Memoria transattiva/Transactive Memory

“La memoriosa” sapeva domandare,
piccole leve, dettagli, chiavi
e “la dimenticosa” riusciva a ricordare.
Era il loro accordo.

Un giorno,
“La dimenticosa” dimenticò
di avere accordato l’accordo.
E “la memoriosa” comprese rapidamente
quanto fosse inutile essere memoria,
altrui.

“La memoriosa” conservò in se stessa tutte le memorie
– anche quelle che “la dimenticosa” voleva dimenticare –
fedele alla sua vocazione per la rimembranza,
conservò perfino – in segno di profondo rispetto –
quel dialogo che non avrebbe mai voluto ascoltare:

-“Hai riso ancora come quella volta durante la preghiera?”
-“Ho dimenticato ma… Come fai a ricordare tutto? A che cosa ti servirà mai ricordare?”
-“Non mi serve, mi piace… Mi fa collaudare le scelte!”
-“Per cambiare e meglio dimenticare…”
-“Io preferisco ricordare anche per cambiare…”
-“Io scelgo di non ricordare un cazzo!”
-Giovanni Pascoli diceva: “Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo.”
-“Io non ricordo un cazzo!”

In quel momento,
ancora prima che “la dimenticosa”
dimenticasse l’accordo,
il futuro fatto d’oblio
incominciò ad essere ricordo
nella memoria de “la memoriosa”.

Roma, divenuta blu, sotto il freddo… 2013 – Maria A. Listur

 

Transactive Memory

“The reminderess” knew how to ask,
small lever, details, keys
and “the forgeteress” managed to remember.
It was their agreement.

One day,
“The forgeteress” forgot
of having agreed the agreement.
And “the reminderess” understood rapidly
how it was useless to be memory,
of others.

“The reminderess” preserved in her all the memories
– even those that “the forgeteress” wanted to forget –
faithful to her vocation for remembering,
preserved even – as a sign of profound respect –
that conversation that she would have never wanted to hear:

-“Have you laughed like that time during the prayer?”
-“I forgot but… How can you remember everything? What could this ever be good for?”
-“It’s good for nothing, I just like it… It makes me put the choices to the test!”
-“In order to change is better to forget…”
-“I prefer to remember even to change…”
-“I choose not to remember shit!”
-Giovanni Pascoli said: “The memory is a poem, and the poem is nothing but a no memory”
-“I don’t remember shit!”

In that moment,
even before that “the forgeteress”
forgot the agreement,
the future made of oblivion
started to be memory
in the memory of “the reminderess”.

Rome, become blue, under the coldness… 2013 – Maria A. Listur

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