“Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio.”/“We should tried to be happy, at least to give an example.”

Jacques Prevert

Ha cercato di convincerlo in irriproducibili modi ma lui non ha accettato. Senza tregua alcuna, ha costruito ragioni per fargli assaporare: il colore che certi inverni lasciavano nei giochi; il piacere di alcune primavere piene di compleanni; un’estate dove imparò i misteri della distanza e quell’autunno nell’unico posto al mondo dove le foglie diventano veramente d’oro. Lui non ha accettato. Lui ha continuato il suo ritmo lento quanto feroce verso ciò che in tutti è latenza.

-Hai pensato che non è facile da elaborare ciò che fai?
-Non m’importa.
-Hai pensato all’amore di quelli che ti amano?
-Non l’ho mai chiesto.
-Ma lo hai provocato.
-Responsabilità di chi si lascia provocare.
-Dirti egoista sembra un eufemismo!
-Io sono qualcuno che sa vivere.
-Sei sicuro?
-Tanto da non doverti rispondere tutte le volte che tenti di incolparmi per non farti carico della tua perplessità.
-Io non sono perplessa, sono addolorata.
-Sei perplessa ma, per educazione, devi soffrire.
-Non condivido.
-Non ne ho bisogno. So che ti hanno insegnato a soffrire.
-Allora cosa è il pianto dei gatti quando gli fai sparire la madre o il soggetto che funge da madre? Io ho visto i miei gatti piangere dietro il cassonetto della spazzatura dove mia madre buttava la loro madre, morta sotto la ruota della sua macchina!
-Io non sono tua madre e i gatti piangono per il cibo!
-Ah! Ci guida l’appetito!
-Il nutrimento.
-Allora lascia la tua cantina piena! Vedrai come nessuno ti piangerà!
-Già fatto. Tutti pienamente nutriti: Arte e… Case… E macchine… ah! E banche!
-Mi mancherai.
-Lo so.
-Ti stai contraddicendo.
-No. Nessuno mi mancherà.
-Comprendi cosa significhi per me?
-Sì.
-Allora?
-Allora me lo merito.
-E per gli altri?
-Li trovo dei grandissimi imbecilli!
-Perché?
-Si ha l’occasione d’accompagnarmi a morire, perché è ciò che voglio, e invece di farmi una festa per la gioia che provo nella scelta ci si mettete a piangere!
-Io non ho pianto e non piangerò.
-Ecco!!! Ho trovato ho trovato!
-Cosa?
-Chi m’accompagnerà a prendere il mio bicchierino finale! Io sapevo che saresti stata tu! Eri la mia ultima speranza… Ho scartato tutta la famiglia, certi amici… Lo sapevo! Tu! Tu sai cosa è morire di gioia!
-La parola corretta sarebbe: onorata?
-Partiamo insieme o ci vediamo direttamente lì?
-Cosa preferisci?
-Ci vediamo lì.
-Vuoi qualcosa in particolare?
-“Le variazioni Goldberg”, nell’ultima versione registrata da G. Gould, una crema di zucca giapponese, pane col sesamo, il migliore champagne, “Ombra e oscurità” di Turner.
-Altro?
-Festeggia la forza! Festeggia!

Roma, anche umanamente, eterna. 2012 – Maria A. Listur

 

“We should tried to be happy, at least to give an example.”

Jacques Prevert

I have tried to convince him in some irreproducible ways but it he never said yes. With no truce at all, he has built reasons to make him taste: the color that certain winters used to leave in the games; the pleasure of some springs full of birthdays; a summer where he learned the mysteries of distance and that autumn in the unique place in the world where the leaves really becomes gold. He didn’t accept. He continued his slow as well as ferocious rhythm towards all that in everybody is latency.

-Have you ever thought that it is not easy to elaborate what you do?
-I don’t care.
-Have you thought about the love of those who love you?
-I have never asked for it.
-But you have provoked it.
-It is responsibility of who let himself being provoked.
-To say you are an egoist it’s a euphemism!
-I am somebody who knows how to live.
-Are you sure?
-Enough not having to answer to you all the time you try to blame me for not taking responsibility for your perplexity.
-I am not perplexed, I am in pain.
-You are perplexed but, for education, you have to suffer.
-I don’t agree.
-I don’t need it. I know they have taught you to suffer.
-Then what is the crying of the cats when you make their mother disappear or the subject that works as a mother? I have seen my cats crying form behind the trash box where my mother would throw their mother, dead under the wheels of her car!
-I am not your mother and cats do cry for food!
-Ah! So it’s hunger that drives us!
-Nourishment.
-Then leave your canteen stuffed! You’ll see that nobody is going to cry for you!
-Done it already. Everybody is fully nourished: Art and … Houses… And cars… ah! And banks!
-I’ll miss you.
-I know.
-You are contradicting yourself.
-No. I am going to miss anyone.
-Do you understand what it means to me?
-Yes.
-So?
-So I deserve it.
-And the others?
-I find them some huge imbecils!
-Why?
-There is the chance to accompany me to die, because it is what I want, and instead of having a celebration for the joy I feel in the choice everybody cries!
-I didn’t cry and I won’t cry.
-That’s it!!! I got it I got it!
-What?
-Who is going to accompany me to have my final shot! I knew I would have been you! You were my last hope… I have discarded the whole family, some friends… I knew! You! You know what it is to die of joy!
-The correct word would be: honored?
-Shall we go together or should we meet there?
-What do you prefer?
-Let’s meet there.
-Do you want anything in particular?
-“Goldberg Variation”, in the last recorded version by G. Gould, a Japanese pumpkin cream soup, bread with sesame, the best champagne, “Shadow and Obscurity” by Turner.
-Anything else?
-Celebrate the strength! Celebrate!

Rome, also humanly, eternal. 2012 – Maria A. Listur

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