Passioni/Passions

-Rilassati…
-Non mi era mai successo…
-Non ti preoccupare.
-Vorrei tu non ci fossi…
-Che stai dicendo? Non mi offendo perché comprendo il tuo dispiacere.
-Non puoi comprenderlo.
-Hai ragione.
-Vuoi qualcosa?
-In che senso?
-Ora non fare la spiritosa!
-Non ti ho capito veramente!
-Un caffè, qualcosa da bere?
-Potresti cambiare musica?
-Non crederai che la musica abbia qualche importanza?
-Pratico il pensiero quantistico quindi credo che tutto influenzi tutto.
-In questo caso ci vorrebbe la mancanza di gravità.
-Chissà che tutto precipiterebbe lo stesso…
-Grazie.
-Non era riferito a te!
-Ora, tutto, sembra riferito a me!
-Narcisismo?
-Disperazione.
-Può darsi che è arrivato il momento di cambiare prospettiva!
-Voi donne non capite proprio niente!
-Hai ragione! Noi non sappiamo proprio niente delle sconfitte! Che cosa possiamo sapere noi che, fino a qualche decade fa, eravamo accusate di essere responsabili della violenza di cui eravamo vittime! Ma che possiamo sapere noi!
-Per favore non diventare seria! Ti prego!
-Hai incominciato tu!
-Volevo dire che non potete sapere niente di questa sensazione… della pena che ti prende… del senso di…
-Io continuo a credere che questo succede perché agisci con aspettative che appartengono al passato.
-Devo cambiare tutto!
-Non mi dire?
-Tutto strapiomba per un problema di tempo!
-O di conoscenza dello strumento…
-Non essere orgogliosa, come se soltanto tu potessi…
-Lo so fare.
-Anch’io.
-Chimicamente.
-Ma il risultato mi rende felice da vent’anni!
“Il non saper fare seppe fare Dio”, avrebbe detto Antonio Porchia!
-Mi è sempre venuto benissimo…
-Vedrai quali gioie quando imparerai a usare il lievito madre!

Roma, soleggiata quanto fresca, morbida, resistente e mia. 2013 – Maria A. Listur

 

Passions

-Relax…
-It never happened to me before…
-Don’t worry.
-I wish you were not here…
-What are you saying? I am not offended because I understand your sorrow.
-You can’t understand it.
-You are right.
-Do you want anything?
-What do you mean?
-Now don’t be silly!
-I really didn’t understand you!
-A coffee, something to drink?
-Could you change music?
-You don’t think that music has some importance do you?
-I practice the quantum thought therefore I think that everything influences everything.
-In that case I’d need some lack of gravity.
-Who knows if everything would fall down anyway…
-Thanks.
-I wasn’t talking about you!
-Now, everything, is about me!
-Narcissism?
-Desperation.
-Maybe it’s time to change perspective!
-You women don’t understand a thing!
-You are right! We know nothing about defeats! What do we know, up to some decades ago, we were accused of the violence we were victims of! What can we know!
-Please don’t get serious! I beg you!
-You started it!
-I meant that you couldn’t know about this sensation… about the suffering we feel… about the sense of…
-I still believe that all this happens because you act with expectations that belong to the past.
-I’ve got to change everything!
-Don’t tell me?
-Everything falls down because it’s a matter of time!
-Or of knowledge of the tool…
-Don’t be too proud, as you would know…
-I can do it.
-Me too.
-Chemically.
-But the result has made me happy in the past twenty years!
“Not knowing what to do made God”, would have said Antonio Porchia!
-I have always made it very good…
-You’ll know how joyful it can be when you’ll learn to use the yeast starter!

Rome, sunny as much as fresh, soft, resistant and mine. 2013 – Maria A. Listur

Setaccio/Sift

Abitavi una voce senza lingua
Sublime morso senza meta
Contrita anima ululante, scorsa.

Raccolta fragile dell’altrui supplizio
Decesso fiacco dell’ormai inutile
Rivestita fosti per donarti ancora.

Incomprensibile
Taciturna
Sola.

Orizzonte-2
Orizzonti e Prospettive – Orizzonte II/VII
2010 – Maria A. Listur

Villa Adriana, Tivoli, nella vastità che le passioni eterne cedono.
2013 – Maria A. Listur

 

Sift

You lived a voice without a language
Sublime bite without a goal
Contrite howling soul, flowed.

Fragile gathering of the other’s agony
Dull death of the already useless
Redressed you were to donate yourself again.

Unintelligible
Taciturn
Alone.

Villa Adriana, Tivoli, in the vastness that the eternal passions cede.
2013 – Maria A. Listur

Stendhal

“La bellezza non è che una promessa di felicità.”

-Ciao
-Ciao!
-Dove sei stata?
-Non ero a Roma.
-Che fortuna!
-Non stai bene qui?
-Vorrei viaggiare… Sei diventata bionda?
-Mi hai conosciuto rossa e non ho cambiato colore.
-Più lunghi?
-E tu più corti?
-Sembro un maschio.
-Anch’io sembravo un maschio quando li portavo corti.
-No… Tu hai le… le… (Si segnala il petto)
-Mmm.
-Io non ce le ho!!
-Non sembri un maschio.
-Meno male perché io voglio essere una donna.
-Lo sei.
-E ricca.
-Cosa vuoi dire?
-Vuoi vedere una?
-Sì.
Passa davanti a me, e mi conduce verso la parte posteriore del magazzino. Una delle pareti del deposito è tappezzata da specchi di tutte le misure. Passiamo davanti a ognuno guardando la nostra immagine riflessa. Ci fermiamo davanti a quello che ci rimanda, grazie alla luce artificiale, un’immagine surrealista dell’ambiente e di noi: sembriamo avvolte da un cielo dorato e celeste, non si notano i confini, lei un angioletto dei capelli neri mentre io appaio infinita. Dice:
-Ecco. Guardati! Io voglio vedermi come te! Ricca!
-Dorata.
-Ricca.
-E perché?
-Perché le donne ricche sono grandi.
-Grandi?
-Sembrano bambole grandissime!
-Sono state anche piccole.
-No… Non hanno mai avuto cinque anni!
-Io ti posso assicurare che anche loro hanno avuto cinque e anche quattro anni.
-Sembrano differenti…
-Credi?
-Non sembrano cinesi… !
-Vuoi vedere che le donne ricche sono anche piccole?
-Sì!
Siedo per terra e mi contorco dentro il mio foulard. Mi posiziono quasi dietro di lei. Arrivo a malapena alla sua spalla destra. Sono all’ombra del suo corpo che ora, colpito dalla luce e in contrasto con i suoi capelli, diventa arancione. Si allontana e si avvicina dallo specchio per osservare attentamente il mio corpo riflesso. Non mi guarda direttamente. Si ferma nella mia figura minuta che, sotto la sua ombra, si vede appena. Infine, sfiora lo specchio con le labbra e sussurra:
-Piccolina… E tu stai dentro la mia bambola?

Roma, ripercuoti l’animo di chi ospiti. 2013 – Maria A. Listur

 

Stendhal

“Beauty is nothing but a promise of happiness.”

-Hi
-Hi!
-Where have you been?
-I wasn’t in Rome.
-How lucky!
-Aren’t you all right here?
-I’d like to travel… Have you become blond?
-You met me red and I haven’t change color.
-Longer?
-And you shorter?
-I look like a boy.
-I also looked like a boy when I had them short.
-No… You have the… the… (Pointing at the breasts)
-Umm.
-I don’t have them!!
-You don’t look like a boy.
-Good because I want to be a woman.
-You are.
-And rich.
-What do you mean?
-You want to see one?
-Yes.
She passes in front of me, and she takes me to the back of the storehouse. One of the walls of the storage is plastered with mirrors of all measures. We pass in front of each of them looking at our reflected image. We stop in front of that which reflects, thanks to artificial light, a surrealistic image of the ambient and of us: we seem to be surrounded by a golden and blue sky, the thresholds cannot be noticed, she is a an angel with dark hair while I appear to be infinite.
She says:
-Here we are. Look at you! I want to see myself like you! Rich!
-Golden.
-Rich.
-And why?
-Because rich women are big.
-Big?
-They seem like huge dolls!
-They have also been small.
-No… They have never been five years old!
-I can assure you that they have been five and also four years old.
-They look different…
-You think?
-They don’t seem to be Chinese… !
-Can I show you that rich women are also small?
-Yes!
I sit on the floor and coil myself in my scarf. I place myself almost behind her. I barely reach her right shoulder. I am in the shade of her body that now, shines by light and in contrast with her hair, becomes orange. She goes back and goes closer to the mirror to observe attentively my reflected body. She doesn’t look at me directly. Se stops at my minute figure that, under her shadow, it is barely visible. In the end, she graces the mirror with her lips and whispers:
-Little one… Are you the one inside my doll?

Rome, you reverberate the soul of those you host. 2013 – Maria A. Listur

Rimanenza/Remainings

Come fai a perdonarti?
Nessuna traccia delle offese?
Nessun ricordo delle ingiurie?
Una scusa per gli oltraggi?

Come fanno a perdonarti?
Nemici o amici?
Estranei o consanguinei?
Conoscenti o imparanti?

Come fare a perdonarti
Se ignoro il senso delle offese
Sono all’oscuro dell’ingiuria
E rinnego ogni oltraggio?

Come fanno a perdonarti
Se non sanno del dolore
Tuo, solo tuo, di nessun altro
Frammenti d’uomo che ho amato?

Raggi-1-2
Raggi I/II – 2011 – Maria A. Listur

Roma, dove l’occhio si rinnova nell’antico. 2013 – Maria A. Listur

 

Remainings

How can you forgive yourself?
No trace of the insults?
No memory of the offenses?
An excuse for the outrages?

How can they forgive you?
Enemies or friends?
Strangers or related by blood?
Acquaintances or learners?

What to do to forgive you
If I ignore the sense of the insults
I am in the dark of the offenses
And deny each outrage?

How can they forgive you
If they don’t know about pain
Yours, only yours, of no one else
Fragments of man that I have loved?

Rome, where the eye renovates in the antique. 2013 – Maria A. Listur

“Il genio è la punta estrema del senso pratico”/“Genius is the extreme point of the practical sense”.

Jean Cocteau

-Ho già organizzato le categorie.
-Quante?
-Il numero è ancora indefinito.
-E i nomi?
-“Usa e getta”, “Disintegrabili”, “24 ore” …
-Non trovo molta differenza.
-Invece sono diversi, alcuni “Usa e getta” durano più di 24 ore o quelli “Disintegrabili” deperiscono a sorpresa.
-Altre?
-“48 ore”, “Una settimana” e…
-Perché non fai una categoria da chiamare “Temporali” e includi tutte le durate?
-Perché non vorrei creare delle sottocategorie.
-Giusto.
-“1 ora”, “Abracadabra”,…
-Magia?
-No, in questa categoria non ci sono limiti né di tempo, né di qualità.
-Poi?
-Il prodotto che ho ben organizzato è “Speculare”
-Filosofico?
-No, in questo caso si misura il prezzo dell’esperienza e i danni da condividere.
-E possono coincidere in una stessa esperienza più caratteristiche di prodotti diversi?
-No. Perché per esempio, per misurare il prezzo di un’esperienza e condividere i danni ci vogliono più di 24 ore o per …
-Ho capito.
-Che ne pensi?
-Finiti i nomi?
-Come potrei, sono infiniti…
-Il numero da cosa dipende?
-Dalla mia vita.
-Cambieresti la parola vita per, esperienza?
-No! Altrimenti si potrebbe pensare che non abbia voglia di ricominciare.
Non avrai dei pregiudizi?
-Di quale tipo?
-Di età.
-Rispetto a te?
-Rispetto ai miei 77 anni.
-Me lo chiedevo anch’io… Pensavo, erroneamente, che a 83 anni non si avesse bisogno di ordinare il tempo…
-Grazie per la precisazione! Rispetto all’età soffro di Alzheimer. A 83 anni, si deve cercare di non perdere tempo…
-E tutta questa ricerca di definizioni, non è una perdita di tempo?
-Non quando le parole sono mezzi per cercare di decifrare gli uomini.
-Parli come fossi una verginella…
-Lo sono, preziosa… E sempre di più.
-E nelle categorie rientrano anche quelli passati?
-Certo ma soprattutto quelli futuri.
-Hai delle preferenze?
-Sì.
-Quali?
-Gli “Invisibili”.

Roma, dove le amiche sono Imperatori! 2013 – Maria A. Listur

 

“Genius is the extreme point of the practical sense”.

Jean Cocteau

-I have already organized the categories.
-How many?
-The number is yet undefined.
-And the names?
-“Disposable”, “Decomposable”, “24 hours” …
-I don’t see a lot of difference.
-Yet they are different, some “Disposable” Last longer than 24 hours or those “Decomposable” can suddenly go bad.
-Others?
-“48 hours”, “A week” and…
-Why don’t you make a category to be called “Temporal” and include all the durations?
-Cause I don’t want to create subcategories.
-Right.
-“1 hour”, “Abracadabra”, …
-Magic?
-No, in this category there are no limits either of time, or of quality.
-Then?
-The product I have well organized is “Specular”
-Philosophical?
-No, in this case the price of the experience is measured with the damages to share.
– And is it possible to have coincidence of more characteristics of different products in the same experience?
-No. Because for example, to measure the price of an experience and share the damages it is necessary more than 24 hours or in order to …
-I got it.
-What do you think?
-Have you finished with the names?
-How could I, they are infinite…
-What does the number depend on?
-On my life.
-Would you change the word life, with experience?
-No! Otherwise somebody could think that I have no will to start again.
You wouldn’t have prejudices?
-Of what kind?
-Of age.
-Compared to you?
-Compared to my 77 years.
-I was wondering myself… I thought, wrongfully, that at 83 years of age there wouldn’t have been necessity to organize time…
-Thanks for the clarification! In spite of the age I suffer from Alzheimer. At 83 years, one has to try not to lose time…
-And all this searching for definitions, isn’t it a waste of time?
-Not when words are means to try to decipher men.
-You talk like you where a dumb virgin …
-I am, precious… More and more.
-And are the past ones also included in those categories?
-Sure but especially does of the future.
-Do you have preferences?
-Yes.
-Which one?
-The “Invisibles”.

Rome, where girlfriend are Emperors! 2013 – Maria A. Listur

Accordi/Accords

Seguace della cura l’animo
Finalmente giunge al tocco
Del sogno inconsapevole
Le mani, scolpite di parole.
Un attraversamento ancora
Incrocio sapiente di due gioie:
Tua quella di debellarti
Mia quella di rincontrarmi.
Perdermi dentro è tuo voto
Darmi occasioni mio dono
Trionfante godi sfiori taci
Intera taccio accetto suono.

Orizzonte-1
Orizzonti e Prospettive – Orizzonte I/VII – 2010 – Maria A. Listur

Roma, squilibrata incandescente unica.
2013 – Maria A. Listur

 

Accords

Devotee of the cure of the heart
Lastly it reaches the touch
Of the unaware dream
The hands, carved by words.
Yet another crossing
Wise intersection of two joys:
Yours the one of overcoming yourself
Mine the one of rejoining myself.
Lose myself inside is your vow
Give myself chances is my gift
Triumphant you thrive, gaze, fall silent
Entire I am silent accept play.

Rome, unbalanced incandescent unique.
2013 – Maria A. Listur

Uscire è sempre entrare/To Exit is Always to Enter

-Guardalo bene.
-L’ho guardato.
-Volevo dire “ascoltalo”…
-Ho già fatto! Riesco a guardare e ascoltare simultaneamente, sai?
-Non mi dire… Ma, in modo superficiale!
-Grazie.
-Ti rendi conto che si tratta di un genio!
-Il genio e la superficiale.
-Ti offendi perché in fondo in fondo ti senti profonda…
-Emile Cioran ha detto che “è facile essere ‘profondi’, basta lasciarsi sommergere dalle proprie tare…”
-Ma che schifo!
-Ti sembra?
-Non stai assolutamente sapendo cogliere oltre i dettagli. Sei superficiale!
-Per me non è un difetto.
-Non ne sarei così fiera…
-Sono stata anch’io una templaria delle prospettive binarie…
-Ora fai la saggia!
-No per favore… Piuttosto ridivento profonda!
-Smettila e guarda con amore!
-Amore? Parli molluschese?
-Che lingua è?
Molluschese è la lingua di un paese che ho inventato, in questo stato, le parole non hanno referenti tangibili, possono significare tutto o niente, scivolano!
-Buon pomeriggio! Vado a fare la spesa!
-Abbandoni?
-Non ti sopporto.
-Una divergenza estetica può separare due amiche?
-Almeno per un’ora, sì!
-Preparo un buon aperitivo! Ti farà digerire il rifiuto!
-Sei tu che deve digerire la stupidità!
-Io sono felice di essere tanto stupida di non apprezzare un uomo panciuto!
-Un ’sensibile’ uomo panciuto!
-Se fosse sensibile guarderebbe quello che mangia!
-Sei diventata “grassista”! Il grasso è straniero!!!
-Sì, con chi non è malato! Sì, con chi s’ingozza invece di farsi carico dell’angoscia!
-Attenzione! Stai per diventare profonda!
-Allora ripeto: sarà intelligente, sensibile, padre, alto, bello, vedovo, ricco, ma ha la pancia e gliel’ho vista!
-E tu sei banale e non lo sa!
-Sì. E non sai quanto tempo ci vuole per diventarlo!
-Dammi un Martini secco. Senza l’alcol non riesco a riconoscerti.
-Sì cresce, si migliora… Un’olivina?
-Gli ho detto che ci saremo incontrati tutti più tardi…
-Digli che sono morta.
-Ti prego… Vieni… Soltanto per questa sera.
-No.
-Perché? Perché sei così intransigente?
-Intransigente? Io sono fedele alla banalità!

Roma, sollevata nel pallore nascosto, dietro il fumo. 2013 – Maria A. Listur

 

To Exit is Always to Enter

-Have a good look at him.
-I did.
-I meant “listen to him”…
-I did already! I can look and listen simultaneously, you know?
-Don’t tell me… But, in a superficial way!
-Thanks.
-Do you realize he is a genius!
-The genius and the superficial one.
-You are offended because deeply you feel you are deep…
-Emile Cioran said, “it is easy to be ‘profound’, we just have to let ourselves be submerged by our own flaws…”
-That sucks!
-You think?
-You are not being able to catch the details at all. You are superficial!
-To me it is not a defect.
-I wouldn’t be so proud…
-I also have been a Templar of the binary perspectives…
-Now you’re been wise!
-No please… I’d rather be deep!
-Stop it and look with love!
-Love? Do you speak Molluskese?
-What language is that?
Molluskese it is a language I invented, in this state, words do not have tangible referents, they could mean everything and nothing, they slip!
-Have a good afternoon! I am going shopping!
-Are you giving up?
-I can’t stand you.
-Can an aesthetic divergence separate two female friends?
-At least for an hour, yes!
-I’ll prepare a good aperitif! It’ll make you digest the rejection!
-You are the one who has to digest the stupidity!
-I am happy to be stupid enough to not appreciate a pot-bellied man!
-A ’sensible’ pot-bellied man!
-If he’d be sensible he’d look at what he eats!
-Have you become a “Fatsist”! Fat is foreigner!!!
-Yes, with those who are not ill! Yes, with those who engorge food instead of taking responsibility of the distress!
-Be careful! You are about to become deep!
-Then I’ll repeat: he might be intelligent, sensible, father, tall, nice, widowed, rich, but he has a big belly and I saw it!
-And you are trivial and he doesn’t know!
-Yes. And you have no idea how long it takes to become so!
-Get me a dry Martini. With no alcohol I can’t recognize you.
-We grow, we get better… An olive?
-I told him we would all meet later on…
-Tell him I am dead.
-Please…Come… Only for tonight.
-No.
-Why? Why are you so intransigent?
-Intransigent? I am faithful to triviality!

Rome, lifted in the hidden paleness, behind the smoke. 2013 – Maria A. Listur

A me rivelato/To Me Revealed

E di metallo sembravi
Indurito nel fuoco
Temprato nel ghiaccio
D’insulti, lodato.

E di cristallo apparivi
Pulito col fango
Coronato di esilio
D’oltraggi, osannato.

E nella carne sorgevi
Barocco novissimo
Intagliato col gelo
Di passione, anelato.

E nell’aria riprendi
Cuore a me sottomesso
Casa nome ala gaudio
Ancora una volta, nato.

Fiorire A 2009-13
Fiorire Appassendo – XIII – 2009 – Maria A. Listur

Roma, senza frontiere, ti porto ovunque. Imponente.
2013 – Maria A. Listur

 

To Me Revealed

And you seemed of metal
Hardened by fire
Toughened in ice
By insults, praised.

And you appeared of crystal
Cleaned with mud
Crowned of exile
By outrages, acclaimed.

And in the flesh you regain
New Baroque
Carved in the ice
By passion, craved.

And in the air you retake
Heart to me submitted
Home name wing bliss
Once again, born.

Rome, with no boundaries, I bring you everywhere. Majestic.
2013 – Maria A. Listur