“La nobiltà è la sola e unica virtù.”/“Nobility is the only virtue.”

Decimo Giunio Giovenale

Passeggiamo nel cuore di chi coglie i nostri lavori complementari.
Lei mi segnala discretamente, dove guardare, chi guardare, come guardare.
Mi è accanto avvolta da colori tenui e leggeri. Sembra fatta di vento.
Mentre ci addentriamo nel futuro condiviso, diciamo di noi:
sentimenti, esperienze, la stessa quantità di decadi in attraversamento.
Ridiamo.
Ricordiamo eventi storici tragici in continenti diversi. Atrocità.
Tacciamo.
Ci confidiamo delle prove al femminile che ci avrebbero potuto uccidere.
Sorridiamo.
Camminiamo.
Ci salutiamo bruciate dallo stesso freddo interiore, dalla stessa educazione.
-Sono felice di averti incontrata.
-Anche io. Grazie per l’intimità.
-Vedrai…
Ci separiamo nel centro della terra, della nostra terra.
Mi volto per guardarla da lontano mentre non mi guarda.
Voliamo.

Parigi, dove Giulio Mazarino vive nei libri. 2014 – Maria A. Listur

 

“Nobility is the only virtue.”

Decimus Junius Juvenalis

We stroll on the heart of who understands our complementary jobs.
She shows me discreetly, where to watch, who to watch, how to watch.
She is next to me wrapped in tenuous and light colors. She seems to be made of wind.
While we deepen in the shared future, say about ourselves:
feelings, experiences, the same quantity of decades in passing through.
We laugh.
We remember historical tragic events in different continents. Atrocities.
We stay silent.
We confide to each other some feminine challenges that could have killed us.
We smile.
We walk.
We greet each other burned by the same interior cold, by the same education.
-I am happy to have met you.
-Me too. Thank you for the intimacy.
-You’ll see…
We part in the center of the world, our world.
I turn around to see her from afar while she doesn’t look at me.
We fly.

In Ginevra Ruspoli’s Paris,
where Giulio Mazarino lives in the books. 2014 – Maria A. Listur

Matrimonio/Wedding

Dall’eco viene senza soste
Nel battere devoto ci attraversa
Oltre ogni tela fu ed è ragno
Oltre ogni acqua sempre imparenta!
Dedito tesse rimesta limita
Ripete conforma intaglia trattiene!

Sposalizio con la lingua madre
Riduci a noi di ogni dire il male
Che il quotidiano non sia solo pane
Sanaci nella gloria del dire bene
Rinnovaci ricreaci silenziaci…

Fleur-III

Fleur III – 2014 – Maria A. Listur

Torino, evocativa e cantabile.
2014 – Maria A. Listur

 

Wedding

From the echo it arrives with no pauses
In the beating devoted it passes through us
Beyond each web it has been and it is spider
Beyond each water it always marries into!
Dedicated it weaves drags up delimits
Repeats conforms carves holds back!

Bridal with the mother tongue
Reduce to us of each saying the evil
That the daily won’t be only bread
Heal us in the glory of well saying
Renew us recreate us quiet us…

Turin, evocative and cantabile.
2014 – Maria A. Listur

“Non penso mai al futuro; arriva così presto!/“I never think about the future; it arrives so soon!”

Albert Einstein

-Avrei da darle un consiglio.
-Ascolto.
-Dovrebbe cambiare il finale.
-Come mai?
-Non funziona.
-In qual senso?
-Troppo femminista.
-Riesce a non pensare da uomo?
-Penso da correttore e da editore.
-Uomo.
-Certo.
-A me succede lo stesso, credo di non essere femminista ma l’inconscio mi fa apparire tale…
-Vuole o non vuole cambiare il finale?
-Da questo dipende l’edizione?
-Sì.
-E cosa mi suggerisce?
-Che la protagonista si salvi.
-Quello non è cambiare il finale, è trasformare il racconto!
-No… Lei pensa così perché conosce la storia, invece dovrebbe pensare alle persone che mentre lo leggono non sanno come va a finire…
-Conosco persone che leggono l’inizio e la fine prima di addentrarsi in tutta la storia!
-Non tutti leggono così!
-Altri leggono a pezzi, saltando da una parte ad un’altra…
-Cambierà il finale?
-Che cosa dovrei cambiare?
-Glielo già detto.
-Me lo spieghi.
-La protagonista si deve salvare.
-Sembra che lei non abbia letto il mio manoscritto…
-Guardi che è una frase.
-Non è una frase, si tratta di un’interpretazione.
-Se la protagonista muore, non c’è niente da interpretare!
-Sembra che per lei morire non sia una salvezza?
-Per lei lo è?
-Per la protagonista lo è.
-Pensi alle vendite.
-Non ho mai scelto quello che mi conviene, continuo a preferire quello che conviene a tutti, anche quando non si comprende.
-Perde.
-Questione d’interpretazione.

Milano, nella luce di un cielo brillantemente antracite. 2014 – Maria A. Listur

 

“I never think about the future; it arrives so soon!”

Albert Einstein

-I have a suggestion to make.
-I am listening.
-You should change the end.
-How come?
-It doesn’t work.
-In what sense
-Too feminist.
-Could you not think as a man?
-I am thinking as a proofreader and an editor.
-Man.
-Sure.
-It happens to me the same, I think I am not a feminist but the unconscious makes me appear so…
-Do you or do you not want to change your end?
-The edition depends on that?
-Yes.
-And what do you suggest?
-That the main character saves herself.
-That is not changing the end, that is transforming the story!
-No… You think like that because you know the story, you should think about the people that while are reading do not know how it goes, instead…
-I know people that read the beginning and the end before going deeper in the whole story!
-Not everyone reads like that!
-Some other read bits and pieces, jumping from a side to the other…
-Are you going to change the end?
-What should I change?
-I told you already.
-Explain it to me.
-The main character has to save herself.
-It seems that you haven’t read my manuscript…
-It is just a sentence, you see.
-It is not a sentence, it’s about an interpretation.
-If the main character dies, there is nothing to interpret!
-It seems that to you dying is not saving oneself?
-Is it for you?
-For the main character it is.
-Think about the sales.
-I have never chosen what it is convenient to me, I keep preferring what is convenient to all, even when it is not understood.
-You lose.
-A matter of interpretation.

Milan, in the light of a sky brilliantly anthracite. 2014 – Maria A. Listur

VITA/LIFE

Soffocata nella semplicità del nascere
Ristretta nella ripetizione condizionante
Violentata dai riti limitanti
Ridotta nelle fatiche quotidiane
Idolatrata in vera e finta giovinezza
Condizionata interpretata infine breve
Donatrice infaticabile di esperienze
Leggero petalo sul fiume dell’eterno.

Rete-III

Rete III – 2014 – Maria A. Listur

Roma, in stagioni sovrapposte…
2014 – Maria A. Listur

 

LIFE
Suffocated in the simplicity of being born
Restricted in the conditioning repetition
Harassed by the limited rites
Reduced in the daily grinds
Idolized in true and fake youth
Conditioned interpreted at last short
Tireless giver of experiences
Light petal on the river of the aeternum.

Rome, in overlapped seasons…
2014 – Maria A. Listur

“La sostanza sta nelle sfumature.”/“The essence is in the undertones.”

Alessandro Morandotti

Se le vedessero dall’alto,
per esempio da un secondo piano,
non si sarebbe in grado di comprendere le età…
A qualche metro e lateralmente,
si vede che una è più giovane.
La più giovane trema.
La più anziana è immobile.
Ascolta.
La sofferenza può essere insopportabile
a qualsiasi età
tuttavia durante la giovinezza
sembra inappropriata… Distopica!
La giovane racconta una perdita.
(Colgo un nome maschile)
La più anziana è immobile.
La giovane soffre tanto da non poter piangere.
(Ascolto non per curiosità ma,
per vocazione)
La giovane contorce il viso senza lacrime,
appare corrosa da un male nuovo.
La sofferenza sembra più nuova
dentro una pelle nuova!
La più anziana ci sorprende con un abbraccio.
(Non capisco in quale momento
si sia inclinata verso la giovane.
Di colpo l’ha stretta a sé)
La ragazza non abbandona il dolore.
La più anziana le carezza la schiena.
La giovane piange.
La più anziana dice:
-“Non avrei mai immaginato di vederti soffrire così tanto…”
La giovane risponde in lacrime:
-“Neanche io.”
Si separano.
La più anziana traspare.
La più giovane torna bambina.

Roma, si può partecipare silenziosamente.

2014 – Maria A. Listur

 

“The essence is in the undertones.”

Alessandro Morandotti

If they would see them from above,
for example from a second floor,
no one would be able to understand their age…
Some meter apart and on the side,
it can be seen that one is younger.
The youngest one shivers.
The eldest one is motionless.
Listens.
The pain can be unbearable
at any age
although in youth
seems inappropriate… Distopic!
The young one tells about a loss.
(I catch a male name)
The eldest one is motionless.
The young one suffers so much that she cannot cry.
(I listen not out of curiosity but,
for vocation)
The young one deforms her face without tears,
it appears corroded by a new sickness.
The pain seems newer
inside a fresh skin!
The eldest one surprises us with an embrace.
(I don’t understand in which moment
she has leaned towards the young one.
Suddenly she held her close)
The girl doesn’t leave the pain.
The eldest one caresses her back.
The young one cries.
The eldest one says:
-“I would have never imagine to see you suffering so much…”
The young one replies in tears:
-“Neither would I.”
They part.
The eldest one shine through.
The youngest one returns child.

Rome, it’s possible to participate quietly.

2014 – Maria A. Listur

Incantesimo/Enchantment

Tra le mani occulto non invisibile
Ricrea pane pensieri e tazze,
Argille gonfie qual marmellate.
Rinnovato in ogni frutteto
D’aria incarnato nella parola.
Nel lievito madre, espande, ride
Salvaguarda, nutre, non solo impasta.
Dal primo incontro e in eterno
Nel fiorito aroma di sue pietanze
Accetto il mistero fatto dai doni
Nel suo incanto, miracolata.

Nouvelle-Vie-6

Nouvelle Vie VI – 2014 – Maria A. Listur

Da Laura-Paola, dove si mangia come si crea.
2014 – Maria A. Listur

 

Enchantment

In the hands concealed not invisible
Recreates bread thoughts and cups,
Swollen clays as marmalades.
Renewed in each orchard
Of air incarnated in the idiom.
In the yeast starter, expands, laughs
Safeguards, nourish, not only kneads.
From the first encounter and in aeternum
In the flourished aroma of its food
I accept the mystery made of gifts
In its enchantment, saved.

At Laura-Paola’s, where one eats as one creates.
2014 – Maria A. Listur

“Un’opera d’arte è un angolo della creazione visto attraverso un temperamento.”/“A work of art is an angle of creation seen through temperament.”

Emile Zola

-Mi dovete scusare… Non immaginavo faceste un pasto macrobiotico…
-Come mai chiede scusa?
-Ho portato champagne…
-Non ci sono problemi… È freddo?
-Sì.
-Meno male perché noi non abbiamo il congelatore…
-Ma, se lo mettete in frigo, è meglio.
-Lo faccia lei, è quella porticina nana lì accanto…
-Se non volete non lo beviamo…
-E se lei vuole altro cibo, glielo cucino.
-No no, per me va benissimo.
-Conosce il cibo macrobiotico?
-No.
-Si vede…
-Mi trova grasso?
-No, lo dico per l’esclusione dello champagne…
-La sua macrobiotica mi sembra un po’ strana…
-Certamente… Non la conosce.
-Ho un’idea però.
-E in quell’idea non rientra lo champagne?
-No, non rientra.
-Allora conosce una macrobiotica più severa di quella che insegnava il mio maestro.
-Non era severo?
-Diceva che la macrobiotica era come “portare occhiali magici”…
-Gli “occhiali magici” trasformano i veleni?
-No, li sanno trasformare.
-E la disciplina?
-Questione di privacy…
-Ingannevole…
-Rispettoso.
-Allora mi azzarderei a chiederle di cucinarmi un bel pesce!
-Mi dispiace ma né pesco né caccio… L’offerta di cucinare qualcosa per lei era in ordine con il suo champagne…
-Proposte?
-Noodles saltati con nituke di germogli di soia, zucchine e carote in crosta di mandorle.
-Era una provocazione… Mi va bene il vostro menù. Non vorrei l’abbia preso sul serio…
-Stia tranquillo e apra lo champagne… Sono abituata ai giudizi affrettati.
-Non è niente di personale.
-Il cibo è sempre qualcosa di personale ma quello che io mangio con il mondo, non è quello che mangiamo a casa…
-Segreto?
-No, troppo personale per essere desiderato.

Roma, nel tempo, ama ripetersi. 2014 – Maria A. Listur

 

“A work of art is an angle of creation seen through temperament.”

Emile Zola

-You have to excuse me… I didn’t think you were having a macrobiotic meal…
-Why do you excuse yourself?
-I brought champagne…
-There are no problems… Is it cold?
-Yes.
-Very good because we don’t have an icebox…
-But, if you put it in the fridge, it’s better.
-You do it, it’s that dwarfy little door right there.
-If you don’t want it we don’t have to drink it…
-And if you would like other food, I’ll cook it for you.
-No no, it’s fine for me.
-Do you know macrobiotic food?
-No.
-I can tell…
-You find me fat?
-No, I am saying it for the exclusion of the champagne…
-Your macrobiotic seems a little odd to me…
-Surely… You don’t know it.
-I have an idea though.
-And in that idea champagne isn’t included?
-No, it isn’t.
-Then you know a macrobiotic that is much more strict than the one that my master use to teach.
-Wasn’t he strict?
-He said that macrobiotic is like “wearing magic glasses”…
-Do the “magic glasses” transform poisons?
-No, but they do.
-And discipline?
-A matter of privacy…
-Tricky…
-Respectful.
-Then I would dare to ask you to cook me a nice fish!
-I am sorry I don’t fish or hunt… The offer to cook something for you was related to your champagne…
-Any recommendation?
-Sautéed noodles with nituke of soy sprouts, zucchinis and carrots in almond crust
-It was a provocation… Your menu is fine. I hope you didn’t take it seriously…
-Relax and open the champagne… I am used to speculative judgments.
-It’s nothing personal.
-Food is something personal but the one I eat with the world, it’s not the one I eat at home…
-Secret?
-No, too personal to be desired.

Rome, in time, loves to repeat itself. 2014 – Maria A. Listur

Frequenza/Frequency

In un determinato tempo
In affluenza regolare
In modulazione costante
In intervalli periodici
Quella tua umidità gratifica
Quel tuo aroma risveglia
Quella soavità abilità
Quella che sono, dimentica.

Linea-3

Linea III – 2014 – Maria A. Listur

Roma, accattivante e certa.
2014 – Maria A. Listur

 

Frequency

In a determined time
In regular flow
In constant modulation
In periodic intervals
That grateful humidity of yours
That aroma of yours awakens
That gentleness ability
That which I am, forgets.

Rome, charming and certain.
2014 – Maria A. Listur