“È un privilegio femminile essere insensata.”/“It is a feminine privilege to be senseless.”

Marlene Dietrich

-Per chi tifi?
-Per Olanda!
-Ma no! Sei matta! Non mi parlare più!
-Poverini… Hanno bisogno di vincere… Arrivano sempre così…
-E che c’entra?
-Ho tifato anche per il Camerun e per il Belgio…
-E se arriviamo alla finale?
-Allora tiferò per voi!

Ascolto il dialogo, ovattata dalla distanza e dalla lettura ma, ascolto… Poi, mi distraggo. Il ricordo prende il sopravvento, quello in fondo allo stomaco, vicino alle vertebre e che si espande verso la pelle dietro l’ombelico. Alla parola “Olanda”, non corrisponde più il ricordo del viaggio che mi hanno raccontato qualche giorno fa, piuttosto, un autobus pieno di ragazzi bellissimi che guardavano la modella adolescente addetta al loro “Benvenuto”, scritto sul cartellone che portava tra le mani: “Argentina – Mundial 1978”. Succedeva mentre nelle case ancora si aveva la speranza di ritrovare chi ci sembrava fosse scappato in Europa e un giorno sarebbe tornato. Si aveva la speranza mentre il mondo svelava un logo del mondiale satiricamente foderato di armi, e morte.
La stretta allo stomaco torna scevra dalle consapevolezze adulte, fresca come quando avevo tredici anni, quando non mi abbandonava mai la sensazione di camminare su qualcosa di nuvoloso: eravamo una tomba e ci davano il “Mundial 1978” come chi dà acqua ai fiori recisi.

-E tu per chi tifi?

Arriva anche a me la domanda quindi, esco dallo stomaco e rientro facilmente nel cuore. Ora posso. Ora ho imparato ad annaffiarmi da sola.

-Ovvio…
-Un tempo ti facevano pena le squadre meno importanti… Lo ricordi?
-Un tempo ero solo in pena…

Roma, mentre imparo le regole del calcio e il soggettivo lavoro degli arbitri. 2014 – Maria A. Listur

 

“It is a feminine privilege to be senseless.”

Marlene Dietrich

-Who do you cheer for?
-Holland!
-But no! You are crazy! Don’t you ever talk to me!
-Poor things… They need to win… They always get this far…
-And what has it got to do with anything?
-I supported Cameron and Belgium…
-And if we get to the final?
-Then I’ll support you!

I listen to the dialogue, muffled by the distance and the reading but, I am listening… Then, I get distracted. Memory prevails, the one in the bottom of the guts, next to the vertebrae and that expands towards the skin behind the navel. To the word “Holland”, doesn’t correspond anymore the memory of the journey that someone has told me about few days ago, rather, a bus full of beautiful kids that are looking at the adolescent model assigned to their “Welcome”, written on the board that she is holding with her hands: “Argentina – Mundial 1978”. It was happening while in the houses still they had hope to find who it seemed to have escaped to Europe and someday would have come back. We had the hope while the world was unveiling a logo for the world cup satirically covered with arms, and death.
The grip to the stomach goes back regardless the adult awareness, fresh like when I was thirteen years old, when the sensation of walking on something very cloudy would never let me go: we were a grave and they gave us the “Mundial 1978” as someone gives water to truncated flowers.

-And whom do you cheer for?

The question reaches me as well therefore, I leave the stomach and re enter easily in the heart. Now I can. Now I have learned how to water myself.

-Obvious…
-A time ago you felt sorry for those teams less important… Do you remember?
-A time ago I was just sorry…

Rome, while I learn the rules of soccer and the subjective work of the referees. 2014 – Maria A. Listur

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...