Un tempo…/A time…

… Il corpo appoggiava su notevoli spigoli.
In assenza di pelle – svelata – sentivo.
Fenditure invisibili in tutto lo scheletro.
Infantili le lacrime – discrete – aravano.
Come aghi le ossa, sbrindellavano carne.
Il contare del tempo smontava Saturno
Sembrava assente il passo ceduto…

… Il tempo non sempre è misura
e chi lo sente sa coagularlo:

Gli spigoli diventarono sfere
La pelle si nutrì dalle labbra
Lo scheletro sembrò stellare
Carne e ossa furono ago
Le lacrime nutrirono il fiore
Saturno ritornò in certezze
Il passo rinforzò il ripartire.

Sfera-VI

Sfere VI – 2014 – Maria A. Listur

Roma, Signora delle Grazie.
2014 – Maria A. Listur

 

A time…

… The body would lean on outstanding edges.
In absence of skin – unveiled – I felt.
Invisible gaps in the whole skeleton.
Childish the tears – discreet – they plough.
Like needles the bones, tearing the flesh.
the counting of time would dismantle Saturn
It seemed absent the surrendered step…

… Time it’s not always a measure
and who feels it knows out to coagulate it:

The edges became spheres
The flesh nourished from the lips
The skeleton felt stellar
Flesh and bones became needle
Tears nourished the flower
Saturn returned in certainties
the step reinforced the new start.

Rome, Lady of the Graces.
2014 – Maria A. Listur

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