Sinfonia/Symphony

-Ti faccio sentire le tue note.
-Papà! Sento come delle gocce che saltano!
-Le senti così perché sei giovane… Vedrai… Poi sentirai delle cascate!
-Ma…
-Vedrai tra quarant’anni!
-Ma…
-Vedrai…

Io non pensavo alle note del profumo che mio padre mi porgeva
con quella sua capacità di trasmettere il gusto per la vita
e anche per la morte; io pensavo a lui,
a settantotto anni più quaranta,
alla somma portatrice più di vita ché di morte.
Speravo allora di morire prima, di non risentire quei profumi senza di lui.
Invece, sono riuscita a tradire quel desiderio
e a quarantotto anni sono qui:

-Signora… Signora…
-Scusi… mi sono distratta…
-Non la volevo interrompere ma le volevo far sentire altro.
-Non posso.
-Le posso dare del caffè per ripristinare l’odorato…
-No. Vado a fare una passeggiata e torno.
-Tutto bene?
-Tutto bene.
-Se vuole l’accompagno e torniamo insieme.
-Stia tranquilla… Sono accompagnata.
-Scusi.

Io non ho sentito di essere soltanto accompagnata ma, abitata.
Abitata da colui che ancora mi porta per mano a sentire l’impercettibile:
quella parte d’un profumo che non è profumo,
quella parte della vita che non è vita,
quella gioia dei giochi che è perdita,
quella zona dei piaceri che è abbandono.
Come Solone diceva: “Niente può dirsi felice prima del suo ultimo istante.”
Risuonano echi giovani di quattro decadi:

-Papà, quale compriamo?
-Per te qualcuno che abbia note di zenzero. Ti rinfresca mentre ti riscalda.
-Per te?
-Note de tabacco e cuoio, altrimenti sembra che sto prendendo il volo.

Ricordo il volo, dopo qualche anno, percepisco ancora le sue note.
Torno dalla profumiera:

-Non ha deciso.
-Come lo sa?
-Porta già un profumo unico.
-Grazie.
-Posso farle un regalo?
-M’imbarazza.
-Accetti… Penso che sia suo, non lo compra nessuno: su un letto di limone noterà le note di zenzero tabacco e cuoio.
-La ringrazio. Si tratta di un profumo molto intenso.
-Lo senta. Se non le piace può non accettare.
-Non ne ho bisogno. Lo conosco.
-Impossibile. Si tratta di una creazione del nostro profumiere.
-Il suo profumiere ha messo insieme tutte le note di un mio profumo e un altro di mio padre.
-Incredibile! Mi faccia conoscere suo padre!
-La sintesi è davanti a lei. Di lui restano le note.

San Marino, dentro un castello di chantilly. Sembra vero! 2012 – Maria A. Listur

 

Symphony

-I’ll make you hear your notes.
-Daddy! I hear like some drops falling!
-You hear them like that because you are young…You’ll see…You will hear waterfalls!
-But…
-You’ll see in forty years!
-But…
-You’ll see…

I wasn’t thinking at the perfume’s notes that my father was giving to me
-to be listened with the breast, with posterior part of the legs-
with his ability to transmit the taste for life
and death also; I was thinking about him, seventy-eight years plus forty,
at the sum bearer of more life than death.
I was hoping then to die earlier, of never being able to smell those perfumes without him.
But, I have managed to betray that desire of death
and at forty-eight years of age I am still here:

-Madame… Madame…
-Sorry… I got distracted…
-I didn’t want to interrupt you but I wanted you to try something else.
-I can’t.
-I can give you some coffee to refresh the nose…
-No. I am going to take a walk and come back.
-Everything all right?
-Everything all right.
-If you want I can go with you and we can come back together.
-Don’t worry…I am not alone.
-Sorry.

I didn’t just felt to be accompanied but, I felt inhabited.
Inhabited by that man who still takes me by the hand to feel the intangible:
that part of the perfume that is not perfume,
that part of life that is not life,
that joy of the games that is not loss,
that area of the pleasures that is abandoning.
As Solon used to say: “Nothing can be said happy before its last moment.”
Four decades of young echoes resounds:

-Daddy, which do we buy?
-For you something that has some ginger notes. It refreshes while it warms you up.
-For you?
-Notes of tobacco and leather, otherwise it’ll seem like I am flying away.

I remember the flight, some years later, I still perceive his notes.
I go back to the perfume shop:

-You haven’t decided.
-How do you know?
-You already have a unique perfume.
-Thanks.
-Can I make you a present?
-You embarrass me.
-Please accept it… I believe it’s yours, nobody buys it: on a bed of lemon you will notice notes of ginger tobacco and leather.
-I thank you. It’s a very intense perfume.
-Try it. If you don’t like it you may not accept it.
-I don’t need to. I know it.
-Impossible. It’s a creation of our perfumer.
-Your perfumer has gathered all the notes of perfume of mine and another one of my father’s.
-Incredible! Please introduce me your father!
-The synthesis is right in front of you. Of him there are only the notes left.

San Marino, inside a castle of Chantilly. Seems real! 2012 – Maria A. Listur

2 thoughts on “Sinfonia/Symphony

  1. viaggiandonam ha detto:

    Grazie anche per questo. naomi

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