“Ogni verità parte da ciò che è appena nato. Da ciò che non c’era.”/Every single truth begins from what it has just born. From what there wasn’t.”

Antonio Porchia

Aveva tredici figli.
Tre erano adottati.
Tre erano donne.
Dieci erano uomini.
-Avresti voluto avere più bambine?
-Non avrei sopportato vederle soffrire.
-Che dici? Potevano essere felici…
-Tu cosa dici? Le mie figlie come le mie nipoti sono donne intelligenti, non possono che soffrire.
-Stai augurando l’infelicità alle nuove generazioni?
-So.
-Esageri.
-Sono nata nel 1889.
-Appunto.
-Avere novant’anni, essere lucida, aver sotterrato più d’un figlio e più d’una figlia mi dà il diritto di dirti che manca molto tempo perché la felicità delle donne non sia legata ad un semplice piacere che imita i gusti della felicità maschile.
-Abbiamo introiettato il loro modello?
-Siamo diventate il loro modello… Inutile parlare di diritti quando ancora non siamo capaci di creare parole nuove per dire di noi.
-Allora tu credi che la mia felicità non sarà mai possibile?
-Non essere ridicola. Tu non cerchi la felicità.
-E cosa ne sai?
-Tu stai cercando l’espressione…
-Esclude la felicità?
-Non la pondera.
-Perché?
-Perché l’espressione deve discutere il suo contesto, continuamente.
-Allora per me, a venticinque anni, la felicità è un bene irraggiungibile?
-L’espressione ti libera dalla ricerca della felicità.
-Ma, mentre parlo con te, ora, sono felice…
-Non dire sciocchezze, non sei felice, stai archiviando… Sei una cosa che non è “essere felice”.
-Cosa?
-Sei l’indicibile.
-Sono tua nipote.
-Sei.

Mentre le irregolarità del marciapiede s’incastonano nella mia memoria, altri incastonamenti mi sorprendono il crepuscolo. Un vecchio dialogo in una passeggiata primaverile. Ventidue anni di archiviazioni, mi dico.
Il suono della chiave che apre il portone è coperto dal rumore di un ricordo.
Il profumo del glicine fiorito arriva insieme alla lavanda. Profumo d’un uomo che sostiene la pesante porta di ferro e vetro. Sorride mentre mi aiuta. Sorrido mentre mi faccio aiutare. Mentre mi saluta scorgo l’inflessione rallentata del suo francese svizzero. Sale le scale dietro di me. Ha deciso di portare la mia borsa della spesa. Abito nel piano sopra il suo, decide di caricare il peso fino alla mia porta.
-Che felicità questo bel tempo, vero?
-Ma… sì. Rispondo con la voce di mia nonna che ancora batte nel mio vivere.
-Preferisce la pioggia? Domanda guardandomi sorpreso dalla mia mancanza di entusiasmo per il sole.
-Anche… Ma…
-Se un giorno come questo le risulta indifferente, lei è una persona veramente felice. Veramente felice… Buona serata! Augurio che mi arriva sincero, sentito.
-Buona serata anche a lei. Rispondo grata.
Entro in casa, preparo il tè.
Dopo mezz’ora, un biglietto scivola sotto la mia porta di casa:
“Signora Felice,
vorrebbe condividere un bicchiere di vino con qualcuno
che è molto gentile soltanto nei giorni di sole?
Il suo vicino, che nei giorni di pioggia è, intrattabile.”

Parigi, nel tempo che attraversa ogni limite di spazio, nella salvaguardia d’ogni elucubrazione. 2012 – Maria A. Listur

 

Every single truth begins from what it has just born. From what there wasn’t.”

Antonio Porchia

She had thirteen children.
Three were adopted.
Three were women.
Ten were men.
-Did you want to have more girls?
-I wouldn’t want to see them suffer.
-What are you saying? They could have been happy…
-What are you saying? My daughters as my grand daughters are smart women, they can’t help but suffer.
-Are wishing unhappiness to the new generations?
-I just know.
-You are exaggerating.
-I was born in 1889.
-Exactly.
-Being ninety years old, being lucid, having buried more than one son and more than one daughter gives me the right to tell you that it will take long time for women’s happiness not being tied to a simple pleasure that imitates the tastes of men’s happiness.
-Have we interjected their model?
-We have become their model… It’s useless to talk about rights when we are not capable of creating new words to tell about us.
-So you think that my happiness won’t ever be possible?
-Don’t be ridiculous. You are not looking for happiness.
-And what do you know about it?
-You are looking for the expression …
-Does it exclude happiness?
-It doesn’t consider it.
-Why?
-Because the expression has to discuss about it’s context, continuously.
-Then for me, at twenty-five years old, happiness is an unreachable good?
-Expression frees you from the pursue of happiness.
-But, while talking to you, now, I am happy…
-Don’t be foolish, you are not happy, you are filing… You are something that is not “being happy”.
-What?
-You are the unnamable.
-I am your grand daughter.
-You just are.

While the irregularities of the sidewalk are carved in my memory, other carvings surprise me at the twilight. An old conversation in a spring like stroll. Twenty-two years of filing, I tell myself.
The sound of the key that opens a door is covered by the sound of a memory.
The scent of the blossomed glycine arrives together with the lavender. The scent of man who is holding the heavy door of glass and iron. He smiles while he helps me. I smile while letting myself being helped. While greeting me I notice the slow inflection of his Swiss French. He climbs the stairs behind me. He has decide to carry my groceries bag. I leave on the floor above him, he decides to carry the weight up to my floor.
-This whether brings us happiness, doesn’t it
-Well… yes. I reply with my grandmother’s voice that still beats in my living.
Do you rather like the rain? He asks looking at me surprised of my lack of enthusiasm for the sun.
-As well… But…
-If a day like this makes you feel indifferent, you are a really happy person. Really happy… Good evening! A greeting that arrives to me sincere, felt.
-Good evening to you too. I reply grateful.
I get in the house, prepare the tea.
After half an hour, a card slips under my house door:
“Happy Madame,
would you like to share a glass of wine with someone
who is very gentle only during sunny days?
Your neighbor, who during rainy days is, moody.”

Paris, in that time that crosses each limit of space, in the protection of each lucubration. 2012 – Maria A. Listur

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