Père Noël

Il primo assaggio lo ricordo a cinque anni:

-Prova… Sentirai che non ha corpo.
-Mmmm…
-La pelle è troppo grossa. Prova questo.
-Dolce…
-Si dice “vaporoso”.
-Papà… Posso provare altro?
-Certo! Devi comprendere le differenze!

Non capivo profondamente cosa volesse dire e non mi piacevano… Tuttavia, mi sacrificavo inconsapevolmente, confondevo desiderio d’essere amata con approvazione. Ed ero felice.
Ora so che se non avessi sacrificato gioiosamente la mia infanzia al servizio della vecchiaia di mio padre, non l’avrei conosciuto. Non avrei portato con me e in me la memoria dei suoi gusti, le sue sfumature.
Lui non poteva seguire i ritmi di un essere nato sessanta anni dopo di lui, quindi, diventai “grande” in quel tempo in cui non sapevo tirare le somme… Nessuna somma.
La lezione più intensa per imparare l’amore nella sottrazioni del tempo, nella temperanza dei sentimenti,
guida e radice del dono che mi rese madre.

Accolgo:

-Festeggiamo Natale oggi!
-Oggi?
-E sì, poi tu partirai quindi, oggi è Natale per noi! Ci hanno regalato qualcosa che non hai mai assaggiato.
-Chi?
-G.
-Cibo giapponese?
-No. Assaggia… (Gli porgo il piatto; lui – con un gesto che ricorda la delicatezza dei due nonni – si serve, assaggia.)
-Squisito! E tu mamma? Non lo mangi?
-Certo. Lo mangio per mio padre. Lo faccio sentire alla memoria di lui che conservo nel corpo… Non mi piaceva sai? Non mi è mai piaciuto…
Mi sorride con la tenerezza delle persone che sanno qualcosa delle/sulle mancanze.
Mangiamo silenziosamente sotto la musica interiore dei sapori e della commozione: siamo grati. Siamo arrivati qua, dove qualsiasi parola scomoderebbe colui che in noi risuona.

Durante l’ultimo assaggio, mio figlio saltellava sotto il mio cuore:

-L’anno prossimo ricomprerò quello della scatola rossa.
-Sei sicuro?
-Non sono mai sicuro ma sembra sia il più spirituale.
-Spirituale?
-Sì, musicale…
-Musicale?
-Ti fa chiudere gli occhi del palato…
-Papà… Scrivo “scatola rossa”?
-“Panettone Rosso” e anche se io non dovessi esserci, riprovalo. E tu, quale preferisci?
-Io quello nella carta velina…
-Sicura?
-No… Hai ragione… Meglio il “Panettone Rosso”.
-Quello nella carta velina sembra vecchio.
-Ma è freschissimo!
-Sì, lo so… Però si può essere vecchio e comunque fresco… In ogni modo, la cosa imperdonabile è non avere stile!

Roma – Brasile. Non ci sono date per festeggiare, ci sono festeggiamenti per datare!
2013 – Maria A. Listur

 
Père Noël

My first tasting I remember at five years of age:

-Try…You’ll find that it has no mass.
-Ummm…
-The skin is too thick. Try this one.
-Sweet…
-We say “vaporous”.
-Daddy… Can I try another one?
-Sure! You have to understand the differences!

I didn’t deeply understand what he meant to say and I didn’t like them…Nevertheless, I would unconsciously sacrifice myself, I was confusing desire of being loved with approval. And I was happy. Now I know that if I hadn’t sacrificed my childhood at the service of my father’s old age, I wouldn’t have known him. I wouldn’t have brought with me the memory of his tastes, his nuances.
He could not follow the rhythms of a being born sixty years later than him, therefore, I became “big” in that time in which I was not able to take stock… No stock at all.
The most intense lesson to learn love in the subtraction of time, in the temperance of the sentiments, guide and root of the gift that made me mother.

I greet:

-Let’s celebrate Christmas today!
-Today?
-Well yes, you are leaving so, today is Christmas for us! We have received something that you have never eaten before.
-Who?
-G.
-Japanese food?
-No. Try… (I offer him a plate; he – with a gesture that reminds the refinement of his two grandfathers – helps himself, tastes.)
-Exquisite! And you mom? Don’t you eat it?
-Of course. I eat it for the memory of my father. I let the memory of him that I treasure in my body taste it… I never liked it you know? I have never liked it…
He smiles at me with the tenderness of those persons who knows something about/on missing.
We eat quietly under the interior music of the tastes and of the commotion: we are grateful. We have come this far, where any word would disturb he who in ourselves resounds.

During the last tasting, my son was jumping under my heart:

-Next year I am going to buy the one in the red box.
-Are you sure?
-I am never sure but it seems the most spiritual one.
-Spiritual?
-Yes, musical…
-Musical?
-It makes you close the eyes of the palate…
-Daddy… Shall I write “red box”?
-“Red Panettone” and even if I might not be here, try it again. And you, which one do you prefer?
-The one in the tissue paper…
-Sure?
-No… You are right… Better the “Red Panettone”.
-The one in the tissue paper seems old.
-But it’s very fresh!
-Yes, I know… But it can be old an fresh at the same time… In any case, the unforgivable thing is not to have stile!

Roma – Brazil. There are not perfect dates to celebrate, there are celebrations to date!
2013 – Maria A. Listur

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