“Non m’interessano i soldi, voglio solo essere meravigliosa.”/“I don’t care about money, I just want to be fabulous.”

Marilyn Monroe

Ogni volta che mi riceve, profuma.
Mai lo stesso aroma. E talmente elegante da sembrare dimessa,
tutta spiegazzata lì dove serve, fresca come il profumo dei limoni
ovunque s’intravedono semplici merletti a forma di peonie.
Guardandola mentre riposa, nell’esplosione dell’alba
o sotto quelle rugiade capaci di far impallidire i suoi rossori,
sembra che le stagioni, il tempo, i calendari,
non siano “condizioni” che la riguardino.
La Signora è atemporale.

Quando mi fu offerta la possibilità di essere parte della sua vita,
non sapevo di poter assorbire i suoi aspetti più indecifrabili,
più inscrutabili, la sua corposa luce.
Accettai di conoscerla, insieme ai suoi limiti.
Compresi che condividerla significava anche ignorare dei fatti;
una forma di fiducia nel suo silenzio
e nella sua incapacità di cambiare, profondamente.

Passeggiare con lei condensa tutti i tempi,
afferma l’impermanenza di una costante: noi.
Rammenta la sua forza con la mano dolce
di chi sa della propria pazienza.
Resilienza e Grazia.

La osservo nel buio dell’alba mentre riposa,
mi ricorda tante altre donne, tutte diverse ma,
con un tratto identico: la solidità.
Sembra essere, come i suicidi, capace di sorprendere la morte.
Magnifica e unica, inattesa e taciturna!
Salvifica e salvatrice, megera e servizievole!

L’altissima luce ci sveglia.
Lei è pronta da secoli, padrona e calma.
Io sono in vita da meno, ospite e rara…
Lei si lascia bagnare sul tetto.
Io imparo a trattenere un po’ di sole, nel petto.

Roma – Villa Dominici, dove l’aurora indora le foglie. 2014
Maria A. Listur

 

“I don’t care about money, I just want to be fabulous.”

Marilyn Monroe

Every time that she receives me, she perfumes.
Never the same aroma. And so elegant to seem humble,
all crumpled there where it is necessary, fresh as the perfume of lemons
everywhere it can be distinguished simple crochets in the form of peonies
Looking at her while she rest, in the explosion of the dawn
or under those dews capable of making turn pale her reds,
it seems as the seasons, time, the calendars,
are not “conditions” that concern her.
The Lady is atemporal.

When I was offered the chance of being part of her life,
I didn’t know that I could absorb her most undecipherable aspects,
most inscrutable, her rich light.
I accepted to know her, together with her limits.
I understood that sharing her would mean also to ignore some facts;
a form of faith in her silence
and her inability of changing, profoundly.

Strolling with her condenses all times,
she affirms the impermanence of a constant: us.
she recalls the strength with the soft hand
of who knows of her own patience.
Resilience and Grace.

I observe her in the darkness of the dawn while she rests,
she reminds me many other women, all different but,
with an identical feature: the solidity.
She seems to be, like suicides, able of surprising death.
Magnificent and unique, unexpected and reserved!
Soul saver and savior, witch and accommodating!

The supreme light awakes us.
She has been ready from centuries, dominatrix and calm.
I am in life since less, guest and rare…
She let herself being splashed on the roof.
I learn to hold back a bit of sun, in the chest.

Rome – Villa Dominici, where the dawn gilds the leaves. 2014 – Maria A. Listur

Linguaggio/Language

Riguardo a ogni senso:
Tutti di lava e bagliore.

Oramai disponibile.
M’inchino, mi sciolgo.
Mi consumo, mi perdo.

In te!
Unico uomo.
Assoluto, costante.
Irrimediabile e netto.

Per te!
Dal salto, rifletto.
Mi prostro viziosa.
Inquisente, attraverso.

Dett.Desidera-1

Dett. Desidera – Sideral 2011 – Maria A. Listur

Roma, in abbandono accompagnata.
2014 – Maria A. Listur

 

Language

Regard to each sense:
All of lava and glare.

By now available.
I bow, I melt.
I consume, I get lost.

In you!
Only man.
Absolute, constant.
Irremediable and sharp.

For you!
From the leap, I reflect.
I viciously bow.
Interrogating, I cross.

Rome, in abandon accompanied.
2014 – Maria A. Listur

“Esiste un solo vero lusso, ed è quello dei rapporti umani.”/“There is only one real luxury, and it is the one regarding human relations.”

Antoine de Saint-Exupéry

-Vorrei farle un’intervista.
-Vuole sentirsi raccontare come si fa a diventare un ibrido?
-No… Mi sveglia la curiosità.
-Allora possiamo lasciarci qui.
-Avrei timore di essere un po’ diretto…
-Lo sia.
-E se lei si offende?
-Non mi posso offendere. Non credo ci sia niente di personale. Sbaglio?
-Sbaglia.
-Vizio da giornalista?
-Non sono un giornalista, sono uno storico dell’arte.
-Un “giornalista del passato”. Le piace se lo dico così?
-Le piace essere intervistata?
-Ovvio! Narciso brilla nelle mie pupille! Il mio ego si rigonfia di chantilly! Sono una sconosciuta!
-Sta recitando?
-No!
-Non mi è sembrata così espansiva.
-Quando?
-Quando ci hanno presentato.
-Stavamo tra tante persone.
-Mi ha trattato come se fossi un bambino.
-Io tratto tutto il mondo come se fossero dei bambini.
-Io non lo sono.
-Questo è quello che lei sente ma, io sento altro. Ovunque vedo bambini, come dice Christian Bobin…
-Cosa dice?
-Non ricordo l’inizio della frase: “… (…) non c’è traccia di un solo adulto. Di bambini imbronciati, sì, molti. Di bambini tristi che lavorano, guadagnano denaro, spendono il loro tempo, la loro forza. Ma di adulti, niente, nessuna traccia.”
-Un problema non da poco… Non crede?
-Perché?
-Perché non è reale!
-Ah! Che bella parola!
-Reale?
-No. Il “perché”. Lei sta argomentando…
-Lo fa anche lei definendoci “bambini”.
-Ma il mio sentire non è un’argomentazione, non ha un “perché” un “per cui” un “in modo che”…
-Non sa dire perché succede?
-Se vuole forzare un “perché”, è perché io sono infantile, nel senso che, so giocare.

Roma, quando le labbra sanno di cioccolata, altrui. 2014 – Maria A. Listur

 

“There is only one real luxury, and it is the one regarding human relations.”

Antoine de Saint-Exupéry

-I would like to interview you.
-Do you want me to tell you how can one become a hybrid?
-No… You just wake my curiosity.
-Then we can end it here.
-I would be afraid of being a bit straightforward…
-Be so.
-And if you get offended?
-I won’t get offended. I don’t think there be anything personal. Am I wrong?
-You are.
-Reporter’s habit?
-I am not a reporter, I am an art historian.
-A “reporter of the past”. Do you like if say it like that?
-Do you like being interviewed?
-Of course! Narcissus sparks from my pupils! My ego plumps with Chantilly! I am a no one!
-Are you acting?
-No!
-You didn’t seem so expansive.
-When?
-When they introduced us.
-We were among many people.
-You treated me as I was a child.
-I treat everyone as they were children.
-I am not.
-This is what you feel but, I feel something else. Everywhere I see children, as Christian Bobin says…
-What does he say?
-I don’t remember the beginning of the sentence: “… (…) there is no trace of a single adult. Of crossed children, yes, many. Of sad children who work, earn money, spend their time, their strength. But of adults, nothing, no trace.”
-Not a small problem… Don’t you believe?
-Why?
-Because it is not real!
-Ah! What a nice word!
-Real?
-No. The “reason”. You are arguing…
-You do the same defining us as “children”.
-But my feeling is not an argument, it doesn’t have a “reason” a “therefore” a “in a way that”…
-You can’t say why it happens?
-If you want to force a “reason”, it is because I am childish, in the sense that, I know how to play.

Rome, when lips taste like chocolate, someone else’s. 2014 – Maria A. Listur

Epitaffio I/Epitaph I

Giace qui la giornata di ieri,
superata senza pietà.
L’ora rimane attuale
e tale lutto, il domani attenderà.
Ogni istante si sa provvisorio,
un acume in sospeso che va!
Riposa in pace o senza pace,
in me, ieri e l’altro ieri:
soltanto questo, si sa.

Poiesi-3-VII

Poiesis 3/VII – 2014 – Maria A. Listur

Roma, tomba aperta a chi ama i fiori.
2014 – Maria A. Listur

 

Epitaph I

Here it lies yesterday,
outdone with no mercy.
The time remains current
and with such a mourning, tomorrow will await.
Each moment its known to be temporary,
a pending acumen that goes!
Rest in peace or without peace,
in me, yesterday and the day before:
only this, it’s known.

Rome, open grave to who loves the flowers.
2014 – Maria A. Listur

“La natura esagera”/“Nature over does it.”

Emil Cioran

Lui è lo stesso essere di tre anni fa, la stessa intensità “innamorante”.
Nel tempo del mezzogiorno. Ora, mi si para davanti al crepuscolo.
Sono meravigliata da com’è diventato imponente e, allo stesso tempo,
delicato, sembra attraversato dalla luce. Mi sono rinnamorata…

In questi anni, in questi ultimi tre inverni,
non mi sono accorta di vivere rendendolo tacito.
C’è sempre stato mentre la primavera è passata sottile per Roma,
anche durante l’estate quando mi ritiro in una città
brillante d’abbandono e poco soleggiata.
Attende i miei soli durante l’autunno, il tempo del mio fuoco.
E anche quando chi mi manca, mio solco, mi raggiunge.

In questo crepuscolo, la compagna del mio amore, accanto a lui,
non sdegna il mio sguardo interessato. M’invita a raggiungerli, dice:

-Tutto bene Maria?
-Sì, grazie.
-Ha sentito?
-Sì…

Lui si muove lentamente, radicato e sereno. Lei chiede:

-Venga…

Sono troppo sensibile alla loro vicinanza ma soprattutto
al profumo di lui tuttavia, mi avvicino. Lei avverte:

-Stia attenta, sta calando la luce e non si vede bene il terreno…

Vorrei dirle che seguo la traccia di lui ma, non abbiamo tale confidenza.
Quando arrivo a loro due, lei si appoggia a lui, chiude gli occhi.
Lui si muove senza rendere insicuro l’appoggio.
Guardo loro. Con il sole sulla mia schiena che lentamente svanisce,
tutto diventa arancio brillante e somiglia a cinquanta autunni miei.
Vorrei anch’io appoggiarmi ma, desisto per eccesso di discrezione.
Chiudo gli occhi, sento la grazia di questo amore a tre.

La voce di lei ha i colori di lui. Apre gli occhi, lo scuote delicatamente e dice:

-Sente il profumo?
-Sì.
-Sa come si chiama?
-Gelsomino di Tunisi.
-Non le sembra il nome di un imperatore bambino?
-Di un uomo.

Roma, dove il sole tramonta senza oscurare. 2014 – Maria A. Listur

 

“Nature over does it.”

Emil Cioran

He is always the same as three years ago, same “enamoring” intensity.
In the time of midday.
Now, it present itself in front of me in the twilight. I am astonished
he became so majestic and, at the same time, delicate,
seems passed through by light. I am in love again…

In these years, in these last three winters, I realized that I lived
making him implicit. He has always been there while spring
has faintly gone through Rome, even at summer time when I retire
in a town shiny of abandon and poorly sunlit.
He waits my suns during fall, the time of my fire.
And even when who I miss, my rut, reaches me

In this twilight, the partner of my love, near him,
doesn’t disdain my interested glance. She invites me to join them, says:

-Everything alright Maria?
-Yes, thanks.
-Have you heard?
-Yes…

He moves slowly, rooted and serene, She asks:

-Come along…

I am too sensible to their proximity and especially to his perfume
anyhow, I go closer
She warns:

-Be careful, light is fading out and you can’t see the ground well…

I would like to say that I follow his trace but, we are not that close.
When I reach them both,
she leans on him, closes her eyes. He moves without making the leaning insecure.
I look at them. With the sun on my back that slowly fades, everything
becomes shiny orange
and resembles the fifty autumns of mine
I wish I could lean but, I give up for over discretion.
I close my eyes, I feel the grace of this love of three.

Her voice has his colors. Opens her eyes, shakes him gently and says:

-Can you smell the perfume?
-Yes.
-Do you know his name?
-Tunisian jasmine.
-Doesn’t it seem to you the name of a child emperor?
-Of a man.

Rome, where the sun sets without obscuring. 2014 – Maria A. Listur

Disciplina/Discipline

Un tempo concreta, lasciava desiderare.
Avvenuta e trascorsa, stava a significare:
La realtà.
Poi,
un istante quasi ventennio e grazie allo sguardo
-allineatore di angoli, orefice di veli-
si compone, si riassesta, si prepara, si offre,
quello che il sole ha preparato per te,
ciò che ti appartiene e che sembra tua carne,
più elementi dei cinque, più mondi del nostro:
Essere realtà.

Liviandades-1

Liviandades I – 2014 – Maria A. Listur

Roma, davanti a una chiesa che mi nomina.
2014 – Maria A. Listur

 

Discipline

A time concrete, it let it be desired.
Occurred and bygone, it meant:
The reality.
Then,
a moment almost twenty years and thanks to the glance
-aligner of angles, goldsmith of veils-
it composes, rearrange itself, it prepare itself, donate itself,
what the sun has prepared for you,
what belongs to you and it seem flesh of yours,
more elements than the five, more worlds than ours:
To be reality.

Rome, in front of a church that names me.
2014 – Maria A. Listur

“Il successo è la fortuna di essere frainteso da alcune persone influenti.”/“Success is the luck of being misinterpreted by some influential people.”

Eugène Ionesco

-Che meraviglia!
-Cosa?
-Il vestito!
-Grazie!
-Non l’ho avvertita e lei ha indovinato.
-Indovinato?
-Come vestire per un’occasione molto importante.
-Lo immaginavo.
-Come mai?
-Lei è una star…
-E se invece la portavo a cena da mia madre?
-Sua madre è viva?
-Scherzavo… Come prima uscita, il cimitero sarebbe un buon inizio, no?
-Incomincerà così il suo prossimo romanzo?
-Mia cara… Io non scrivo romanzi…
-Lei non li chiama romanzi ma, sono romanzi.
-Sta volendo rimanere per strada? La posso far scendere…
-Non sarebbe capace? Lei è un gentiluomo ed io ho una lingua biforcuta! Lo racconterei a tutti!
-Nessuno le crederebbe…
-So essere convincente.
-Alla mia età posso anche imparare a godere di una brutta reputazione e in aggiunta, creata da una signora che scrive bene ma che nessuno conosce!
-In quel suo libro “…”, c’è un personaggio che somiglia a lei.
-Tutti sono me.
-Entro stasera diventerà uno degli animali che “umanizza”?
-Più tardi, quando lei incomincerà con le lusinghe!
-La sto già lusingando!
-Ah! Che autostima! Dovrei essere lusingato dalla sua compagnia?
-No… Dal vestito!
-Infatti, le sta molto bene. Quanto mi dispiace farla rimanere così tutta la notte.
-Come?
-Non posso neanche immaginare di toglierglielo!
-Non lo penso neanche io.
-Mi sfida?
-No. Voglio dire che non penso neanche io di toglierle il suo.
-Ah no?
-La nostra età serve a evitare i cliché o è solo vecchiaia?
-Le “stelle” non invecchiamo mai!
-Non ha amato la parola “star” neanche la parola “romanzo”.
-Non amo essere definito. Mi può capire?
-No… Non posso… Io soltanto capisco come vestire bene.
-Ed è tanto!
-Un dono di natura… Come per lei scrivere.
-“Testi di successo”, preferisco. Come dire che lei invece di vestirsi “Si addobba”.
-Grazie…
-Se ringrazia vuol dire che conosce il significato di “adober” in francese antico!
-Creare un cavaliere.
-Mmm… Allora mi chiami “star” quando vuole ma, senza farsi sentire!

Parigi, e la nebbia è folgore, sui capelli. 2014 – Maria A. Listur

 

“Success is the luck of being misinterpreted by some influential people.”

Eugène Ionesco

-How wonderful!
-What?
-The dress!
-Thank you!
-I didn’t tell you and you guessed right.
-Guessed right?
-How to dress in an important occasion.
-I imagined.
-How come?
-You are a star…
-And if I would have brought you to dine at my mother’s?
-Is your mother still alive?
-I am kidding… As a first date, the graveyard would be a nice start, no?
-Will you start with your next novel?
-My dear… I don’t write novels…
-You don’t call them novels, but they are novels.
-Do you want to be left on the road? I can make you get out…
-Would you be capable? You are a gentleman and I have a forked tongue! I would tell everyone!
-Nobody would believe you…
-I can be very persuasive.
-At my age I can also learn to enjoy of a bad reputation and in addition, created by a lady that writes well but no one knows!
-In that book of yours “…”, there is a character that reminds me of you.
-Everyone is I.
-By tonight will you become one of those animals that you “humanized”?
-Later on, when you will begin with the flatteries!
-I am already flattering you!
-Ah! What a self esteem! Should your company flatter me?
-No… The dress!
-As a matter of fact, it suits you very well. I am so sorry to keep you like that all night long.
-How?
-I can’t even imagine taking it off!
-Neither do I.
-Are you challenging me?
-No. I meant that I couldn’t even think me taking your dress off.
-Ah no?
-At our age we have to avoid the clichés or is it only old age?
-The “Stars” never grow old!
-You didn’t like the word “star” and neither “novel”.
-I don’t like to be defined. Can you understand me?
-No… I can’t… I only understand how to dress well.
-And it’s enough!
-A gift of nature… As it is for you writing.
-“Texts of success”, I prefer. As to say that instead of dressing “You adobe (decorate) yourself”.
-Thank you…
-If you are thanking me it means that you know the meaning of “adober”(decorate) in ancient French!
-To create a knight.
-Umm… Therefore you can call me “star” whenever you want but, don’t let anyone hear you!

Paris, and the fog is thunderbolt, on the hair. 2014 – Maria A. Listur

Opportunamente/Conveniently

A festeggiare t’invito
ora è l’ultimo istante.
Ogni petalo, già e tra poco,
sarà pioggia di ceneri.
Celebriamo il lampo!
Senza teatrino invisibile,
non per prova, t’invito.
I condizionali del mondo
sono la morte di Eros.
Respira… Ancora…
Quest’attimo è un confine,
preciso e costante
tra l’irrecuperabile e
il sogno d’accendere.

Sfere-5Sfere V – 2014 – Maria A. Listur

Parigi, quando tacere, conduce.
2014 – Maria A. Listur

 

Conveniently

To celebrate I invite you
now is the last moment.
Each petal, already and in a moment,
will be rain of ashes.
Lets celebrate the lightning!
Without invisible farce,
not to try, I invite you.
The conditional of the world
are the death of Eros.
Breathe… Again…
This instant is a threshold,
precise and constant
between the unrecoverable and
the dream of turning on.

Paris, when being silent, leads.
2014 – Maria A. Listur