Affezioni comuni/Common Affections

-Sola?
-Sola.
-E quale è il suo difetto?
-Difetto?
-Qualche difettuccio deve avere, altrimenti non sarebbe sola…
-Ah sì?
-Il carattere non si forma nella solitudine.
-Allora l’unica strada è fidanzarsi?
-Senza meno.
-Non ci sono alternative?
-Nessuna. La coppia è un luogo di maturazione.
-E uno non può essere marcio grazie a più esperienze di maturazione?
-Non faccia l’ironica, non è da lei?
-E lei cosa ne sa?
-Lo so… Lei è una pietra rara… Non può cadere nella volgarità dell’ironia…
-Non parliamo di cadute! Quale volgarità? Non trovo la putrefazione uno stato volgare ma uno stato di passaggio.
-Ora slitta verso i voli pindarici delle parole?
-Volo volo e cerco di sostenere che non condivido.
-L’idea di essere in coppia?
-L’idea che sia l’unica strada per formare il carattere perché…
-Non mi venga a dire che i monaci hanno un forte carattere! Avrei voluto vedere un monaco o una monaca vivere con la mia prima moglie per due giorni!
-Si è risposato?
-No, sono solo…
-Ah… allora?
-Ci potremo fidanzare.
-Omeopata?
-Cosa c’entra?
-Il simile cura il simile?
-La nozione di veleno dipende esclusivamente dalla dose…
-Sta cercando di essere lusinghiero?
-Anche questo è uno stato di passaggio.
-Ecco perché poi si arriva ad una veloce maturazione.
-Non ama essere corteggiata?
-Non amo che sia considerato un passaggio e non una pratica.
-Ah! Lei vuole essere corteggiata in eterno!
-No! Soltanto per il tempo in cui si sta insieme!
-Fino a che morti ci separi!
-Fino alla fine del tragitto…
-La volevo invitare a pranzo.
-Se riusciamo a scendere vivi da questo aereo… non accetterò.
-Perché? Sa che se mi dice di sì le libero la mano?
-Allora sì!
-No no no no! Non mi lasci altrimenti vomito …
Dopo un’ora di movimenti violenti, l’aereo atterra. Lui non riesce a sciogliermi la mano. Respira con fatica. Ormai non riesce nemmeno a parlare. Mi guarda e balbetta:
-Carattere… ricordi il carattere…
Gli carezzo la mano abbandonata sul sedile davanti a lui, gli avvicino il suo giornale e – anche io atterrata – dico:
-Si ricordi quello che diceva Maurice Maeterlink: “Abbiamo soltanto la felicità che siamo in grado di capire.”
Lui mi guarda, impallidisce, si piega verso il sedile, infine, vomita.

Parigi – Roma, quando il pericolo dà un’idea ben precisa della fine e di quanto fa paura soltanto a chi crede che la felicità sia altrove. 2012 – Maria A. Listur

 

Common Affections

-Alone?
-Alone.
-What is your flaw?
-Flaw?
-You must have some flaw, otherwise you wouldn’t be alone…
-Oh yes?
-Personality doesn’t form from loneliness.
-So the only way is to get engaged?
-At least.
-There are no alternatives?
-None. The couple is the place for maturation.
-And can’t anyone be rotten thanks to several experiences of maturation?
-Don’t be ironical, it’s not you?
-And what do you know about it?
-I know… you are like a rare stone… You can’t fall on the vulgarity of irony…
-Let’s not talk about falling! What vulgarity? I don’t find putrefaction a vulgar state but a state of passage.
-Now you have shifted to Pindaric flights of the words?
-I just fly and try to sustain that I don’t agree.
-The idea of being a couple?
-The idea that it is the only way to form the personality because…
-Don’t come tell me that monks have a strong personality! I wish I could see a monk man or woman living with my first wife for two days!
-Have you remarried?
-No, I am alone…
-Ah… so?
-We could get engaged.
-Homeopath?
-What has got to do with it?
-The same cures the same?
-The notion of poison depends exclusively by the dose…
-Are you trying to be flattering?
-This is also a state of passage.
-That’s is why we get to a quick maturation.
-You don’t like to be courted?
-I don’t like that it is considered a passage and not a practice.
-Ah! You want to be courted eternally!
-No! Only for the time being together!
-Until death do us part!
-Until the end of the road…
-I wanted to ask you out for lunch.
-If we are ever going to get out alive from this plane… I won’t accept.
-Why? You know that if I’ll tell you I do I’ll let your hand go?
-Then yes!
-No no no no! Don’t let me go or I’ll throw up …
After an hour of violent movements, the plane lands. He can’t let my hand go. He breaths with difficulty. By now he is not even able to talk. He is looking at me and stammers:
-Personality… Remember the personality…
I caress his hand leaned on the seat in front of him, I pass him his newspaper and – me landed as well – say:
-Remember what Maurice Maeterlink used to say: “We have only that happiness that we are able to understand.”
He looks at me, becomes pale, leans toward the seat, at the end, throws up.

Paris – Rome, when danger gives a clear idea of the end and when it scares only those who believe that happiness is elsewhere. 2012 – Maria A. Listur

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One thought on “Affezioni comuni/Common Affections

  1. asor77 ha detto:

    Ciao sono un disegnatore e sto realizzando un progetto, realizzare un fumetto con le storie della gente, visita il mio sito, ti spiegherò tutto..
    http://pennellipazzi.wordpress.com/la-tua-storia-su-fumetto/

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