A quell’uomo/To That Man

Spellato di artifizi,
mi conduci.
Struccata di tristezze,
mi concedo.
Nuovamente i profumi
mi sequestrano.
Levità e sottigliezza
mi riconquistano.
Quanto spazio mi presenti!
E che danze sai guidare!

Sembri fatto del mio mare:
Conciato a colpi famigliari
Brillantato in lacrime e sudori
Garbato dolce e concreto
Solo lusinghiero e invitante!
Ricordi me, nella superfice
Mi somigli, dove taci dove dici.
Siamo due calici finissimi
Campane,
Che sai suonare.

Poiesi-4-VI

Poiesi 4/VII – 2014 – Maria A. Listur

Palermo, tropicale e quieta.
2014 – Maria A. Listur

 

To That Man

Peeled of artifices,
you guide me.
Removed of sorrows,
I surrender myself.
Again the perfumes
abduct me.
Levity and subtlety
reconquer me.
So much space you present me!
And what dances can you lead!

You seem made of my sea:
Tanned by familiar blows
Faceted in tears and sweat
Polite sweet and concrete
Only flattering and inviting!
Memories of me, on the surface
You look like me, where you hush where you say.
We are to very refined chalices
Bells,
That you can ring.

Palermo, tropical and quiet.
2014 – Maria A. Listur

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