“La brama di originalità è un grossolano egoismo di eruditi.”/“The craving of originality is a unrefined egoism of scholars.”


Novalis

-Sei emozionata?
-No.
-Veramente?
-Prova a sentirmi…
-Ti sento serena.
-E tu?
-Io sono emozionata per te.
-Grazie.
-Vuoi rimanere da sola?
-Come vuoi… Se vuoi andare, vai.
-No, pensavo alla tua necessità di concentrazione.
-Sono concentrata.
-Anche se ti parlo?
-Anche se ridiamo, o balliamo, o parliamo!
-Ho generalizzato il concetto di concentrazione?
-Dipende dal momento in cui uno si trova.
-Non dipende da quello che devi fare?
-Credo abbia una relazione molto profonda con la maturità.
-Con il successo?
-Con la maturità.
-Più anziana sei, più serena sei?
-Non tutti gli anziani sono maturi…
-E molti giovani lo sono?
-Non sono facili da trovare ma, io ho incontrato dei giovani maturi.
-E tu come eri da giovane?
-Disincarnata.
-Non capisco.
-Atemporale e assente.
-E ora? Pensi di aver superato gli stati della giovinezza?
-Non ho superato niente, sono carne del tempo e dell’assenza.
-Ti senti matura?
-Nata.
-Quindi, come dicevo, serena…
-Riconciliata.
-La forma più profonda del successo.
-Può darsi…
-E quando ti deconcentri cosa fai per ritornare alla concentrazione?
-Seguo l’aria.
-Respiri. Pensavo a qualche tecnica un po’ più originale…

Capo d’Orlando, Sicilia; quando le arance rimangono sugli alberi per adornare l’aria. 2014 – Maria A. Listur

 

“The craving of originality is a unrefined egoism of scholars.”


Novalis

-Are you excited?
-No.
-Really?
-Try to feel me…
-I feel you serene.
-And you?
-I am very excited for you.
-Thanks.
-Do you want to be alone?
-As you wish… If you want to go, go.
-No, I was thinking about your need for concentration.
-I am focused.
-Even if I talk to you?
-Even if we laugh, or dance, or talk!
-Have I generalized the concept of concentration?
-It depends on the moment in which one find himself.
-Doesn’t it depend on what you have to do?
-I think it has a very deep relation with maturity.
-With success?
-With maturity.
-The more you are old, the more you are mature?
-Not all the old people are mature…
-And many youngsters are?
-They are not easy to be found but, I have met some mature youngsters.
-And how were you as a youngster?
-Dis-incarnate.
-I don’t understand.
-Atemporal and absent.
-And now? Do you think you have overcome the states of youth?
-I haven’t overcome anything, I am flesh of the time and of the absence.
-You feel mature?
-Born.
-Therefore, As I was saying, serene…
-Reconciled.
-The deepest form of success.
-Could be…
-And when you lose concentration what do you do to go back to concentration?
-I follow the air.
-You breathe. I was thinking about some technique a bit more original …

Capo d’Orlando, Sicily; when the oranges remain on the tree to adorn the air 2014 – Maria A. Listur

Elemento I/Element I

Di gratitudine austeri
Incuranti del tuo scorrere
Come si fa coi propri tempi
O con la giovinezza della carne.
Per cogliere la tua importanza
Basta sempre e soltanto
Qualche giorno in tua assenza
O l’intrattenersi allo specchio.
Soltanto tu sai quel che ti rende
Chiara grigia trasparente azzurra
Luminosa verde infangata cupa
Contenuta evaporata, Acqua.

Elementi-I

Elemento I – 2014 – Maria A. Listur

Castel Gandolfo, dove il lago ci sorride.
2014 – Maria A. Listur

 

Element I

Of gratitude austere
Careless of your flow
As it is done with our own times
Or with the freshness of the flesh.
To understand your importance
It’s enough always and just
Few days in your absence
Or entertaining oneself at the mirror.
Only you know what it makes you
Clear grey transparent azure
Luminous green muddy dark
Contained evaporated, Water.

Castel Gandolfo, where the lake smiles at us.
2014 – Maria A. Listur

“Fa’ silenzio intorno a te, se vuoi udir cantare l’anima tua.”/“Make silence around you if you want to hear your soul singing.”

Arturo Graf

Qualcosa da dentro mi salva m’issa dalle lenzuola nella polvere sui tasti del piano interrompe l’incidere del riso sul fuoco l’invasione dei gatti di pelo la cacofonia della pubblicità nel telefono i messaggi di chi sembra più libero qualcosa s’infiltra trapela nei mestierini del quotidiano la doccia calcarea le creme invecchianti i mesti cadaveri sul tavolo qualcosa da dentro mi riconduce richiama all’adagio ripropone sette nuance quasi nove e attende nipponici smalti qualcosa da sempre mi guida cappeggia non conosce la fame non sa della sete non vede pulito non sa cosa è sporco non si arrende al sonno ma sogna veglia rinasce ridanza rimuore ascoltando comprende rilava respira in apnea convoglia e scorta accompagna qualcosa sa del divenire presenza moto parola colore mutismo attivo silenzio risenso inconsueto contrasto complemento perenne qualcosa da dentro riscatta mi reclama quando tacciono il consenso i nemici la gloria gli amori le strade le assenze gli inviti i morti il vento di casa ogni presenza i trauma i complimenti Eros e Psiche le paranoie l’ispirazione il grande fantasma qualcosa mi lancia una rete mi affranca da dentro mi attira ripropone il mio nome a quella che sono ma cambia e in quel piccolo istante ogni cosa ogni vuoto diventa una Eco di quella che ancora non sono ma certa quanto che è roccia di segnalare la strada.

Roma, durante il solstizio. 2014 – Maria A. Listur

 

“Make silence around you if you want to hear your soul singing.”

Arturo Graf

Something from inside saves me it lifts me from the sheets in the dust on the keys of the piano interrupts the carving of the rice over the fire the invasion of the cats of furs the cacophony of the advertisement of the telephone the messages of whom seems more free something infiltrates leaks in the little jobs of everyday the calcareous shower the aging creams the quiet corpses on the table something re-guides me recalls to slowness it proposes seven nuances almost nine and awaits Nipponese enamels something always guides me leads it doesn’t know hunger it doesn’t knows thirst it doesn’t see clean and doesn’t know dirty it doesn’t surrender to sleepiness but dreams watches over regenerates dances again re-dies listening understands re-washes breaths in apnea channels and escorts accompanies something knows about the becoming presence motion word color mutism active silence re-senses unusual contrast perennial complement something from inside ransoms claims me when they quiet down the consensus the enemies the glory the loves the streets the absences the invitations the dead the wind of home each presence the traumas the compliments Eros and Psyche the paranoia the inspirations the great ghost something throws a net to me it liberates me from inside it attacks me it re-proposes my name to whom I am but it changes and in that small moment each thing each emptiness becomes a Echo of whom I am not yet but sure as it is rock that signals the path.

Rome, during the solstice. 2014 – Maria A. Listur

Resilienza/Resilience

Ti prego,
Sii generoso di rumori,
Sto accumulando ogni memoria:

Suoni di abissali monetine
Cigolii della porta della camera
La tosse del tuo “mate” argentino
Soffietti dei tessuti sulle spalle
La risata con l’amico al telefono
Il metallo delle chiavi della casa
Sussurri che sanno di Cupido
Il pavimento sfiorato dai tuoi piedi
Le colombe che saluti ogni mattino
Lo strusciare della penna sulla carta
Maria Callas, Almafuerte o i giornali
Simiocracia, le notizie o Cortazar…
I “buongiorno” scelti tra cinque lingue
Le “buonanotte” solamente ispaniche.
Un sospiro rubato al lavoro
Il nostro incidere dell’umana vocazione…

Voglio continuare all’infinito
Imitare questa casa:
Ti festeggia e canta.

Paesaggio-Sonoro-I

Paesaggio sonoro I – 2014 – Maria A. Listur

Fuori da ogni mappa.
2014 – Maria A. Listur

 

Resilience

I beg you,
Be generous of sounds,
I am collecting each memory:

Abyssal sounds of coins
Squeaking of the door of the room
The cough of your Argentinean “mate”
Folding of texture on the shoulders
The laugh with the friend on the phone
The metal of the house keys
Whispers that sounds like Cupid
The floor brushed by your feet
The doves that you greet every morning
The brushing of the pen on the paper
Maria Callas, Almafuerte or the newspapers
Simiocracy, the news or Cortazar…
The “good mornings” chosen among five languages
The “good nights” only Hispanic.
A sigh stolen from the work
Our accident of the human vocation…

I want to go on forever
Imitate this house:
It celebrates you and sings.

Outside of every map.
2014 – Maria A. Listur

“La bellezza della necessità è materia di scandalo per il pubblico abituato alla necessità della bellezza.”/“The beauty of necessity it is a matter of scandal for the public accustomed to the necessity of beauty.”

Carlo Belli

-Destra.
-Sinistra!
-Destra! Lo ricordo perfettamente.
-Sono io quella che ti ha indicato la direzione!
-Tre anni fa!
-Per favore, vai a sinistra e lo troverai.
-Ma se non lo trovo, mi offri dello champagne?
-Lo avrei fatto a prescindere…

Colei che indicava la sinistra apre una porta a sinistra e lo trova ma, non è quello di tre anni fa…

-Visto? Non è quello!
-Perché? Com’è?
-Impossibile e turco.
-E se è turco, la signora non gradisce…
-Vai verso il razzismo per evitare di riconoscere che ti sei sbagliata. Andiamo a destra.

Percorrono gallerie piene di porte che portano verso palchi memori di suoni e che nei secoli si sono rinnovati a prescindere dalle guerre, dai terremoti, dalle mode, dai governi. Si guardano, perse e in ricerca di qualcosa che non è il contingente, che non si trova dietro nessuna porta. Tacciono. Cambiano direzione, continuando a cercare. A destra trovano un’altra porta. L’aprono, entrano. Quella della sinistra controlla, dice:

-Non sarà di tuo gradimento!
-Cosa ha?
-Guarda…
-Oh mio Dio! Mi sembra terribile…
-Non hai alternative. Non abbiamo più tempo per cercare.
-Ma qui non posso. Quello di tre anni fa lo avevi trovato un po’ nascosto…
-Sembra un dettaglio della tua personalità ma, non trovo tanto sano che tu abbia questo problema con…
-Hai ragione ma penso sia peggiore quando si tratta di uomini…
-E cosa c’entrano gli uomini?
-Provo lo stesso che per i bagni.
-Cioè?
-Mi fa senso trovare traccia di chi li ha usati prima.

Reggio nell’Emilia, quando i quartetti d’archi guidano le stagioni. 2014 – Maria Listur

 

“The beauty of necessity it is a matter of scandal for the public accustomed to the necessity of beauty.”

Carlo Belli

-Right.
-Left!
-Right! I remember perfectly.
-It is me who has shown you the direction!
-Three years ago!
-Please, go to the left and you’ll find it.
-But if I don’t will you offer me some champagne?
-I would have done it anyway…

The woman who was indicating the left opens a door on the left and she finds it but, it is not the same of three years ago…

-See? It is not it!
-Why? How is it?
-Impossible it is Turkish style.
-And if it is Turkish, the lady doesn’t like…
-You are going towards racism to avoid recognizing that you were wrong. Let’s go right.

They go over galleries full of doors that lead to boxes mindful of sounds and that in centuries have been renovated regardless the wars, the earthquakes, the fashions, the governments. They look at each other, lost and in search of something that is not the contingent, that is not behind any door. They hush. Change direction, continuing the search. In the right they find another door. They open it, enter. The woman of the left controls, says:

-It is not going to be to your liking!
-What is it?
-Look…
-Oh my God! It looks terrible…
-You have no alternatives. We have no time to search.
-But I can’t here. The one of three years ago you found it a little bit hidden…
-It seems a detail of your personality but, I don’t find it very healthy that you have this problem with…
-You are right but I think it is worst when it is about men…
-And what men have got to do with this?
-I feel the same as for the toilets.
-That is?
-It disgusts me to find traces of those whom have used them before.

Reggio nell’Emilia, when the string quartets lead the seasons. 2014 – Maria Listur

A quell’uomo/To That Man

Spellato di artifizi,
mi conduci.
Struccata di tristezze,
mi concedo.
Nuovamente i profumi
mi sequestrano.
Levità e sottigliezza
mi riconquistano.
Quanto spazio mi presenti!
E che danze sai guidare!

Sembri fatto del mio mare:
Conciato a colpi famigliari
Brillantato in lacrime e sudori
Garbato dolce e concreto
Solo lusinghiero e invitante!
Ricordi me, nella superfice
Mi somigli, dove taci dove dici.
Siamo due calici finissimi
Campane,
Che sai suonare.

Poiesi-4-VI

Poiesi 4/VII – 2014 – Maria A. Listur

Palermo, tropicale e quieta.
2014 – Maria A. Listur

 

To That Man

Peeled of artifices,
you guide me.
Removed of sorrows,
I surrender myself.
Again the perfumes
abduct me.
Levity and subtlety
reconquer me.
So much space you present me!
And what dances can you lead!

You seem made of my sea:
Tanned by familiar blows
Faceted in tears and sweat
Polite sweet and concrete
Only flattering and inviting!
Memories of me, on the surface
You look like me, where you hush where you say.
We are to very refined chalices
Bells,
That you can ring.

Palermo, tropical and quiet.
2014 – Maria A. Listur

“Qual è il motto dell’inferno? Irreparabile.”/“What’s the hell motto? Irreparable.”

Henri-Frédéric Amiel

-Ti ama quanto ama la vita!
-Non mi serve.
-Lo dici perché ti ama.
-No, lo dico perché mi pesa.
-Ora, ti pesa.
-Sì, ma stiamo parlando come se verso di te non sentisse lo stesso sentimento.
-Non lo sente.
-Ne sei sicura?
-No. Non sono sicura. Lo so. Il suo problema con le donne è anteriore a me.
-Un bel modo di giustificarla.
-Necessario.
-Io, invece, sento il peso come qualcosa di più grande di me.
-Lo è.
-Anche il problema con gli uomini è anteriore a me?
-Questo non lo so… So soltanto che ti ama più di quanto ha amato suo marito, più di quanto ha amato i suoi amanti.
-E tu che ne sai?
-L’ho visto, l’ho sentito…
-Eri troppo piccola per capirlo.
-Infatti, non capivo, sentivo. E con gli anni, ho capito.
-Sei gelosa?
-Di chi?
-Di me.
-No.
-Neanche io di te.
-Vorrei vedere… Sei l’oggetto d’amore di una donna potente!
-Sono stato un inconsapevole Edipo di una Giocasta incontentabile…
-Altrimenti, che Giocasta sarebbe?
-Non so se è il telefono o se è la tua voce, ma sembri tanto triste…
-Lo sono.
-Ti ho rattristato io?
-No, penso a te, a me, a tutto quello che ancor prima della nostra nascita era ferito.
-Guarirà?
-Ci sono ferite che non guariscono mai…
-Me ne sono accorto soltanto adesso, da grande.
-Edipo recupera la vista!
-Diventi di nuovo allegra?
-Ho sempre sperato fossi tu ad aprirti uno spazio tra i veli…
-Sembra che lei non abbia nessuna responsabilità!
-Quello che doveva fare l’ha fatto, il resto è psicologia.
-Basta il parto?
-Dimentichi “il prima” e “il durante”…

Roma-Sicilia, e nel cuore Eschilo, Euripide e Sofocle. 2014 – Maria A. Listur

 

“What’s the hell motto? Irreparable.”

Henri-Frédéric Amiel

-She loves you as much as she loves life!
-I don’t need it.
-You say so because she loves you.
-No, I say so because it’s a burden on me.
-Now, it does.
-Yes, but we are talking as she didn’t have the same feeling for you.
-She doesn’t.
-Are you sure about it?
-No. I am not sure. I know. Her problem with women is prior to me.
-A nice way to excuse her.
-Necessary.
-I, instead, feel the burden as something bigger than me.
-It is.
-Even the problem with men is prior to me?
-I am not sure about that… I just know that she loves you more than she has loved her husband, more than she has loved her lovers
-And how do you know about that?
-I saw it, I felt it…
-You were too little to understand it.
-Exactly, I didn’t understand, I felt. Through the years, I have understood.
-Are you jealous?
-Of whom?
-Of me.
-No.
-Neither am I of you.
-No wonder… You are the object of love of a powerful woman!
-I have been an unconscious Oedipus of an insatiable Jocasta…
-Otherwise, what Jocasta would she be?
-I don’t know if it is the phone or your voice, but you seem so sad…
-I am.
-Have I made you sad?
-No, I think about you, about me, about what was already wounded even before we were born.
-Will it heal?
-There are some wounds that will never heal…
-I have realized it only now, as a grownup.
-Oedipus gains his sight back!
-Are you back to happy?
-I have always hoped that you would be the one to open up a space among the veils…
-Sounds like she doesn’t have any responsibility!
-Whatever she had to do she did it, the rest is psychology.
-Childbirth is enough?
-You are forgetting “the before” and “the during”…

Rome-Sicily, and in the heart Aeschylus, Euripides and Sophocles. 2014 – Maria A. Listur

Esigenza/Necessity

Ti so guardinga sull’altra sponda
Indaffarata Sicura Ordinata
Il tuo piacere non offre interruzioni
Abitante Comoda Ricchissima
Castello cristallino e castellana
Mi convinci spesso volentieri e vaga
Ma, imparo grazie a Kronos i tuoi vizi
Non sopporti l’indolente compagnia
E ti nascondi nel sollievo del mio ritmo
Ti perdono
Ti accolgo
Ti so presente
Altalenante Assente.

Fleur-II

Fleur II – 2014 – Maria A. Listur

Reggio Emilia, tra corde che vestono.
2014 – Maria A. Listur

 

Necessity

I know you prudent on the other riverbank
Busy Sure Neat
Your pleasure doesn’t offer interruptions
Inhabitant Comfortable Very Rich
Castle crystalline and castle
You very often convince me and vague
But, thanks to Kronos I learn your vices
You don’t bear the indolent company
And you hide in the relief of my rhythm
I forgive you
I embrace you
I know you present
Fluctuating Absent.

Reggio Emilia, among strings that dress.
2014 – Maria A. Listur

“Partire è vincere una lite contro l’abitudine.”/“To leave is to win a fight against habit.”

Paul Morand

-Non puoi aver dimenticato la città!
-Ha preso il sopravvento l’emozione!
-Non puoi…!
-Abbiamo internet! La troveremo!
-Non si trova su internet! Sono informazioni riservate!
-Non mi far ridere!
-Non voglio farti ridere, sono sicura di quel che dico.
-Non sarai tanto sicura quando prenderai contatto con i mercanti della morte.
-Ora sono mercanti ma, quando mi hai detto che eri contenta della sua decisione, erano dei santi?
-Sono cose separate: sono d’accordo con lui ma non con il fatto che si debba pagare.
-Che innocente!
-Hai ragione… Ho sempre sperato di poter morire gratuitamente…
-Se uno si spara una droga pesante con l’aiuto di qualcuno si muore quasi gratuitamente…
-Ma nel delitto.
-Ahhh! Quello che ti piace è la condivisione!
-Quello che mi piace è il contenimento nella decisione poiché singola persona in relazione con l’ambiente.
-Troppo complicato per me… Poi, io sono credente, non posso condividere.
-Oh mio Dio! Abbi pietà di lui in quanto singolo che decide di andare a morire dove gli è permesso farlo nei tempi che lui necessita.
-Stai dimenticando: “grazie al pagamento di una cospicua somma di denaro”.
-Riflettendoci, non è – di primo acchito – la somma di denaro che mi dispiace ma, il fatto che vada a morire in un paese che non è il suo perché il suo non contempla la sua esigenza.
-Lo dici tu che sei straniera?
-Ma ho scelto l’estero da giovane, per morire non so se mi sarà permesso scegliere qualcosa.
-Ti ha chiesto di accompagnarlo?
-No. E a te?
-No.
-Vado a guardare su internet!
-Non troverai la città, non la troverai!
-Certo che non la troverò, non la voglio trovare! Non la voglio ricordare.
-Perché lo hai appoggiato e gli hai detto che eri d’accordo?
-Perché mi ha chiesto di incoraggiarlo, perché lo penso, perché vorrei che facessero così con me, perché era stanco di soffrire fisicamente.
-Ma ora non riesci a contenere la tristezza… Per questo dimentichi, tu che non dimentichi neanche il maglione che portavo vent’anni fa quando ci siamo conosciute!
-Dici benissimo. Hai ragione, è così. Lo è anche per te.
-Suggeriscimi qualcosa.
-Facciamoci compagnia.

Roma, quando la luce brucia ogni conoscenza e cade. 2014 – Maria A. Listur

 

“To leave is to win a fight against habit.”

Paul Morand

-You cannot have forgotten the city!
-Emotion has prevailed!
-You cannot…!
-We have Internet! We’ll find it!
-It can’t be found on the Internet! Those are confidential information!
-Don’t make me laugh!
-I don’t want to make you laugh, I am sure of what I am saying.
-You won’t be so sure when you’ll get in touch with the mercenaries of death.
-Now they are merchants but, when you told me you were happy of his decision, were they saints?
-Those are separate things: I agree with him but not with the fact that we have to pay.
-How innocent!
-You are right… I have always wished I could die gratuitously…
-If one gets a shot of a heavy drug with the help of someone we could die almost free of charge…
-But in crime.
-Ahhh! What you like is sharing!
-What I like is the containment in the decision seeing as a single person in relation with the environment.
-Too complicated for me… After all, I am a believer, I can’t agree.
-Oh my God! Have mercy on him since he is a single who decides to go to die where he is allowed to in times that he needs.
-You are forgetting: “thanks to a conspicuous amount of money”.
-Thinking about it, it is not – at first blush – the amount of money that I dislike but, the fact that he is going to die in a land that is not his because in his own it is not contemplated his necessity.
-You said so because you are a foreigner?
-But I have chosen abroad when I was young, I don’t know if I will be allowed to choose something to die.
-Has he asked you to accompany him?
-No. And to you?
-No.
-I’ll go check the Internet!
-You won’t find the city, you won’t!
-Sure that I won’t, I don’t want to find it! I don’t want to remember it.
-Why have you supported him and you told him that you agreed?
-Because he asked me to encourage him, because I think about it, because I wish they would do that for me, because he was tired of suffering physically.
-But now you cannot hold back the sadness… That’s why you forget, you who couldn’t even forget the sweater I wore twenty years ago when we met!
-You speak well. You are right, it’s like that. It’s like that for you as well.
-Suggest something.
-Let’s keep each other company.

Rome, when the light burns each knowledge and falls. 2014 – Maria A. Listur