Finestre/Windows

Ho visto Dio
seduto a terra,
intento a rollare.
Una sigaretta?

Verso le undici,
in giro per il giardino,
preso da bestiale rassegnazione
per la propria lettiera sporca.

A mezzogiorno, Oh mio dio!
L’ho fatto scuocere con i carciofi!
Per perdonarmi,
l’ho bevuto nel vino.

E mentre cade il sole, ecco che
stanco arido e spiumato,
emerge sonnolento tra i pini.
Non ha voglia di cinguettare.

Vorrei elargirgli del tabacco
o semi di zucca… Una tazza di latte?
Grazie al suo cielo rammento!
Dio non mangia dio…

È l’uomo che mangia sé stesso,
povero angelo smemorato.
Per un po’ di ambrosia virtuale,
per un po’ di successo…

Inversione-VI-VII

Inversione 6/VII – 2013 – Maria A. Listur

Siena si accende di tempi che,
nel riviverli, assolvono la morte.
2013 – Maria A. Listur

 

Windows

I saw God
seated on the ground,
dedicated in rolling.
A cigarette?

At about eleven,
around the garden,
all engrossed by beastly resignation
for his own dirty litter.

At noon, Oh my god!
I let him overcook with the artichokes!
To forgive myself,
I drunk it in the wine.

And while the sun falls, is it then that
tired arid and deplumed,
drowsy emerges among the pines.
He doesn’t want to tweet.

I would like to donate him some tobacco
or pumpkin seeds… A cup of milk?
Thanks to his heaven I recall!
God doesn’t eat god…

It’s the man who eats himself,
poor forgetful angel.
Just for some virtual ambrosia,
just for a little success…

Siena turns itself on of times that,
in reliving them, absolve death.
2013 – Maria A. Listur

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