“La natura esagera”/“Nature over does it.”

Emil Cioran

Lui è lo stesso essere di tre anni fa, la stessa intensità “innamorante”.
Nel tempo del mezzogiorno. Ora, mi si para davanti al crepuscolo.
Sono meravigliata da com’è diventato imponente e, allo stesso tempo,
delicato, sembra attraversato dalla luce. Mi sono rinnamorata…

In questi anni, in questi ultimi tre inverni,
non mi sono accorta di vivere rendendolo tacito.
C’è sempre stato mentre la primavera è passata sottile per Roma,
anche durante l’estate quando mi ritiro in una città
brillante d’abbandono e poco soleggiata.
Attende i miei soli durante l’autunno, il tempo del mio fuoco.
E anche quando chi mi manca, mio solco, mi raggiunge.

In questo crepuscolo, la compagna del mio amore, accanto a lui,
non sdegna il mio sguardo interessato. M’invita a raggiungerli, dice:

-Tutto bene Maria?
-Sì, grazie.
-Ha sentito?
-Sì…

Lui si muove lentamente, radicato e sereno. Lei chiede:

-Venga…

Sono troppo sensibile alla loro vicinanza ma soprattutto
al profumo di lui tuttavia, mi avvicino. Lei avverte:

-Stia attenta, sta calando la luce e non si vede bene il terreno…

Vorrei dirle che seguo la traccia di lui ma, non abbiamo tale confidenza.
Quando arrivo a loro due, lei si appoggia a lui, chiude gli occhi.
Lui si muove senza rendere insicuro l’appoggio.
Guardo loro. Con il sole sulla mia schiena che lentamente svanisce,
tutto diventa arancio brillante e somiglia a cinquanta autunni miei.
Vorrei anch’io appoggiarmi ma, desisto per eccesso di discrezione.
Chiudo gli occhi, sento la grazia di questo amore a tre.

La voce di lei ha i colori di lui. Apre gli occhi, lo scuote delicatamente e dice:

-Sente il profumo?
-Sì.
-Sa come si chiama?
-Gelsomino di Tunisi.
-Non le sembra il nome di un imperatore bambino?
-Di un uomo.

Roma, dove il sole tramonta senza oscurare. 2014 – Maria A. Listur

 

“Nature over does it.”

Emil Cioran

He is always the same as three years ago, same “enamoring” intensity.
In the time of midday.
Now, it present itself in front of me in the twilight. I am astonished
he became so majestic and, at the same time, delicate,
seems passed through by light. I am in love again…

In these years, in these last three winters, I realized that I lived
making him implicit. He has always been there while spring
has faintly gone through Rome, even at summer time when I retire
in a town shiny of abandon and poorly sunlit.
He waits my suns during fall, the time of my fire.
And even when who I miss, my rut, reaches me

In this twilight, the partner of my love, near him,
doesn’t disdain my interested glance. She invites me to join them, says:

-Everything alright Maria?
-Yes, thanks.
-Have you heard?
-Yes…

He moves slowly, rooted and serene, She asks:

-Come along…

I am too sensible to their proximity and especially to his perfume
anyhow, I go closer
She warns:

-Be careful, light is fading out and you can’t see the ground well…

I would like to say that I follow his trace but, we are not that close.
When I reach them both,
she leans on him, closes her eyes. He moves without making the leaning insecure.
I look at them. With the sun on my back that slowly fades, everything
becomes shiny orange
and resembles the fifty autumns of mine
I wish I could lean but, I give up for over discretion.
I close my eyes, I feel the grace of this love of three.

Her voice has his colors. Opens her eyes, shakes him gently and says:

-Can you smell the perfume?
-Yes.
-Do you know his name?
-Tunisian jasmine.
-Doesn’t it seem to you the name of a child emperor?
-Of a man.

Rome, where the sun sets without obscuring. 2014 – Maria A. Listur

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...