“Ormai non desidero che ciò che mi offrono ripetutamente.”/“By now I do not desire what they repeatedly offer me.”

Ennio Flaiano

-Ti vendo altri trenta!
-Ma sei matto! Chi li vuole!
-Tu.
-Non ti ho detto di volerli. Sono troppi!
-Lo dici ora perché…
-Perché non sopporto le imposizioni!
-Te li sto proponendo, non imponendo…
-Hai detto che li voglio.
-Io so che tu li vorrai…
-Ahhh! Basta. Non li compro!
-Sono a basso costo…
-Come gli altri?
-Un po’ meno costosi…
-Prezzo?
-T’interessa eh?
-Non me lo dire. Ti ho detto basta!
-No, no… Aspetta…
-Aspetta cosa?
-Te lo dico…

Mi sveglio proprio nel momento in cui Dio mi sta per dire il prezzo dei prossimi trent’anni, se li vorrò in aggiunta. Si tratta di una svendita! Desidero tornare lì dove ero. So che gli dirò di no ma, voglio sapere il prezzo.
Mi riaddormento.

-Ciao.
-Ciao.
-Mi hanno detto che mi stavi cercando…
-No. Non ti conosco.
-Ma dai… Non ti ricordi…
-Chi saresti?
-Mi occupo del tempo.
-Quale tempo? Meteorologico?
-No! Del tuo tempo!
-Quando?
-Mentre dormi.
-Vuoi dire: mentre lo perdo?
-Voglio dire mentre vivi.
-Io penso di perderlo…
-Vuoi recuperare qualcosa?
-Del passato?
-Del passato in cui hai dormito.
-Soltanto di quello.
-Soltanto del sonno.
-Quanto costa?
-L’insonnia della veglia.

Roma, incessante calice pieno. Impellente. 2013 – Maria A. Listur

 

“By now I do not desire what they repeatedly offer me.”

Ennio Flaiano

-I am selling you thirty more!
-Are you crazy! Who wants them!
-You do.
-I haven’t told you that I wanted them. They are too many!
-You say it now because…
-Because I can’t stand the impositions!
-I am suggesting them to you, not imposing to you…
-You said that I wanted them.
-I know you are going to want them…
-Ahhh! Stop it. I am not buying them!
-They are cheap…
-Like the others?
-A bit less…
-Price?
-You want to know uh?
-Don’t tell me. I said to stop it!
-No, no… Wait…
-Wait for what?
-I am going to tell you…

I wake exactly in the moment in which God is going to tell me the price for the next thirty years, if I want to add them. It is a sort of a bargain sale! I want to go back where I was. I know I am going to tell him no but, I want to know the price.
I fall asleep again

-Hi.
-Hi.
-They’ve told me that you were looking for me…
-No. I don’t know you.
-Come on… You don’t remember…
-Who would you be?
-I take care of time.
-What time? Meteorological?
-No! About your time!
-When?
-When you sleep.
-You mean: while I lose it?
-I mean while you live.
-I think I am wasting it…
-Do you want to recover some?
-Of the past?
-Of the past that you have slept.
-Only that one.
-Only the sleeping one.
-How much is it?
-The insomnia of the wakefulness.

Rome, incessant full chalice. Impellent. 2013 – Maria A. Listur

Ingratitudine/Ungratefulness

Falsamente esile
Cade
Sconfessa
Sospende
Invade costante.

Nemica nascosta
Minaccia
Sfida
Incombe
Promette ritorni.

Alba inesperta
Rimesta
Provoca
Lievita
Curiosa attende.

Notte disfatta
Agonizza
Rantola
Ansima
Sdegnata soccombe.

Sidera-1-7

Sidera 1/7 – 2011 – Maria A. Listur

Roma, tornare. Venire.
2013 – Maria A. Listur

 

Ungratefulness

Falsely feeble
Falls
Repudiates
Suspends
Invades constant.

Hidden enemy
Menace
Challenges
Impends
Promises returns.

Inexpert dawn
Scrambles
Provokes
Grows
Waits curious.

Exhausted night
Agonizes
Wheezes
Gasps
Disdained succumbs.

Rome, going. Coming.
2013 – Maria A. Listur

“Sii sincero, parlami da nemico”/“Be sincere, talk to me as an enemy”

Giovanni Soriano

-Mi scusi ma non rintraccio il suo cognome.
-Le consiglio di non confrontare con la carta d’identità, sicuramente non coincidono.
-Come le abbiamo inviato l’invito?
-Mi avete telefonato a Roma.
-Allora lei potrebbe essere questa Maria de los Angeles Lestours… ?
-Esattamente.
-E con quale cognome devo segnarla?
-Come desidera.
-E la mail?
-Gliela scrivo?
-No. Me la dica.
-marialistur@gmail.com
-Lestour allora!
-… Listur è la versione argentina del cognome che ha segnato. È stato cambiato a Buenos Aires dall’ufficiale della frontiera perché non comprese la pronuncia di mio nonno.
-Allora lei porta un cognome falso.
-In un certo senso, sì.
-Lo dovrebbe cambiare.
-Me l’hanno detto…
-Certo. Lei ha un cognome francese, non un ibrido.
-Io ho il cognome che mi rappresenta.
-Si sente un ibrido?
-E lei non si sente di stare trascurando gli altri invitati?
-Siete in dodici e lei era l’ultima. La sto importunando?
-Se è d’accordo ne parliamo dopo la conferenza. Ora vorrei percorrere la libreria.
-Dopo la conferenza scapperà?
-No. E dove poi?
-A cercare il suo nome.
-Un suono malinteso è un nome…
-Si tratta sempre di una confusione.
-Allora continuiamo a parlare…
-Non ci rinuncio.
-Cosa vuole sapere?
-Se si sente un ibrido.
-Sì.
-Bene! Dopo la conferenza, andiamo a cena?
-Non mi dica che da mezzo secolo sta cercando un ibrido e adesso vorrebbe festeggiare!
-Proprio così! Vorrei parlare con una persona che non si definisce!
-Un reportage?
-Una confessione.
-Non mi confesserò.
-Io sì.
-Rischia di sedurmi.
-Ci sono già riuscito.
-Sono vegana.
-Questa sera, anch’io.

Parigi, mio Signore. Chi ha detto che perché città, tu sei femmina? 2013 – Maria A. Listur

 

“Be sincere, talk to me as an enemy”

Giovanni Soriano

-I am sorry but I can’t trace your last name.
-I suggest you not to confront it with my identity card, they surely won’t match.
-How did we send you the invitation?
-You have phoned me in Rome.
-Then you could be this Maria de los Angeles Lestours… ?
-Exactly.
-And by which last name should I register you with?
-As you prefer.
-And the mail?
-You want me to write it for you?
-No. Just tell me.
-marialistur@gmail.com
-Lestour then!
-… Listur is the Argentinean version of the last name you have registered. The border officer has changed it in Buenos Aires because he did not understand my grandfather pronunciation.
-Then you have a false last name.
-In a certain way, yes.
-You should change it.
-They have told me that…
-Of course. You have a French last name, not a hybrid.
-I have the last name that represents me.
-Do you feel a hybrid?
-And don’t you feel you are disregarding the other guests?
-You are twelve and you are the last one. Am I bothering you?
-If you agree I’d like to talk about it later after the conference. Now I’d like to walk through the library.
-Are you leaving right after the conference?
-No. And where should I go?
-To look for your name.
-A misunderstood sound is a name…
-It is a misunderstanding anyway.
-Then let’s keep on talking…
-I am not refusing.
-What do you want to know?
-If you feel a hybrid.
-Yes.
-Good! Shall we go to dine after the conference?
-Don’t tell me that you have been looking for half a century for a hybrid and now you’d like to celebrate!
-Exactly! I would like to talk to a person that doesn’t define herself!
-A reportage?
-A confession.
-I am not confessing.
-I am.
-You’ll end up seducing me.
-I already did.
-I am vegan.
-Tonight, I am too.

Paris, my Lord. Who said that since you are a city, you are a female? 2013 – Maria A. Listur

Reliquie/Relics

La mia pelle conciata nell’utero assoluto
Difende un cumulo di muscoli emotivi
Sostiene le ossa di un corpo colossale
Fissa
Apprende
Richiama
Balza.

Il mio sguardo intagliato nell’oro dell’oblio
Rimembra la circolarità della nascita rituale
Incide il cimelio della mente illibata
Solleva
Dimentica
Stringe
Incanta.

Il mio sapore rapito nel giorno della notte
Attira l’orizzonte dell’ebbrezza libertaria
Promette slanci di potenza immortale
Prende
Induce
Ritira
Salva.

Fiorire Cop

Fiorire Appassendo – Copertina libro – 2009 – Maria A. Listur

Parigi, sembra fredda e, come me, inganna.
2013 – Maria A. Listur

 

Relics

My skin tanned in the absolute uterus
Defends a load of emotional muscles
Sustains the bones of a colossal body
Fixes
Learns
Recalls
Leaps.

My glance carved into the gold of the oblivion
Remembers the circularity of the ritual birth
Carves the heirloom of the pure mind
Lifts
Forgets
Tightens
Enchants.

My taste captivated in the day of the night
Attracts the horizon of the libertarian thrill
It promises leaps of immortal power
Takes
Induces
Withdraws
Saves.

Paris, it seems cold and, like me, deceives.
2013 – Maria A. Listur

Il disquisito aroma/The Unexquisite Aroma

-Le consiglio vivamente di non andare. Si affidi alla sua curatrice.
-Sì ma è anche un’amica…
-Appunto. Non rischi in prima persona…
-Il rischio, che rischio è se non s’intende in prima persona?
-Faccia come vuole ma sappia che troverà un uomo assolutamente indisponente.
-Come tante persone che si occupano d’arte.
-Sembra rassegnata.
-Non so cosa significhi la rassegnazione.
-Cosa intende proporgli?
-Mi ha fatto chiamare lui… Non so cosa desidera.
-Lei sa che si tratta di un… Mi scusi la terminologia ma…
-Dica.
-Un porco.
-In quale di tutti sensi che offendono l’animale?
-Con le donne.
-Non ho più l’età delle donne.
-Ah no? E quale età ha?
-Quella delle Signore.
-Faccia quello che vuole! Sento che non mi ascolta!
-Mi scusi ma vorrei incontrarlo senza pregiudizi.
-Ingenua!

Arrivo all’intervista dieci minuti prima dell’accordato, passeggio per la città come quando arrivai per la prima volta, mi sentii accolta. Allora, la lingua italiana non era l’idioma del mio quotidiano e la parola “stronzo” – sentita spesso per le strade – mi sembrava un complimento.
Torno verso il magnifico portone. Suono. Una voce risponde:

-Lei è quella rossa che poco fa ha percorso il viale della fontana?
-Credo di sì. Non ho visto nessun’altra rossa intorno.
-Sa che le rosse puzzano?
-Anche dal citofono?
-Entri.
-Piano?
-Tutto l’edificio è mio. Entri.

Entro. Chiudo dietro di me la porta che conduce a un androne schizzato dalla luce. Dall’alto della scala a destra, in vestaglia marrone di seta, un signore dai capelli bianchi, mi guarda. Lo guardo. Dice:

-Non mi ha risposto.
-Mi odori.
-Si avvicini.
-Scenda lei.
-Scenderò più tardi. La stanza d’affrescare è quella alla sua destra. La veda e mi dica se è capace di finirla alla fine del mese prossimo.
-Sì.
-Cosa?
-Non ho bisogno di vederla. Ho soltanto bisogno di stare da sola con la mia assistente.
-Fatto. Non mi vedrà né mi sentirà.

Le voci che dal pavimento di legno s’innalzano, mentre lui risale le scale, hanno la memoria di Luc Benoist: “Può accadere, fosse pure per un’occasione imprevedibile, che una mozione d’equivalenza riesca a confondere due fatti, due esseri, due idee, per quanto lontani li si voglia scegliere. Il lavoro di certi artisti, in tutte le epoche, consiste nel coltivare unicamente questi mostruosi incroci.”

Ravenna, piove e trema ma l’eterno disegna la grazia. 2013 – Maria A. Listur

 

The Unexquisite Aroma

-I vividly suggest you not to go. Just rely on the curator.
-Yes but she is also a friend…
-Exactly! Don’t risk personally…
-Risk, what risk is it if it is not meant personally?
-Do as you want but you ought to know that you’ll find a man absolutely irritating.
-Like many people who deal with art.
-You seem to have given up.
-I don’t know what to give up means.
-What do you intend to propose?
-He had me called… I don’t know what he desires.
-You know that he is… I am sorry for the word but…
-Go on.
-A pig.
-In which of all meanings that offend the animal?
-With women.
-I don’t have the women’s age anymore.
-Ah no? And what age do you have?
-The age of the Ladies.
-Suit yourself! I feel that you are not listening to me
-I am sorry but I’d like to meet him without prejudices.
-Naive!

I arrive at the interview ten minutes before the time agreed, I stroll about the city as when I arrived the first time, I felt welcomed. Back then, the Italian language wasn’t my daily idiom and the word “stronzo”(asshole) – heard often on the streets – sounded to me as a compliment.
I go back to the magnificent main door. I ring. A voice replies:

-Are you that red that few moments ago were walking the fountain’s boulevard?
-I believe so. I haven’t seen any other red around.
-Do you know that red women stink?
-Through the intercom as well?
-Come in.
-Floor?
-The whole building is mine. Get in.

I enter. Closing the door behind me that leads to an entrance hall splashed by light. From above of the stairs on the right, in a silk brown nightgown, a man with white hairs is looking at me. I look at him. He says:

-You haven’t answered.
-Smell me.
-Come closer.
-You come down.
-I’ll come down later. The room to paint is that one on the right. Have a look and tell me if you are able to finish it by the end of next month.
-Yes.
-What?
-I don’t need to see it. I just need to be alone with my female assistant.
-Done. You will neither see me nor hear me.

The voices that are rising from the wooden floor, while he climbs back up the stairs, they have the memory of Luc Benoist: “It might happen, even considering an unpredictable occasion, that a motion of equivalence manages to confuse two facts, two beings, two ideas, no matter how distant we like to choose them. The work of some artists, in all ages, consists in uniquely cultivating these monstrous crossings.”

Ravenna, it rains and shakes but the eternal draws the grace. 2013 – Maria A. Listur

Coraggio/Courage

Primo passo:
il vuoto di paura.
Orfana schiena senza radici
piedi con vocazione d’ala.

Salgo sulla richiesta:
scrivo sollevata danzo.
Affogo nel bisogno del mondo:
protezione nonché proprietà.

Mi celebro nell’abisso di:
cantare come cucino,
ballare come dipingo,
dipingere come rido.

E baciare,
in punta di penna.
Sazia.

DETT.-RIMEMB

Intimità – dettaglio Rimembranze – 2006 – Maria A. Listur

Roma, si plana per prendere forza.
2013 – Maria A. Listur

 

Courage

First Step:
The emptiness of fear.
Orphan backbone with no roots
feet with vocation of a wing.

I climb on the demand:
I write lifted dancing.
I drawn in the need of the world:
protection as well as property.

I celebrate myself in the abyss of:
sing as I cook,
dance as I paint,
paint as I laugh.

And kiss,
on the tip of my pen.
Satisfied.

Rome, gliding to gain strength.
2013 – Maria A. Listur

Festa delle Donne/Women’s Day

Un “Comitato d’emergenza Tradimento” si riunisce vicino a un camino. Il comitato è piccolo perché l’autore del tradimento è un uomo “famoso” di cui una donna cara e mia amica gli è moglie. Nessuno deve sapere: Regola della vergogna per il danno subito! Il Paradosso!
Siamo in tre, inclusa “la tradita” Si parla di valori che ho dimenticato o accettato… Trasformato? Certo è che non posso dire quanto non mi piaccia la parola “tradimento” e neanche “i ruoli”. La “Riunitrice del Comitato” parla, “la tradita” piange, io taccio.

Riunitrice: Bastardo! Animale! Degenerato!
Io: Ho portato una torta di limone. Tè o caffè?
Riunitrice e Tradita: Whisky!
Io: Cognac, champagne o vino rosso, non ho portato altro…
R & T: Cognac!
Riunitrice: (verso me) E non fare la cretina! Dì qualcosa!
Io: Non so cosa dire…
Riunitrice: Allora domanda!
Io: Potete smettere d’insultare un amico?
Riunitrice: No! Non vedi in quale stato si trova “sua moglie”?
Io: Sì, ma anche lui sarà dispiaciuto… (verso “la tradita”) Scusa, se riesci a smettere di piangere vorrei sapere cosa ha detto lui…
Riunitrice: Lasciala piangere… Te lo dico io! Ha detto che non ha potuto evitarlo… Che le ragioni del cuore sono più forti di quelle della società…
Io: Cosa c’entra l’impresa?
Riunitrice: La società non in quanto impresa ma in quanto…
Io: Ah Ah! Ho capito, continua, scusa…
Riunitrice: … E la cosa peggiore è che ha detto di essere stato colpito dal bene della libertà!
In questo momento, “la tradita”, incomincia a ululare per casa.
Servo un secondo cognac.
Io: Continua continua… Da quanto tempo stanno insieme?
Riunitrice: Due anni.
Io: Non capisco cosa vuole dire “colpo di libertà”.
Riunitrice: Che la persona con la quale sta vivendo questa storia d’amore, non ha problemi di condividere i sentimenti amorosi con la famiglia del tuo amico, né con altre relazioni estemporanee o di qualsiasi genere!

Io taccio ma, penso: “ … e ti pare poco!”

Riunitrice: Sei rimasta senza parole?
Io: No, no… Pensavo all’autonomia dell’amante. Alla libertà dalla gelosia… A dire il vero mi sento un po’ identificata con questa donna… La gelosia m’imbarazza un po’… E quindi …
Tradita: (Urlando) E chi ti ha detto che si tratta di una donna?!!!

E anche qui penso: “Meglio essere cornuta che vedova. Ci sono meno formalità.”, direbbe Alphonse Allais.

Mi lascio prendere da un silenzio assoluto della durata di: un fuoco lento, tre bicchieri di cognac, una torta di limone, e una risata posticipata fino al momento in cui si andrà oltre il senso di proprietà.

Orvieto, in peregrinaggio verso la Madonna della Libertà (Se non esiste… sarebbe ora.). 2013 – Maria A. Listur

 

Women’s Day

A “Betrayal Emergency Committee” is reuniting next to the fireplace. The committee is small the author of the betrayal is a “famous” man of whom a dear girl friend of mine is friend and is wife to. Nobody has to know: It’s the rule for the embarrassment of the received damage! The Paradox!
We are three, including the “betrayed”. We are talking about values that I have forgotten or accepted… Transformed? Sure thing is that I can’t say how much I don’t like the word “betrayal” and not even “the roles”. The “ Gatherer of the Committee” talks, the “betrayed” cries, I am silent.

Gatherer: Bastard! Animal! Degenerated!
Me: I have brought a lemon cake. Tea or coffee?
Gatherer and Betrayed: Whisky!
Me: Cognac, champagne or red wine, I haven’t brought anything else…
G & B: Cognac!
Gatherer: (towards me) And don’t play dumb! Say something!
Me: I don’t know what to say…
Gatherer: Then ask!
Me: Can you stop insulting a friend?
Gatherer: No! Can’t you see in what state “his wife” is?
Me: Yes, but he also is going to be regretful… (towards “the betrayed”) Sorry, if you manage to stop crying I’d like to know what he said…
Gatherer: Let her cry… I’ll tell you! He said he couldn’t avoid it… that the reasons of the heart are stronger than the society’s ones…
Me: What has the society got to do with this?
Gatherer: Society not as a company but as…
Me: Ah Ah! I got it, go on, sorry…
Gatherer: … And the worst thing he said is that he has been struck by the good of liberty!
In this moment, “the betrayed”, starts to howl around the house.
I serve a cognac.
Me: go on go on… How long have they been together?
Gatherer: Two years.
Me: I don’t understand what “struck by liberty” means.
Gatherer: that the person with whom this love story is happening, has neither problems in sharing love feelings with the family of your friend, nor with other extemporaneous relationships or of any other kind!

I am silent but, I think: “ … and isn’t that great!”

Gatherer: Are you out of words?
Me: No, no… I was thinking about the autonomy of the lover, about the freedom from jealousy… To be honest I feel a bit identified with this woman… Jealousy embarrasses me a little… So…
Betrayed: (Screaming) Who told you we are talking about a woman?!!!

And here I think again: “Better be cheated upon than be a widow. There are less formalities”, Alphonse Allais would say.

I let myself being grabbed by the absolute silence of the duration of: a fire, three glasses of cognac, a lemon pie, and a laugh postponed up to that moment in which we’ll go beyond the sense of propriety.

Orvieto, in pilgrimage towards the Madonna of Liberty (If it doesn’t exist… it would be about time). 2013 – Maria A. Listur

Genesi II/Genesis II

A Macedonio Fernandez,
“alla sua passione che vedeva stelle”.

Sono suolo pietra gioia
Ladra incessante di confini
Sabbia di stelle assennate
Disegno di risalto.

Sono fuoco mare pena
Violentatrice sola di tristezze
Polvere d’inchiostri maldicenti
Prospettiva di contrasto.

Sono aria terra ammenda
Sicario lento di divieti
Arena di toni ospitali
Palcoscenico d’interezza.

Sono acqua rogo brio
Traditrice opportuna di falsari
Limo di frutti goduriosi
Sfondo d’opulenza.

Intimita Lacrime

Intimità – Lacrime – 2007 – Maria A. Listur

Ostia, dove il mare sembra rassicurare ogni fine, ogni inizio.
2013 – Maria A. Listur

 

Genesis II

To Macedonio Fernandez,
“to his passion that saw the stars”.

I am soil stone joy
Incessant thief of the boundaries
Sand of judicious stars
Drawing of prominence.

I am fire sea sorrow
Lonesome rapist of sadness
Dust of scandalmonger inks
Perspective of contrast.

I am air earth amend
Slow hit man of prohibitions
Arena of hospitable tones
Stage of entirety.

I am water stake liveliness
Opportune betrayer of forgers
Silt of luxurious fruits
Backdrop of opulence.

Ostia, where the sea seems to reassure each end, each beginning.
2013 – Maria A. Listur

Orgasmi Alternativi/Alternative Orgasms

-Quanti?
-Non li hai sentiti?
-Ho dei dubbi…
-Cinque.
-Complimenti.
-Complimenti?
-Hai una sensibilità immensa.
-Si chiama “sentire”.
-Si chiama “forza del cuore”.
-E delle ossa.
-Forti eh?
-Intensi.
-Tutti uguali?
-No, il primo sembrava forte fino all’arrivo del secondo.
-In successione ascendente?
-La vibrazione pungente e ossea è in successione ascendente.
-E la durata?
-Dipende un po’ dalla posizione.
-La più lunga?
-Mmmmm… Orizzontale.
-E non in successione ascendente?
-No, aumenta l’intensità ma diminuisce la durata.
-Il tutto in ascesa… Ho capito bene?
-Ma quanto ti piace questa parola? Ascesa… Sono due curve, due penetrazioni: ascendenti, discendenti, trasversali… Che ne so! Sono!
-E ora?
-Ora cosa?
-Ora cosa senti?
-Quiete.
-Le ossa?
-Bene.
-Qualche memoria particolare?
-Nessuna.
-Dimenticato tutto?
-No. Archiviato.
-Ma come fai? Ora tutto è passato?
-Come diceva Groucho Marx: “Sono nata molto giovane…”
-Io sto ancora vibrando…
-Eh sì, succede…
-Mi fai sentire inesperto.
-Non essere presuntuoso… È questione di esperienza non di età.
-Hai detto però che “sei nata giovane…”
-Sì, ma ho vissuto in un luogo dove i terremoti si sentivano ogni giorno… In più scale… Mi sono abituata alle vibrazioni!

Roma, dove la terra trema mentre si crede ancora al grido. 2013 – Maria A. Listur

 

Alternative Orgasms

-How many?
-Haven’t you heard them?
-I have doubts…
-Five.
-Congratulations.
-Congratulations?
-You have a vast sensibility.
-It is call “feeling”.
-It is called “strength of the heart”.
-And of the bones.
-Strong uh?
-Intense.
-All the same?
-No, the first one seemed strong until the arrival of the second.
-In ascendant succession?
-The pungent and bone vibration is in ascendant succession.
-And the duration?
-Depends a little bit on the position.
-The longer one?
-Mmmmh… Horizontal.
-And not in ascendant succession?
-No, it increases in intensity but it diminishes in duration.
-And all in the ascendant… Did I get it right?
-How much do you like this word? Ascenndant… Those are two curbs, two penetrations: ascendants, descendants, transversals… I don’t know! They just are!
-And now?
-Now what?
-Now what do you feel?
-Quiet.
-The bones?
-Well.
-Any particular memory?
-None.
– Have you forgotten everything?
-No. Archived.
-How do you do that? Has everything passed now?
-Like Groucho Marx used to say: “I was born very young…”
-I am still vibrating…
-Well yes, it happens…
-You make me feel inexperienced.
-Don’t be a too full of yourself… It’s a question of experience not age.
-But you said “you were born young…”
-Yes, but I have lived in a place where earthquake were felt everyday… and in several scales… I got used to vibrations!

Rome, where the land shakes while it is still believed in the screaming. 2013 – Maria A. Listur