“Non bisogna chiedere all’artista più di quanto possa dare, né al critico più di quanto possa vedere.”“We should never ask to the artist more than he can give, neither to the critic more than he can see.”

Georges Braque

-Accetta una critica?
-Con piacere, onorata.
-Trovo che siano troppo rotondi…

Noire-ISideral

Noire-IISideral

Sideral 2009/2012 – Noire I-II – Maria A. Listur

Roma, quando lo stesso idioma non è sufficiente. 2009/2015 – Maria A. Listur

 

“We should never ask to the artist more than he can give, neither to the critic more than he can see.”

Georges Braque

-Do you accept a criticism?
-With pleasure, I am honored.
-I find them too much rotund…

Rome, when the same idiom is not enough. 2009/2015 – Maria A. Listur

REGOLARITÀ/REGULARITY

Inutile la difesa, lo stabilire altezze,
o bassezze, della pura vulnerabilità!
Le offuscate lame dei “può darsi”,
dei “chissà”, dei “farò il possibile”,
ancora esortano le labbra sanguinanti,
i sistematici dolori incontenibili,
la delicata genesi non permutabile;
e comunque si prosegue, anzi, si va!
E tu, piccolissima sonnambola, danzi!
Ancora parti, mi estendi, mi riscaldi
come fossero gesto e suono la cura,
pronta e sicura, di essere le possibilità!

Question-II

Question II – 2015 – Maria A. Listur

Ginevra, dove il sole sa contenersi nel vento.
2015 – Maria A. Listur

 

REGULARITY

It’s useless the defense, setting the peaks,
or the sordidness, of the pure vulnerability!
The obscured blades of the “it could be”,
of the “who knows”, of the “I’ll do as much as possible”,
still longs for the bleeding lips,
the systematical uncontrollable pains,
the delicate genesis not tradable;
and nevertheless we carry on, or rather, we go!
And you, little sleepwalker baby girl, dance!
You still leave, extend me, warm me
as if gesture and sound were the cure,
ready and safe, of being the possibilities!

Genève, where the sun knows how to contain itself in the wind.
2015 – Maria A. Listur

“Ecco il grande errore di sempre: immaginarsi che gli esseri pensino ciò che dicono.”/“Here is the biggest mistake of all time: to imagine that human beings think what they say.”

Jacques Lacan

-Io potrei darle una mano.
-In quale senso?
-Avrei una persona che la potrebbe aiutare.
-Ho quasi tutto organizzato… Grazie.
-Sarebbe un grande piacere.
-La ringrazio.
-E come mai ha preso questa decisione?
-Sarebbe un po’ lungo da raccontare…
-Ne è sicura?
-Sicura? Che cosa vorrebbe dire?
-Sta rischiando parecchio.
-Come ogni persona al mondo.
-Lei però ha cinquant’anni!
-Per fortuna non sono l’unica!
-Non la sta prendendo un po’ alla leggera?
-Purtroppo ancora non so come contribuire alla salvezza del mondo, mi occupo d’arte! Sono assolutamente innecessaria!
-Ora non esageri!
-Vuole farmi altre domande?
-No… Sa… Mi piace sapere.
-Informarsi, vuole dire?
-No, per carità di Dio!
-Altro?
-No, le ripeto: conti su di me.
-Vuole dire sulla persona che mi potrebbe aiutare?
-Certo.
-Non vorrei disturbarla.
-Non mi disturba.
-Mi riferivo alla persona che mi potrebbe aiutare.
-Ah… Non si preoccupi, glielo chiederò e poi le dirò. E se non sarà disponibile me lo dirà senza meno.
-Grazie…
-Non si sente di stare sconvolgendo tutto?
-Non è già tutto sconvolto?
-Lo dico per la sua età…
-E lei, quanti anni ha?
-Venti più di lei.
-Mmm…
-Capisce che le faccio delle domande perché sono già passato?
-Per cosa?
-Per i cinquanta.
-Ne è sicuro?

Roma, che svela ogni fantasma. 2015 – Maria A. Listur

 

“Here is the biggest mistake of all time: to imagine that human beings think what they say.”

Jacques Lacan

-I could lend you a hand.
-In what sense?
-I might have a person that can help you.
-I’ve got almost everything taken care of… Thanks.
-It’ would be a great pleasure.
-I thank you.
-And why have you taken this decision?
-It would be long to tell…
-Are you sure about it?
-Sure? What are you trying to say?
-You are risking a lot.
-Like anyone in the world.
-But you are fifty!
-Luckily I am not the only one!
-Aren’t you taking this too lightly?
-Unfortunately I don’t know yet how to contribute to save the world, I am in art! I am absolutely unnecessary!
-Don’t exaggerate!
-Do you want to ask me other questions?
-No… You know… I like to know.
-To inquire about, you mean?
-No, for God’s sake!
-Anything else?
-No, I repeat: count on me.
-You mean on the person that might help me?
-Sure.
-I wouldn’t want to disturb you.
-You don’t.
-I was talking about the person that might help me.
-Ah… Don’t worry, I’ll ask and tell you. And if he can’t be available he will surely tell me.
-Thank you…
-Don’t you feel you are upsetting everything?
-Isn’t everything already upset?
-I am saying this for your age…
-And you, how old are you?
-Twenty more than you.
-Mmm…
-You do understand I am asking this because I have already been through this…
-Through what?
-Through fifty.
-Are you sure about it?

Rome, that reveals every ghost. 2015 – Maria A. Listur

CONGEDI/FAREWELLS

Sembrano tutti uguali ma,
nel modo delle circonferenze
– casi speciali di un’ellisse –
cambiano secondo il luogo
la forma il suono e senza meno,
la deferenza e l’abbondanza…

Ellisse-1-4

Ellisse-1-2

Ellisse-I

Ellisse-1-3

Ossequio I – 2015 – Maria A. Listur

Roma, grazie. 2015 – Maria A. Listur

 

FAREWELLS

They all look the same but,
in the circumferences’ way
– special cases of an ellipse –
they change according to the place
the form the sound and nevertheless,
the deference and the abundance…

Rome, thank you. 2015 – Maria A. Listur

“Si crede di lottare e di soffrire per la propria anima, ma in realtà si lotta e si soffre per la propria pelle. Tutto il resto non conta.”/“We believe that we fight and struggle for our own soul, but in reality we fight and struggle for our own skin. The rest doesn’t count.”

Curzio Malaparte

-Cosa vede?
-Quello che vede lei.
-Può descriverlo?
-Lo descriva lei.
-Una piccola ferita non sanguinante che lascia scoperta una pellicola di pelle più rosea di quella esterna e che non cicatrizza.
-La preoccupa?
-No.
-Non è vero.
-Lo dice perché sono nel suo studio?
-Sì.
-Non mi sento preoccupata… Vorrei soltanto informarmi di cosa può essere?
-Può essere da un fungo a un tumore o qualcosa che non so nominare.
-Ha mai avuto un caso del genere.
-Non lo ricordo.
-Cosa dovrei fare?
-Niente.
-E qualche prodotto speciale per la pelle?
-No, lei già usa cose speciali…
-E come lo sa?
-Lo so, lo so…
-Se fosse un fungo si sarebbe potuto spandere ma, sta lì da qualche mese, senza ingrandirsi ne rimpicciolirsi.
-Appunto…
-E se invece fosse un tumore… Come potrebbe reagire?
-Sono un medico non un indovino.
-Certo… Lei cosa farebbe?
-Niente. Come un bebè.
-Scusi…
-Cosa fa un bebè per nascere? Niente… Fa tutto la natura. La sua pelle è una membrana che ha bisogno di aprirsi da qualche parte… Si chiuderà quando sentirà di non fare fatica a respirare…
-Respirare?
-Respirare… Qualche cosa – in lei – sta soffocando…
-Mmm…
-Le serve altro?
-Non lo so.
-Ci pensi.
-Sì, mi serve sapere in cosa consiste il suo “niente”. Che cosa significa per lei “non fare”?
-Smettere di dare importanza a qualunque cosa.
-E quando tempo dedica alla pratica?
-Tutte le volte in cui la mia dolce indifferenza non sembra disinteresse.
-Grazie dottore.
-Prego, sono qui per lei.
-Grazie ancora, non ho mai sentito la sua indifferenza…
-Non c’entra niente con la devozione…

In un luogo dove il cammino è umano. 2015 – Maria A. Listur

 

“We believe that we fight and struggle for our own soul, but in reality we fight and struggle for our own skin. The rest doesn’t count.”

Curzio Malaparte

-What do you see?
-Whatever you see.
-Can you describe it?
-You do that.
-A small wound not bleeding that leaves uncovered a strip of more pink skin than the external one and that doesn’t cicatrize.
-Does it concern you?
-No.
-It’s not true.
-Do you say that because I am in your office?
-Yes.
-I am not worried… I just would like to know what could it be?
-It could be from a fungus to a tumor or something that I can’t name.
-You have had a case like this before.
-I don’t recall.
-What should I do?
-Nothing.
-And something special for the skin?
-No, you already use special things…
-And how do you know?
-I know, I know…
-If it had been a fungus it could have spread but, it’s been there for some months, without getting bigger or smaller.
-Exactly…
-And if it was a tumor… How could it react?
-I am doctor not a fortuneteller.
-Right… What would you do?
-Nothing. Like a baby.
-Excuse me…
-What does a baby do to be born? Nothing… Nature does it. Your skin is a membrane that needs to open up somewhere… It’ll close when you will feel that you are not struggling to breathe…
-Breathe?
-Breathe… Something – in you – is suffocating…
-Mmm…
-You need anything else?
-I don’t know.
-Think about it.
-Yes, I need to know in what your “nothing” consists. What does your “don’t do” means?
-Stop giving importance to everything.
-And how much time do you dedicate yourself to the practice?
-Every time in which my sweet indifference doesn’t seem disinterest.
-Thank you doctor.
-You are welcome, I am here for you.
-Thank you again, I have never felt your indifference…
-It has nothing to do with devotion…

In a place where the path is human. 2015 – Maria A. Listur

ANTIDOTO PER LA NOSTALGIA/ANTIDOTE FOR NOSTALGIA

E disse, con quell’accento canterino:
“Innanzitutto, non dire mai bene…”,
“Parla male, racconta peggio!”
“Non ti venisse in mente o in bocca,
di usare le parole: buona, intelligente,
dolce, saggia, autonoma, bella, creativa;
e ti prego di non usare mai, e dico
mai, il sostantivo: donna.”
“Se dovrai dire qualcosa su e di me
– mentre il vissuto si trasforma in letame –
racconta dei miei difetti più algidi
delle mie paure più oscure, del grido,
del solipsismo, della critica, del freddo!”
“Racconta l’effimero!”

Effimero I

Effimero I – Gabriele del Papa ph

Roma, evocando congedi. 2015
Maria A. Listur

 

ANTIDOTE FOR NOSTALGIA

And she said, with that singing accent:
“First of all, don’t ever say well…”,
“Talk bad, say the worse!”
“Don’t ever get to your mind or your mouth,
to use words like: good, intelligent,
sweet, wise, autonomous, beautiful, creative;
and I beg you never to use, and I mean
ever, the substantive: woman.”
“Should you have to say something about and of me
– while the experienced turns in to manure –
talk about my most cold flaws
about my most obscure fears, about the scream,
about the solipsism, about the criticism, about the coldness!”
“Talk about the ephemeral”

Rome, evoking farewells. 2015
Maria A. Listur

“Da un certo punto in là non c’è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.”/“From a certain point on there is no return. That is the point to reach.”

Franz Kafka

-Cosa vuoi dire?
-Vorrei…
-Non esiste che tu decida!
-Ma… Io… Non…
-Non puoi decidere!
-Ti prego.
-Non mi pregare! Non puoi decidere! Come te lo devo dire?
-Non lo dimenticherò mai!
-Uhhh! Che paura!
-E un giorno…
-Non ti azzardare a minacciarmi!
-… me ne andrò.
-Nel frattempo farai quello che ti dico io!
-No.
-Lo farai!
-No.
-Ora non parlo più! Te la stai cercando! Torna in camera tua. Muoviti!
-…
-Guarda che non uscirai da qui!
-…
-Ecco come finisce questa storia!

La madre prende per il braccio la bambina e spariscono dietro una porta che immagino porti alla zona notte. Dopo un po’, la madre torna sorridente e dice:

-Mi scuso se ho fatto questa scenata davanti a lei. Ora mi capisce?
-No.
-Cosa vuole dire? Non ha sentito? Non ha visto il tipo?
-Non la capisco…
-Mi sta giudicando?
-Come faccio a giudicarla se non la capisco?
-È una bambina e non può decidere cosa fare! Sono io la madre e decido io.
-Certo. Ma, ha detto “vorrei”…
-E poi ha detto “me ne andrò!” Si rende conto?
-Ed è vero… Un giorno se ne andrà…
-Mi stava provocando! Non l’ha notato?
-No, non l’ho notato…
-E invece, quanto si nota che lei non ha vissuto tutto il tempo con suo figlio!
-O che ho avuto una madre come lei…
-Perché sorride mentre lo dice?
-Perché mia madre è stata il mio trampolino di lancio.
-Ed è servito a qualcosa?
-Certo! È stata lei che mi ha dato la spinta verso i miei salti mortali.
-Siete molto legate?
-Non ne abbiamo bisogno.
-Come mai?
-Siamo madre e figlia. Esiste un legame più profondo?
-E con suo figlio?
-Lo chieda a lui.

Roma, nel giorno in qui si festeggiano le madri; e da me anche la prole. 2015 – Maria A. Listur

 

“From a certain point on there is no return. That is the point to reach.”

Franz Kafka

-What do you mean?
-I would like…
-No way you will decide!
-But… I… Don’t…
-You can’t decide!
-I beg you.
-Don’t beg me! You can’t decide! How should I tell you?
-I will never forget it!
-Uhhh! Scary!
-And one day…
-Don’t you dare threaten me!
-… I will leave.
-In the meantime you will do as I say!
-No.
-You will!
-No.
-I am done with the talking! You are asking for it! Go back to your room. Move!
-…
-You won’t get out of here!
-…
-This is how this story ends!

The mother takes the baby girl by the arm and they both disappear behind a door that I imagine leads to the sleeping area. After a while, the mother comes back smiling:

-I am sorry if I have made a scene in front of you. Now you understand me?
-No.
-What do you mean? Haven’t you heard? Haven’t you see the type?
-I don’t get it…
-Are you judging me?
-How can I judge you if I don’t understand you?
-She is a baby girl and can’t decide what to do! I am the mother and I decide.
-Sure. But she said “I would like”…
-And then she said “I will leave!” Do you get it?
-And that’s true…One day she will…
-She was provoking me! Haven’t you noticed?
-No, I haven’t…
-Well, I can surely tell you haven’t live all time with your son!
-Or that I have had a mother like you…
-Why do you smile while saying this?
-Because my mother has been my springboard.
-Has it been useful?
-Sure! She was the one who gave the push towards my somersaults.
-Are you very close?
-We don’t need to be.
-How come?
-We are mother and daughter. Is there anything more profound?
-And with your son?
-Ask him.

Rome, in the day in which mothers are celebrated; and in my place the progeny as well. 2015 – Maria A. Listur

MATURARE/TO MATURE

Soave come rugiada
la giovinezza si avviò.
Ogni inutile lacrima
specchio leale innalzò;
per riflettere in elogio:
gratitudine e tutela
amorevolezza e luce.
Levità.

Neve-1

Neve I – 2015 – Maria A. Listur

Roma, nell’estate della primavera.
2015 – Maria A. Listur

 

TO MATURE

Soft as dew
youth set out
Each useless tear
a loyal mirror erected;
to reflect in praise:
gratitude and protection
caring and light.
Levity.

Rome, in the summer of spring.
2015 – Maria A. Listur

“Perché soltanto il salto / sconfigge la caduta.”/“Because only the jump / defeats the falling.”

Roberto Juarroz

-Lei però non è italiana! Ci è saltato agli occhi poco fa!
-È un problema?
-Beh! Sì… Le nostre eccellenze sono italiane.
-Non so cosa dire.
-Dispiace anche a noi.
-Noi chi?
-La ditta.
-La ditta non è lei?
-Beh, Signora… Non decido da solo.
-E siete tutti d’accordo?
-Capisco che lei sia piccata ma…
-Non sono piccata, vorrei soltanto sapere se siete tutti d’accordo; se non esiste una voce fuori dal coro che sostenga chi può non essere italiana o italiano e tuttavia rappresentare il vostro fare.
-Guardi… Capisco la sua ironia ma…
-Non è ironia. Le sto facendo una domanda. La prego, mi può rispondere se esiste qualche voce fuori dal coro?
-La prego di non arrabbiarsi ma…
-Lei mi sente arrabbiata? Vorrei soltanto sapere se siete d’accordo, all’unanimità.
-Lei non immagina la quantità d’italiani che abbiamo scartato! Ora, non si indigni lei per non essere italiana!
-Non sono indignata, e mi scuso d’insistere; può rispondermi?
-Mi creda, facciamo del nostro meglio.
-Mi perdoni, lei ha letto la mia proposta?
-Altrimenti non sarei stato io a chiedere l’appuntamento con lei.
-E cosa ha pensato leggendo il progetto?
-Mi è sembrato scritto da un uomo. Brillante.
-E ha letto il CV?
-Dopo aver accettato il dossier.
-Mi potrebbe dire cosa ne pensa?

Muove i fogli della mia cartella davanti a sé, senza leggere, senza cercare niente, soltanto li muove, poi, risponde con un sorriso bianco quanto il latte di capra.

-Penso sia un CV molto strano.
-Che cosa vuole significare?
-Virile autonomia.
-Ha interpretato in questo modo e non ha letto “Argentina”?
-Non abbiamo letto. Ci scusi.
-Nessuno ha letto “Argentina”, 1964?
-Nessuno.
-Esiste la possibilità di eseguire il mio progetto senza il mio nome?
-Sì.
-Lo faccia.
-Scherzo o generosità?
-Servizio.

Nel luogo dove cadono i generi e le frontiere. 2015 – Maria A. Listur

 

“Because only the jump / defeats the falling.”

Roberto Juarroz

-You are not Italian though! We have just realized it!
-Is that a problem?
-Well! Yes… Our excellences are Italians.
-I don’t know what to say.
-We are sorry as well.
-We who?
-Our company.
-Aren’t you your company?
-Well, Madame… I don’t decide alone.
-And do you all agree?
-I understand you are upset but…
-I am not upset, I would just like to know if you all agree; if there isn’t a voice out of the chorus who sustains who can also not be Italian man or woman and although represent your doing.
-Look… I understand your irony but…
-It is not irony. I am asking you a question. I beg you, could you answer if there is a voice out of the chorus?
-I beg you not to get upset…
-Do I sound upset? I would just like to know if you all agree, unanimously.
-You have no idea how many Italians we have rejected! Now, don’t you get offended for not being Italian!
-I am not offended, and I am sorry to insist; could you answer me?
-Believe me, we do our best.
-Excuse me, have you read my proposal?
-Otherwise I wouldn’t have asked an appointment with you.
-And what did you think reading my project?
-I thought it was written by a man. Brilliant.
-And have you read my CV?
-After accepting the dossier.
-Could you tell me what do you think about it?

He moves the papers of my dossier in front of him, without reading, without looking for anything, he just moves them, then, he replies with a smile as white as goat’s milk.

-I think it is a very strange CV.
-What do you mean?
-Manlike autonomy.
-You have interpreted in this way and haven’t you read “Argentina”?
-We haven’t. We apologize.
-No one has read “Argentina”, 1964?
-No one.
-I there the chance to have my project done without my name?
-Yes.
-Do it.
-A joke or generosity?
-Service.

In the place where genders and frontiers fall. 2015 – Maria A. Listur