“ (…) nessuno può mantenere il suo recipiente troppo pieno senza disperdere un po’ del suo contenuto.”/“ (…) nobody can keep his/her bowl too full without scattering a little of its contents.”

Chao-Hsiu Chien

-Ti auguro che tu possa comperare cento case!
-Ma…
-Sì! Spero tu abbia cento case!
-Veramente… Io…

-Devi vivere a New York, disse Susan S. nell’inverno del 1996.
-Spero tu possa passare del tempo ad Amsterdam, augurò Laura A. nella primavera del 1997.
-Sai che staresti benissimo a Berlino?, domandò Alfonso de T. nell’estate del 1998.
-Montreal ti farebbe amare l’America del Nord, assicurò Fernando de T. nell’inverno de 2000.
-La tua formazione teatrale ti richiama in Russia, commentò Mariuska P. nell’autunno del 2002.
-Il tuo luogo è la Francia, asserì Laurent D. nella finta primavera del 2008.
-Pagan ti rapirebbe per sempre, elucubrò Giorgio A. nel delicato inverno del 2010.
-Io ti vedo a Kyoto, predisse Gabriele del P. nel breve autunno 2011.

2012: Che tu possa comperare cento case!
Dove?
Quando?
Come?
Che tu possa comperare cento case!
Perché cento?
Perché potere?
Perché comperare?
Che tu possa comperare cento case!
Per accogliere?
Chi?
Quanti?

La mente e il silenzio mi portano alla visione di una casa insieme ad altre novantanove e alle persone che nel mondo, soprattutto a Londra, stanno occupando le case vuote, di persone molto ricche.
Trovo uno dei tanti sensi: novantanove case vuote accoglierebbero qualche voce da risuonare e, nel frattempo, io proverei a non sembrare assente, nella numero cento.

11 Settembre 2012, Parigi. Un giorno in cui le parole sono più vere che mai. Maria A. Listur

 

“ (…) nobody can keep his/her bowl too full without scattering a little of its contents.”

Chao-Hsiu Chien

-I wish you could buy hundred houses!
-But…
-Yes! I trust you’ll have hundred houses!
-Actually… I…

-You have to live in New York, Susan S. said in the winter of 1996.
-I hope you can spend sometime in Amsterdam, Laura A. wished me in the spring of 1997.
-You know you’d really be well in Berlin?, Alfonso de T. asked in the summer of 1998.
-Montreal would make you love North America, assured Fernando de T. in the winter of 2000.
-Your theatrical formation recalls you in Russia, Mariuska P. commented in the fall of 2002.
-Your place is France, stated Laurent D. in the fake spring of 2008.
-Pagan would fascinate you forever, considered Giorgio A. in the delicate winter of 2010.
-I see you in Kyoto, predicted Gabriele del P. in the short fall of 2011.

2012: I wish you could buy hundred houses!
Where?
When?
How?
I wish you could buy hundred houses!!
Why hundred?
Why could?
Why buying?
I wish you could buy hundred houses!
To welcome?
Who?
How many?

The mind and silence bring me to a vision of a house together with other ninety-nine and to the persons in the world, especially in London, who are occupying empty houses, of very rich people.
I find one of the many meanings: ninety-nine empty houses would welcome some voice to be resounded and, in the meanwhile, I would try not to be absent, in number one hundred.

September the 11th, 2012, Paris. A day in which words are more real than ever. Maria A. Listur

2 thoughts on ““ (…) nessuno può mantenere il suo recipiente troppo pieno senza disperdere un po’ del suo contenuto.”/“ (…) nobody can keep his/her bowl too full without scattering a little of its contents.”

  1. viaggiandonam ha detto:

    Una casa me la puoi dare anche a me? Se vuoi mi vieni a trovare e ci beviamo un tè insieme. Nam

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