize if it belongs to you only after some nights…”
My mother would rather often renew the experience
and even without declaring, she would show it.
I am somewhere in between them.
With joy I say that each has done the best it could.
With satisfaction I corroborate that all have lasted the best time for me.
My paternal grandmother used to ask me why I would prefer them so faded,
she had seen some and could not justify my tastes.
Even if these words could be too limiting
(but then… what isn’t?):
I prefer the white ones!
To meet them has given me the sense of companionship, candor, delicacy; it has materialized the
lightness, the freshness,
the sense of space, the suavity.
Now, in time, I have understood that I have also inhabited them
for unforgettable moments, I have made them re live
in my being equal to so much prodigality.
My white silk pajamas and I,
in delicacy,
are equal.

Rome, tingling my urges in the flourishing of the wind, in the breeze of the flowers. 2012 – Maria A. Listur

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