“Morire, dormire… null’altro?”/“To die, to sleep… no more?”

William Shakespeare

Mendoza, Argentina. 1979
Si cercava di negare che alcune volte è impossibile dire “addio”.

-Prima della vostra nascita avevamo una relazione bellissima.
-Durata quanto?
-Fino alla vostra nascita.
-Ma gli anni? Quanti anni?
-Dieci.
-Felici felici?
-Uniti.
-E tu pensi che la nostra nascita vi abbia separato?
-Penso che ci ha divisi.
-Quale è la differenza?
-Prima eravamo una totalità. La nascita vostra ci ha tagliati, divisi… in due.
-Vi abbiamo fatto un favore. Non credi?
-Non credo. Non ci incontriamo mai.
-Io non credo tu possa avere una relazione profonda con una donna poco colta.
-La profondità non ha sempre la nostra misura e stai parlando di tua madre…
-Sto parlando di tua moglie, prima che di mia madre.
-Anche se stai dicendo qualcosa di vero, evita di essere insolente.
-Non scappare papà!
-Sposare è stato un gesto d’amore, per tutta la vita; immaginavo di morire in uno stato amoroso più intenso.
-Non mi dire? E ci credo! Ti sei sposato a quarantanove anni! Io sono nata ai tuoi sessanta! Mio fratello ai sessantatre!
-Ti prego ancora evita questo tono! Voglio vedere cosa porti tu fino alla morte!
-Il nulla.
-Certo certo mia cara maestra zen…
-Ti ho offeso?
-Sei irritante quando ti stacchi dalla tua funzione di figlia.
-Tua educazione…
-La tua direzionalità ferisce.
-Ti sta ferendo, vuoi dire?
-Sei fuori misura, come per la danza. Troppo alta e allo stesso tempo dotata. Trovo giusto quello che dici ma… Come si fa a parlare così con una figlia?
-Questo te lo dovrei chiedere io?
-Sei una chimera figlia mia…
-Invece sono qui e, piaccia o no, continuerò a riflettere, a danzare!
-E anche a dire! Pena che non avrò tanta vita per poterti ascoltare!
-Credi che la tua ironia possa chiudermi la bocca?
-Vorrei averti detto meno… Che la morte non fosse parte della tua vita…
-Mi fai pensare a Rudolf Nureyev, lui dice: “La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può tornare indietro. È la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei: quando finirò di vivere.”

Roma, sotto il grigio più celeste che questa città mi abbia mai dato. 2012 – Maria A. Listur

 

“To die, to sleep… no more?”

William Shakespeare

Mendoza, Argentina. 1979
We were trying to deny that sometimes is impossible to say “goodbye”.

-Before you were born we had a fantastic relation.
-How long did it last?
-Until you were born.
-But the years? How long?
-Ten.
-Happy happy?
-United.
-And you think our birth has separated you?
-It has split us apart.
-What’s the difference?
-Before we were a totality. Your births have cut us, divided… in two.
-We have made you a favor. Don’t you think?
-I don’t think so. We never meet.
-I don’t think you can have a deep relation with a woman not deeply educated.
-Profundity hasn’t always our measure and you are talking about your mother …
-I a talking about you wife, before considering her my mother.
-Even if you are saying something real, avoid being insolent.
-Don’t run away dad!!
-Marring it has been a love thing, for all our life; I had imagined dying in a more intense loving condition.
-Oh really? But of course! You got married at forty-nine years old! I was born when you were sixty! My brother when you were sixty-three!
-I beg you to stop talking like this! I want to see what you are going to take with you when you die!
-Nothingness.
-Sure sure my beloved Zen master…
-Have I offended you?
-You are annoying when you detach from your daughter condition.
-That’s your education…
-Your straight forwardness hurts
-Am I hurting you?
-You are out of measure, as for ballet. To tall and at the same time very well cut for it. I find correct what you are saying but… How can somebody talk to a daughter like this?
-This is something I should ask you?
-You are a chimera my love…
-I am here instead and, whether if you like it or not, I will keep on thinking, dancing!
-And talking too! Too bad I won’t have enough life to hear you!
-You think that your irony can shut my mouth?
-I wish I had said less… That death wouldn’t be part of your life…
-You make me think about Rudolf Nureyev, he says: “Ballet is all my life. There is predestination in me, a spirit that isn’t in everybody. I have to fulfill this destiny: once on this path there is no turning back. It’s my condemnation, perhaps, my happiness as well. If somebody would ask me when I will stop dancing, I would reply: when I will stop living.”

Rome, under the most grey blue sky that this town has ever given me. 2012 – Maria A. Listur

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