“È nel ricordo che le cose prendono il loro vero posto.” /“It’s in the memory that things take their real place.”

Jean Anouilh

Il mio ospite ama il pane fresco. Troppo tardi per farlo a casa e troppo presto per uscire a comprarlo. Esco ugualmente, cammino quando il buio dell’inverno risparmia luce. Percorro Rue Saint Paul fino al fiume, attraverso il Ponte di Marie, davanti a me e in direzione opposta, un uomo attraversa la nebbia.
L’uomo sembra non avere fine, i limiti della sua sagoma si sfumano nell’umidità che scolpisce Parigi.
Ci guardiamo agli occhi. Lui mi sorpassa dalla parte della ringhiera. Percepisco il tremore del ponte. Ascolto i passi e il suono del suo impermeabile ammorbidito dall’umido. Dopo dieci passi ascolto anche la voce:

-Maria! Marilyn!

Mi giro di scatto prima d’arrivare all’isola di Saint Louis. Ricordo la voce. Non riesco ad associarla alla figura sfumata nell’alba. Corre verso di me e mi prende dalle braccia. Mi scuote delicatamente e ripete ai miei occhi attoniti:

-Non ti ricordi di me? Guardami.

Lo guardo e riesco a vedere il blu profondo degli occhi, diventati grigi dal riflesso del cielo. Non riesco a parlare. Insiste:

-Sono io.

Lo abbraccio e lo sento tremare nel petto, lui sembra fatto di vapore, io mi congelo. Gli sussurro all’orecchio:

-Ho freddo.
-Ma che fai a quest’ora per strada?

Non rispondo perché, ricordo. Lui insiste:

-Cosa fai?
-Una passeggiata fino all’apertura delle panetterie.
-Non sai che allegria mi dai!
-Vedo.
-Facciamo colazione insieme?
-No… Preferisco camminare.
-Ti accompagno?
-Grazie, preferisco continuare da sola.
-Sono a Parigi per due giorni, poi vado a Roma per altri due e alla fine del mese torno a casa. Ti va se ci sentiamo?
-Preferisco di no.
-Non sembri te…
-Allora come hai potuto riconoscermi?
-Dico per la mancanza di calore, non per il fisico.
-Ah…
-Pensi che ci sia qualcosa di cui dovremo chiarirci dopo…
-No.
-Mi ha fatto piacere vederti ma sento qualcosa che…
-La nebbia fa queste cose, ti fa incontrare gente che in realtà non esiste… Proviamo ad arrivare all’altra sponda.

Mi sommergo nello spirito di quella che fu l’isola dei Pazzi, mai sentita così a casa.

Parigi, mentre il fiume borbotta e il cielo accoglie… 2014 – Maria A. Listur

 

“It’s in the memory that things take their real place.”

Jean Anouilh

My guest loves fresh bread. Too late to make it in the house and too early to go out to buy it. I go out anyway, I walk when the darkness of winter saves light. I walk through Rue Saint Paul up to the river, I cross Marie Bridge, in front of me in the opposite direction, a man passes through the mist.
The man seems not having an end, the outlines of his silhouette are blurred in the humidity that engraves Paris.
We look at each other eyes. He passes me from the railing side. I sense the trembling of the bridge. I hear the steps and the sound of his raincoat-softened by the humidity. After ten steps I hear the voice as well:

-Maria! Marilyn!

I turn around before reaching the island of Saint Louis. I remember the voice. I cannot associate it to the blurred figure of the dawn. He runs towards me and take my arms. He shakes me delicately and repeats to my dumbfounded eyes:

-Don’t you remember me? Look at me.

I look at him I can see the profound blue of his eyes, that have become grey by the reflex of the sky, I cannot speak. He insists:

-It’s me.

I hug him and I can feel him shaking in the chest, he seems to me made of steam, I am frozen. I whisper in his ear:

-I am cold.
-What are you doing at this time in the street?

I don’t reply because, I remember. He insists:
-What are you doing?
-A stroll until the bakeries open.
-You don’t know how happy you make me!
-I see.
-Shall we have breakfast?
-No… I’d rather walk.
-Can I walk you?
-Thanks, I’d rather continue alone.
-I am in Paris for two days, then I am going to Rome for two more and at the end of the month I am going back home. Do you mind if we talk?
-I’d rather not.
-You don’t seem yourself…
-So how could you recognize me?
-I am saying it for the lack of warmness, not for the body.
-Ah…
-You think there is something we should clear later on…
-No.
-It made me happy to see you but I feel something that…
-Mist does this things, it makes you meet people that do not exist in reality… Let’s try to reach the other bank.

I submerge in the spirit of what it was the island of the Crazies, never felt so at home before.

Paris, while the river rumbles and the sky greets… 2014 – Maria A. Listur

4 thoughts on ““È nel ricordo che le cose prendono il loro vero posto.” /“It’s in the memory that things take their real place.”

  1. Pavolo ha detto:

    Molto bello anche questo.
    Grazie

  2. viaggiandonam ha detto:

    Sono stata lì con te in tutte quelle vie, sull’isola dei pazzi e ho incontrato quell’uomo. Stupendo Maria.

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