Solitudine/Solitude

Ormeggio innamorata ai suoi piedi
alle sue mani
ai madidi baci
a quel ricordare che io,
dimentico.

Disfo conquistata la decenza
la timidezza
la ridicola virtù
le comuni posizioni che io,
detesto.

Invento persuasa due cieli
cento piogge
quattro primavere
un tiepido inverno che io,
rammento.

Sorseggio mortale il suo sangue
ogni secrezione
il guscio notturno
i grumi mattinali che io,
possiedo.

Innalzo intimamente il suo amore
la sua flessuosità
l’elevata quiete
l’imprescindibile spazio che io,
vivo.

Rivolgo accesa a te illuminata da me
in direzione anche inversa
in resa fedele
il solitario io che io,
sono.

MUSIQUE: Precipitando – China 1/4 – MARIA A. LISTUR

Roma, dove nessun vento ha potuto cancellare
i segni che l’umano rende. 2012 – Maria A. Listur

 

Solitude

I dock in love at his feet
at his hands
at the wet kisses
at the remembering that I,
forget.

I unfold conquered the decency
the shyness
the ridiculous virtue
the common positions that I,
hate.

I imagine persuaded two skies
hundreds of rains
four springs
a tepid winter that I,
recall.

I drink mortal his blood
each secretion
the night shell
the morning’s lumps that I,
posses.

I elevate intimately my love
her flexibility
the elevated quietness
the inescapable space that I,
inhabit.

I turned to you illuminated by me
in an also opposite direction
in truthful render
the solitary me that I,
am.

Rome, where no wind has been able to cancel
the signs that the human renders. 2012 – Maria A. Listur

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