Equazione/Equation

-Mollo tutto!
-Non mi dire!
-Te lo dico!
-Prova a dirlo meglio!
-Lascio tutto, mollo il pianoforte e me ne vado in campagna!
-Vattene in campagna anche con il pianoforte.
-Ti sembra una proposta salutare?
-Ti ascolto.
-Non mi sei amica.
-Cosa dovrebbe fare un’amica?
-Aiutarmi a costruire il progetto.
-D’abbandono?
-Il trasloco!
-Non mi hai detto che traslochi, mi hai detto che molli il pianoforte. Non so come sostenerti.
-Perché?
-Perché ti sono amica.
-Non voglio continuare con l’insegnamento e non trovo uno spazio creativo dove collocarmi.
-Capisco ma… Non credo che riuscirai a mollare la musica anche se ti separi dal pianoforte.
-Voglio fare l’agricoltore! Suonare la terra!
-Che bella metafora!
-Oh basta! Non mi convincerai! Me ne vado!
-Va bene. Io potrei ospitare il pianoforte. Sposto la cassapanca dell’entrata e lo tengo io.
-E no! Non lo devo più vedere!
-Ah! Un divorzio prematuro!
-Ora la smetti! Ho preso una decisione e andrò avanti. Ci stai?
-Ci sto ma non oggi.
-Quando?
-Possiamo riparlarne domani?
-A che ora?
-Alle 19:30 t’attendo con un “Negroni” preparato come lo prepara mio figlio, enorme!
-Va bene. Ma, non sperare in un cambio di programma neanche alcolizzato!
-Luc-Benoist dice che “Il ruolo della parola è debuttare ogni giorno”. Posso sperare nelle nuove parole?
-No! Tu speri nelle vecchie!
-E quali sarebbero?
-Nuova composizione.
-Non me le ricordavo. Ma, mi sono venute in mente altre.
-Quali?
-“Scusa per ieri. Meno male che non te la prendi mai”

Roma, grande albergo – cinque stelle – per artisti. Stelle di marzapane. 2012 – Maria A. Listur

 

 

Equation

-I give up!
-Don’t tell me!
-I am telling you!
-Try saying it better!
-I give all up, I’m quitting the piano and going back to the countryside!
-Go to the countryside with the piano as well.
-Does it sound to you a healthy thing?
-I am listening.
-You are not being a friend.
-What should a friend do?
-Help me in making the plan.
-Of abandonment?
-A moving!
-You didn’t tell me you were moving, you told me you are giving up the piano. I don’t know how to sustain you.
-Why?
-Because I am a friend of yours.
-I don’t want to keep on teaching and I can’t find a creative place where to place myself.
-I understand but… I don’t think you’ll be able to give up music even if you leave the piano.
-I wan to be a farmer! Play the soil!
-What a nice metaphor!
-Oh stop it! You won’t convince me! I am leaving!
-All right. I could keep the piano. I’ll move the chest from the entrance and keep it.
-Oh no! I don’t want to see it anymore!
-Ah! A premature divorce!
-Now stop it! I made up my mind and I will stick to it. Are you with me?
-Yes but not today.
-When?
-Can we talk about it again tomorrow?
-What time?
-At 19:30 I’ll wait for you with a “Negroni” made like my son does, huge!
-All right. But, do not hope in a changing in mind not even alcoholic!
-Luc-Benoist says that “The role of the word is to debut each day”. Can I hope in new words?
-No! You hope for the old ones!
-And what would they be?
-A new composition.
-I didn’t remember that. But, I’ve got new ones in mind.
-Which ones?
-“Sorry for yesterday. Good thing that you never take it badly”

Roma, grand hotel – five stars – for artists. Stars of marzipan. 2012 – Maria A. Listur

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